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La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Le vendite della vodka ucraina sono aumentate tantissimo in tutto il mondo

27 Aprile 2023

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, in Europa e in tutto il mondo si sentiva parlare di chi cercava goffamente di esprimere il suo sostegno nei confronti del Paese invaso boicottando il Moscow Mule o proponendo di dare al cocktail un altro nome (un aneddoto un po’ meme un po’ fake news). Quello che è davvero successo, però, è che dal febbraio 2022 in molti hanno smesso di comprare la vodka russa ancora prima che i rivenditori e i governi occidentali la facessero sparire dagli scaffali di tutto il mondo. I marchi di vodka occidentali che hanno nomi dal suono russo, come il bestseller globale Smirnoff, si sono affrettati a sottolineare che in realtà non provengono dalla Russia (Smirnoff è di proprietà del colosso britannico delle bevande Diageo). Ma il dato più interessante è che, come ha raccontato la Bbc, la scomparsa della vodka russa ha dato modo ai marchi ucraini di prendere il suo posto.

«Siamo entusiasti ed entusiasti di vedere il nostro marchio riconosciuto a livello globale», ha detto l’amministratore delegato di Nemiroff, Yuriy Sorochynskiy, condividendo la sua gratitudine nei confronti dei clienti all’estero che hanno scelto e continuano a scegliere di acquistare il suo marchio per dimostrare solidarietà all’Ucraina. Ma non è soltanto la volontà di sostenere economicamente il Paese in guerra a spingere le persone ad acquistare i marchi ucraini: la verità è che la vodka ucraina non ha niente da invidiare a quella russa. La vodka non è mica un prodotto russo: l’origine nazionale di questo tipo di acquavite ottenuta dalla distillazione dei cereali o delle patate è difficile da definire, a causa dei cambiamenti dei confini dei Paesi nel corso dei secoli. La maggior parte degli storici delle bevande concorda sul fatto che la Polonia, la Russia e l’Ucraina di oggi sono il cuore storico della produzione di vodka, che viene tradizionalmente bevuta liscia.

Subito dopo l’invasione russa, Nemiroff ha dovuto chiudere la sua distilleria principale, nella città di Nemyriv, per un mese. Come la maggior parte delle aziende in Ucraina, è stata successivamente colpita da interruzioni di corrente dovute agli attacchi russi alle infrastrutture elettriche. Nonostante questo, nell’ultimo anno ha assistito a un forte aumento delle esportazioni, compreso un raddoppio delle vendite nel Regno Unito. «È commovente vedere persone che sostengono il nostro Paese attraverso le loro decisioni di acquisto», ha detto Sorochynskiy alla Bbc.

Anche l’altro boss della vodka ucraino, Dima Deinega, proprietario del marchio Dima’s, ha detto che la sua distilleria, con sede nella città di Zhytomyr, «ha mostrato una straordinaria capacità di recupero: abbiamo avuto a che fare con bombardamenti e mancanza di energia elettrica, ma siamo ancora in grado di produrre ed esportare vodka». Dall’inizio del conflitto, Deneiga è perfino riuscito a donare una quota dei profitti a enti di beneficenza ucraini. «Le vendite globali», racconta, «erano già in costante aumento prima della guerra, ma sono aumentate in modo significativo grazie alle persone che sostengono l’Ucraina attraverso le nostre iniziative di beneficenza e attraverso l’acquisto di prodotti ucraini».

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