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02:41 giovedì 17 settembre 2026
JD Vance si è prodotto in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.

La magistratura americana ha pubblicato il video in cui si vede Luigi Mangione che viene arrestato al McDonald’s

Il video è stato registrato dalle bodycam degli agenti ed è una delle prove più importanti nel processo a Mangione, sia per la difesa che per l'accusa.

10 Dicembre 2025

A pochi minuti dalla pubblicazione, è immediatamente finito su tutti i social e sulle principali testate internazionali il video dell’arresto di Luigi Mangione. Si tratta di un montaggio di alcuni passaggi dell’operazione di polizia, non del filmato integrale. Il video è ripreso dalla bodycam di uno dei due agenti che lo hanno fermato in un McDonald’s di New York il 20 settembre dello scorso anno, come riportato dalla Bbc. Le immagini, mostrate in aula pochi giorni fa nel processo, documentano l’ingresso degli agenti in borghese nel locale, l’identificazione del giovane e il momento dell’arresto. Il filmato è stato pubblicato dalla magistratura dopo una richiesta di accesso agli atti da parte di diversi media statunitensi.

Nel filmato si vede un McDonald’s affollato, con clienti in fila e personale al bancone. I due agenti entrano, si avvicinano a Mangione, gli rivolgono poche parole e gli comunicano l’arresto. Nelle immagini si vede Mangione che non reagisce, alza le mani e si lascia ammanettare mentre alcuni presenti si allontanano. L’audio registra scambi brevi: la comunicazione del nome, la richiesta dei documenti, Mangione che fornisce false generalità (Mark Rosario), i poliziotti che gli chiedono di vedere un documento d’identità e che lo invitano a seguirli verso l’uscita. L’intervento dura pochi minuti e mantiene un tono “procedurale”, in linea con la prima ricostruzione fornita dalla polizia su tempi e modalità della cattura. La difesa punta a usare il video e i dettagli delle testimonianze per contestare la legittimità di parte degli atti e ottenere l’esclusione di alcuni elementi probatori, riducendo le prove che l’accusa può presentare davanti alla giuria.

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Secondo gli avvocati di Mangione, infatti, i poliziotti non avrebbero letto correttamente i diritti costituzionali del loro assistito prima di procedere all’arresto, i cosiddetti Miranda Rights, una formula che tutti abbiamo sentito almeno una volta al cinema o in tv: «You have the right to remain silent. Anything you say can and will be used against you in a court of law» etc. Nella procedura penale statunitense, una parziale o scorretta esposizione dei Miranda rights a una persona che viene arrestata può portare a delle serie conseguenze in fase di indagine o di processo. La più grave di questa è l’impossibilità, per l’accusa, di usare nel processo tutto quello che il sospettato/imputato ha detto negli interrogatori fatti mentre era in arresto. È proprio questo il risultato che la difesa di Mangione spera di ottenere e, se ci riuscisse, l’impianto accusatorio verrebbe fortemente indebolito.

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Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali che seguono il caso, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».