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19:31 giovedì 23 aprile 2026
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Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
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Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.

In un’intervista, la “vera Martha” di Baby Reindeer ha detto che niente di quello che la serie racconta è vero

10 Maggio 2024

“Richard Gadd is PSYCHOTIC”: basterebbe leggere il titolo dell’intervista alla presunta “vera Martha” di Baby Reindeer pubblicata sul canale YouTube di Piers Morgan per capire che c’è qualcosa che non va e che questa storia ha preso una brutta, bruttissima piega. Ricapitolando: la stalker che ha ispirato la serie è diventata a sua volta vittima di stalking da parte di chi ha visto la serie, e il presentatore che la intervista (o chi per esso) sceglie di titolare il video con un’affermazione “contro” l’autore della serie, Richard Gadd, definendolo “psicotico” (ma in caps lock). Che dire: se come scrivevamo qui, sembrava che Baby Reindeer facesse un ottimo lavoro nel descrivere l’ambivalenza e le complessità della malattia mentale con grande delicatezza, beh, grazie a internet e ai social è andato tutto in vacca.

Come riporta l’Independent, già prima che l’episodio andasse in onda su YouTube, alcuni fan della serie avevano iniziato a mettere in dubbio l’etica della decisione di Morgan di intervistare Fiona Harvey (questo il nome della presunta vera Martha): Gadd aveva sempre specificato che la persona reale che ha ispirato Martha soffriva di un disturbo mentale. Nell’intervista, Harvey, avvocato scozzese, nega più volte di aver perseguitato il comico Gadd tra il 2014 e il 2015. Durante l’intervista, che ha raccolto quasi 4 milioni di visualizzazioni in sole 12 ore, Harvey ha nega di aver inviato a Gadd 41.000 e-mail e 100 lettere mentre lo perseguitava. E quante gliene ha mandate, allora, in realtà? Meno di dieci, dice lei.

Per rendere il tutto ancora più assurdo, ricordiamo che Netflix ha voluto sottolineare che le e-mail che vediamo nella serie sono le vere e-mail ricevute da Gadd dalla sua stalker. Ma come: Gadd non aveva fatto in modo di cambiare tutti i dettagli per tutelare la vera Martha? Perché il problema più grosso di quest’intervista sembra proprio questo, e balza subito all’occhio: Fiona Harvey, 58 anni, è scozzese, laureata in legge, estremamente simile alla donna dalla serie, interpretata dalla bravissima attrice Jessica Gunning. Anche il soprannome dato a Gadd, “Baby Reindeer”, corrisponde al modo in cui lei l’aveva realmente soprannominato.

Parlando con Piers Morgan, Harvey ha detto che intraprenderà un’azione legale contro Richard Gadd e Netflix: «ci sono diverse persone da denunciare». La donna non ha voluto la serie, ha detto, ma il suo fidanzato avvocato, con cui ha una relazione da cinque anni, l’ha guardata e l’ha definita «orrenda», così come ha definito orrenda l’ossessione dei media nei confronti della stalker che, a quanto pare, nella realtà, non è mai stata ufficialmente accusata né ha mai passato del tempo in carcere. E per concludere con un dettaglio davvero orrendo, c’è la cifra pagata alla donna per l’intervista. L’ha detto lei stessa al Daily Record: 250 sterline.

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