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07:44 venerdì 22 maggio 2026
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.
Il video di Itamar Ben-Gvir che tormenta e irride i membri della Global Sumud Flotilla ha unito tutto il mondo nel disgusto A condannarlo sono Francia, Canada, Olanda, Belgio, Spagna, Regno Unito e molti altri, persino gli Stati Uniti e l'Italia.
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).

Un Truman Show per curare i malati di Alzheimer

13 Dicembre 2016

Quasi cinque milioni e mezzo di persone soffrono del morbo di Alzheimer negli Stati Uniti, scrive l’Atlantic. E a questi vanno aggiunti quelli colpiti da altre forme di demenza senile, in aumento costante. Le terapie utilizzate per curare queste malattie fanno riferimento anche ad attività quotidiane per i pazienti, che possono partecipare a gruppi, fare esercizio fisico, eccetera. La nuova frontiera di queste cure ha tuttavia dell’incredibile: a San Diego il George G. Glenner Alzheimer’s Family Care Centers, una no-profit che gestisce alcuni centri di questo tipo, ha iniziato a costruire un piccolo villaggio di 24 prefabbricati, disegnato per replicare in tutto e per tutto un paesino americano degli anni Cinquanta. Se i malati di Alzheimer torneranno nei luoghi della loro gioventù, hanno pensato a San Diego, forse saranno in grado di ricordare il loro passato.

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Il progetto del George G. Glenner, una sorta di Truman Show a uso e consumo dei degenti, ha un precedente da cui è stato ispirato: in Olanda c’è Hogeweyk 1, una struttura di cura per pazienti affetti da demenza, in cui 150 persone risiedono in una micro-cittadina comprensiva di negozi, parrucchiere e servizi, tutti gestiti da personale medico “in borghese”. La città fantasma di San Diego verrà ultimata nel 2018 in un ex magazzino nel sobborgo di Chula Vista, e avrà anche un negozio di animali, spiega l’Atlantic, un museo, una biblioteca, un diner, un ospedale, un cinema, e «tutto sarà disegnato per sembrare appartenente al periodo compreso tra il 1953 e il 1961», quando la maggior parte degli ospiti del centro aveva tra i 20 e i 30 anni.

Quando la malattia fa il suo corso, infatti, sono i ricordi dell’infanzia e della giovinezza a rimanere intatti più a lungo: «Chiedete a una persona con una forma di demenza allo stadio intermedio di Jennifer Lawrence e otterrete uno sguardo confuso, ma tirate fuori una foto di Judy Garland e potrete iniziare una conversazione vivace», per usare la frase del magazine americano. E il fatto che la strada sia quella giusta è testimoniato anche da un aneddoto: Scott Tarde, il presidente responsabile del centro, e il suo staff hanno comprato una Ford Thunderbird 8 del 1959 per la nuova struttura. Uno dei pazienti, un uomo anziano affetto da morbo di Parkinson (una malattia che può portare all’infermità mentale) ha preso in mano uno dei due fari, l’ha guardato un po’ e poi ha pronunciato, pensoso: «È del ’58, o di qualche anno dopo».

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