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Dopo 65 anni di pubblicazione, Il Vernacoliere chiude ma non esclude il ritorno

Lo ha annunciato su Facebook il fondatore e direttore Mario Cardinali, che ha detto di essere «un po' stanchino» e spiegato la situazione di crisi del giornale.

16 Ottobre 2025

«Figurati se un giornalaccio come Il Vernacoliere, che si è sempre piccato di voler seguitare a campare di sole vendite, senza finanziamenti o sovvenzioni o inserzioni pubblicitarie d’alcun tipo, può continuare a resistere senza uno stop per un respiro nuovo», scrive Mario Cardinali nel messaggio con il quale ha annunciato che Il Vernacoliere sospenderà le pubblicazioni con il numero di novembre, dopo 65 anni di pubblicazione ininterrotta. La prima spiegazione di questa decisione di Cardinali è la stanchezza: il fondatore e direttore del giornale ha quasi 90 anni e «si sente francamente un po’ stanchino», come scrive lui stesso in un lungo post su Facebook, in cui celebra, però, anche la lunga storia di libertà e irriverenza del suo giornale.

Ovviamente, non è questa l’unica ragione che ha portato Cardinali alla decisione di sospendere la pubblicazione del Vernacoliere. C’entra soprattutto la solita, cronica crisi della carta stampata, che già aveva messo in grandissima difficoltà il giornale nel 2020: in quel caso Cardinali rivolse un appello a tutti i lettori e simpatizzanti del giornale, chiedendo il loro aiuto per salvare il giornale dalla chiusura. Il risultato di quell’appello furono 5 mila nuovi abbonamenti e altri cinque anni di pubblicazioni. Adesso, scrive Cardinali, «c’è anche la crisi sempre più profonda della carta, a dettar la nuova legge dell’editoria. Quella dei giornali, soprattutto. Che quasi più nessuno legge, surclassati come sono dai social, coi telefonini a dettar legge ovunque, nuovi totem dell’indottrinamento in massa. E la pubblicità a pagare il tutto, ché tanto poi a pagare veramente è il solito Pantalone quando compra. E anche per il Vernacoliere i costi ormai son arrivati a superar gl’incassi. Con le edicole che continuano a chiudere a migliaia in tutt’Italia, e quelle che ancora resistono si son ridotte a rivendite di gadget e giocattolini vari, e pare le vogliano perfino adibire a uffici postali e ricevitorie d’ogni tipo, un po’ come le tabaccherie. Non esclusa l’idea di piazzarci un confessionale, a confessar la colpa di voler leggere ancora».

Non esclude il ritorno, però, Cardinali. «In attesa – com’è d’uso attendere – di tempi migliori. Che sarebbe a dire o vediamo un po’ se dopo di me ci potrà essere qualcosa oltre il diluvio. Di menti valide ce n’è ancora parecchie nel gruppone che con me ha portato il nostro giornalaccio al record della durata satirica non solo in Italia ma qualcuno dice anche in Europa».

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