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22:12 domenica 31 maggio 2026
Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.
Il Tribeca è il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film fatto interamente con l’AI Dreams of Violets racconta le proteste in Iran del gennaio 2026, è costato 2 mila dollari ed è stato realizzato in tre mesi usando solo AI.
La nuova campagna di Jacquemus è un documentario su una giornata in compagnia di Pamela Anderson e dei suoi due figli Si intitola A Day With Pamela and Her Sons e ci sono i figli di Pamela Anderson che la prendono molto in giro.
C’è una proposta di legge di iniziativa popolare per tassare i grandi patrimoni anche in Italia Si tratta di un'imposta progressiva sui patrimoni superiori a 2 milioni di euro, che interesserebbe solo l'1 per cento della popolazione.
Firenze ha aumentato moltissimo le zone della città in cui è vietato aprire nuovi B&B e fare affitti brevi Nelle zone ora incluse nel blocco ci sono 67 mila abitazioni che ora non potranno essere destinate né all'uno né all'altro scopo.
Uno studio ha dimostrato che in un film è più probabile venga scelto come protagonista un uomo che si chiama Chris o un animale parlante piuttosto che una donna over 60 «Le donne sono metà della popolazione. E invecchiamo. Allora dove sono le storie su di noi?», ha commentato l'attrice Emma Thompson.

Una ricerca dimostra che i videogiochi hanno un problema con le persone Lgbtq+

14 Febbraio 2024

La Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD) ha realizzato un sondaggio per capire quante siano le persone Lgbtq+ che giocano abitualmente ai videogiochi e come queste siano rappresentate nell’industria e nei prodotti dell’industria videoludica. Stando al GLAAD, dunque, il 17 per cento dei gamer sono omosessuali, lesbiche, bisessuali, transessuali o queer. E fin qui, niente di nuovo: che circa un quinto dei videogiocatori appartengano alla comunità Lgbtq+ è cosa nota ormai da tempo. L’altra cosa notada altrettanto tempo è che questa percentuale non trova nessuna corrispondenza nei videogiochi: soltanto il 2 per cento dei titoli console, infatti, ha nel suo cast almeno un personaggio Lgbtq+.

«Il numero di videogiocatori abituali appartenenti alla comunità Lgbtq+ è cresciuto del 10 rispetto al sondaggio Nielsen’s Games360 fatto nel 2020. […] I dati dimostrano che per questi gamer la questione dell’inclusività ha un’importanza che va oltre il videogioco in sé e per sé. Circa il 70 per cento di loro ha detto che è più difficile che acquistino un titolo prodotto da uno studio che discrimini i lavoratori Lgbtq+». Secondo il sondaggio GLAAD, il 72 per cento dei gamer intervistati ha detto di che la presenza di personaggi Lgbtq+ in un videogioco «li fa sentire meglio», più accettati e compresi. Una percentuale che sale al 78 per cento nella fascia demografica che va dai 13 ai 17 anni.

La questione dell’inclusività e della rappresentatività dei videogiochi è antica, ormai. Che la comunità gamer abbia diversi problemi ad accettare personaggi (e persone) appartenenti a minoranze è un fatto tristemente noto: non è un caso che a dieci anni di distanza dall’inizio del Gamergate, ancora si pubblichino articoli per spiegare che no, passi avanti non se ne sono fatti poi tanti. E questo sondaggio GLAAD è solo un’altra conferma.

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