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Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.
La CDU, il partito di maggioranza in Germania, vuole abolire il diritto di lavorare part time Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.
I cittadini di Minneapolis hanno organizzato una festa per il licenziamento di Greg Bovino davanti all’hotel dove alloggiava Cori, canti, balli, musica, festeggiamenti. Fino a quando la polizia non è intervenuta per interrompere violentemente il party improvvisato.

In un’intervista, la “vera Martha” di Baby Reindeer ha detto che niente di quello che la serie racconta è vero

10 Maggio 2024

“Richard Gadd is PSYCHOTIC”: basterebbe leggere il titolo dell’intervista alla presunta “vera Martha” di Baby Reindeer pubblicata sul canale YouTube di Piers Morgan per capire che c’è qualcosa che non va e che questa storia ha preso una brutta, bruttissima piega. Ricapitolando: la stalker che ha ispirato la serie è diventata a sua volta vittima di stalking da parte di chi ha visto la serie, e il presentatore che la intervista (o chi per esso) sceglie di titolare il video con un’affermazione “contro” l’autore della serie, Richard Gadd, definendolo “psicotico” (ma in caps lock). Che dire: se come scrivevamo qui, sembrava che Baby Reindeer facesse un ottimo lavoro nel descrivere l’ambivalenza e le complessità della malattia mentale con grande delicatezza, beh, grazie a internet e ai social è andato tutto in vacca.

Come riporta l’Independent, già prima che l’episodio andasse in onda su YouTube, alcuni fan della serie avevano iniziato a mettere in dubbio l’etica della decisione di Morgan di intervistare Fiona Harvey (questo il nome della presunta vera Martha): Gadd aveva sempre specificato che la persona reale che ha ispirato Martha soffriva di un disturbo mentale. Nell’intervista, Harvey, avvocato scozzese, nega più volte di aver perseguitato il comico Gadd tra il 2014 e il 2015. Durante l’intervista, che ha raccolto quasi 4 milioni di visualizzazioni in sole 12 ore, Harvey ha nega di aver inviato a Gadd 41.000 e-mail e 100 lettere mentre lo perseguitava. E quante gliene ha mandate, allora, in realtà? Meno di dieci, dice lei.

Per rendere il tutto ancora più assurdo, ricordiamo che Netflix ha voluto sottolineare che le e-mail che vediamo nella serie sono le vere e-mail ricevute da Gadd dalla sua stalker. Ma come: Gadd non aveva fatto in modo di cambiare tutti i dettagli per tutelare la vera Martha? Perché il problema più grosso di quest’intervista sembra proprio questo, e balza subito all’occhio: Fiona Harvey, 58 anni, è scozzese, laureata in legge, estremamente simile alla donna dalla serie, interpretata dalla bravissima attrice Jessica Gunning. Anche il soprannome dato a Gadd, “Baby Reindeer”, corrisponde al modo in cui lei l’aveva realmente soprannominato.

Parlando con Piers Morgan, Harvey ha detto che intraprenderà un’azione legale contro Richard Gadd e Netflix: «ci sono diverse persone da denunciare». La donna non ha voluto la serie, ha detto, ma il suo fidanzato avvocato, con cui ha una relazione da cinque anni, l’ha guardata e l’ha definita «orrenda», così come ha definito orrenda l’ossessione dei media nei confronti della stalker che, a quanto pare, nella realtà, non è mai stata ufficialmente accusata né ha mai passato del tempo in carcere. E per concludere con un dettaglio davvero orrendo, c’è la cifra pagata alla donna per l’intervista. L’ha detto lei stessa al Daily Record: 250 sterline.

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