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20:59 venerdì 4 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Grazie all’online il vino abbatte le barriere del social distancing

Marilisa Allegrini, presidente del Gruppo Allegrini, racconta cosa significa durante il Coronavirus lavorare in un settore che lo stare insieme ce l’ha nel Dna.

07 Maggio 2020

Sono la socialità, lo stare insieme, la condivisione a essere stati maggiormente stravolti dall’arrivo del Coronavirus. E di conseguenza tutto quello che maggiormente rappresenta questo mondo sta provando a capire come poter non soltanto affrontare lo stop, ma soprattutto la ripartenza. Il mondo dell’accoglienza, della ricezione e della ristorazione, infatti, hanno subito un duro colpo e ora provano a tirare le somme di quello che pare dovrà essere un nuovo paradigma, un necessario ripensamento di tutto quello che una volta era classificato sotto le categorie “esperienza”, “evasione”, “divertimento”. Tra questi, i produttori di vino, un comparto che in Italia conta 2mila imprese industriali per un valore di 11 miliardi di euro l’anno (dati 2018) e che oggi deve fare i conti con una vera e propria rivoluzione. «Questo evento ci ha lasciati sbigottiti, mai avremmo potuto pensare a una pandemia. Sembra di vivere dentro un film. Ci troviamo impreparati oltre che addolorati per aver perso gran parte di una generazione di nonni». Reagisce così Marilisa Allegrini, presidente del gruppo omonimo con sede nel veronese.

Allegrini racconta che il comparto sta pensando a una revisione non soltanto dettata dall’emergenza, ma anche a un cambio di approccio che coinvolge quattro direttrici: la sinergia, la comunicazione, l’esperienza del vino e l’online. È un fatto dopotutto che tutte le crisi abbiano anche portato a un miglioramento: la crisi del 2008 ha rappresentato una fase di stallo molto seria che però ha dato alle aziende italiane la forza per competere a livello internazionale; lo stesso lo scandalo del metanolo del 1986 si è trasformato in un momento di analisi di settore per offrire poi una maggiore qualità e controllo.

Sinergia
Quando parliamo di produzione del vino serve guardare tutta la filiera, dal vigneto alla tavola. Allegrini conferma che la vendemmia 2020 sembra promettere molto bene, forse anche per quel modo di dire che la natura non sa essere matrigna fino in fondo e se toglie riesce sempre a ricompensare. «Speriamo in un 2020 che ricorderemo anche per il buon vino. La natura non aspetta e deve essere seguita, ma dobbiamo invece totalmente ripensare la seconda parte, quella del commercio. Innanzitutto dobbiamo unire le forze. Anche a questo serve la recente associazione di produttori, Italian Signature Wines Academy (ISWA), di cui sono presidente. Siamo in otto grandi cantine e la finalità è fare sistema, cercando di sfatare ciò di cui solitamente il vino italiano viene accusato: lavorare in autonomia con aziende troppo piccole per influenzare il mercato internazionale».

Comunicazione
La crisi dovuta al Coronavirus è accaduta in un momento in cui l’informazione, le relazioni e le abitudini di consumo sono fortemente mediate dall’online. Una tendenza che in questi mesi di lockdown è diventata per forza di cose ancora più accentuata. Per questo le aziende non hanno potuto interrompere la loro comunicazione. «Non possiamo smettere di comunicare, di pubblicizzarci. È importante fare vini e prodotti di qualità, ma è fondamentale poi farlo sapere, far sentire che ci siamo non soltanto al consumatore finale, ma anche a tutto al comparto cui apparteniamo, ai ristoratori – i nostri ambasciatori – che ora stanno soffrendo più di altri. Si tratta di continuare a credere nel mercato, in chi ci sceglie e nel sistema di cui facciamo parte».

Marilisa Allegrini a Villa della Torre Allegrini

Online
L’esperienza del vino ha dovuto necessariamente fare i conti con una realtà fortemente alterata. Si rimane a casa, non si esce se non per necessità ma non per questo si deve smettere di dedicare a se stessi e ai propri cari delle attenzioni, che anzi sembrano aumentare e diventare più necessarie. Le vendite di bottiglie online infatti sono aumentate. «Abbiamo notato un notevole incremento», sottolinea Allegrini, «Negli Stati Uniti, in Germania e in Inghilterra l’online sta crescendo in modo incredibilmente forte proprio perché non ci si vuole privare, se si può, del piaceri della vita, di un momento sociale quasi innato. In questo abbiamo riscontrato tendenze diverse: nel mercato europeo il costo a bottiglia si è spostato di poco più in basso, mentre invece nel Nord America verso l’alto».

Esperienza
Di pari passo a una maggiore qualità del prodotto vitivinicolo, si è assistito a una vera e propria educazione del consumatore finale a sapori e profumi sempre più ricercati e più attenti. Una sorta di progressivo avvicinamento tra produttori ed estimatori del calice di vino che ha dato vita a un vero turismo enologico, a una progressiva costruzione di un’esperienza a 360 gradi di quello che vuol dire conoscere una buona bottiglia. Per questo il contatto tra produttore e cliente è fondamentale. Ora che spostarsi non si può, la tecnologia viene in soccorso. I canali social ma anche le videoconferenze danno la possibilità di far sentire quel senso di vicinanza e di toccare con mano, almeno virtualmente, la crescita dei frutti nei filari o l’invecchiamento nelle cantine. «È un metodo che utilizziamo anche noi per le nostre vigne geograficamente lontane. In più molte aziende hanno iniziato a farsi conoscere meglio grazie alla possibilità di ospitare, noi stessi abbiamo delle camere nella nostra sede rinascimentale che però ora sono chiuse. Inoltre, già prima del Covid-19 abbiamo iniziato a mandare alcune bottiglie ai nostri clienti, organizzando a distanza degustazioni guidate. Ne stiamo facendo parecchie e sono molto apprezzate. In un mondo globalizzato avevamo già capito il valore della tecnologia e abbracciato l’idea che non sempre sarebbe stato possibile il contatto diretto, ma si può comunque essere vicini alle persone, e provarci è parte del nostro lavoro di “osti”».

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