Hype ↓
21:55 mercoledì 18 febbraio 2026
Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.
Da quando c’è al governo Pedro Sanchez, il salario minimo in Spagna è aumentato del 60 per cento L'ultimo aumento, appena approvato, ha portato il salario minimo spagnolo a 1.221 euro lordi al mese per 14 mensilità. Sei anni fa era 735 euro.
Il successo di Hamnet sta portando a un boom turistico nel paese natale di Shakespeare A Stratford-upon-Avon sono abituati ad avere tanti turisti, ma non così tanti come quelli arrivati dopo aver visto il film.
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.
Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza» Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.
Il prezzo dei cetrioli è diventato il principale indicatore della crisi economica in Russia È raddoppiato rispetto a un anno fa, raggiungendo una media al chilo di circa 4 euro. I cittadini russi non la stanno prendendo affatto bene.
La nuova tendenza di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.

Unbelievable è un altro modo di raccontare la stessa storia

Uno stupratore seriale, una vittima inattendibile, due detective: come la serie Netflix ha riscritto un genere.

01 Ottobre 2019

Ci sono tanti elementi in Unbelievable che lo dovrebbero fare definire un poliziesco, o meglio un crime-drama. C’è uno stupratore seriale, c’è una vittima vulnerabile che non viene creduta e finisce inghiottita dal sistema, ci sono due detective più brave della maggior parte dei loro colleghi. Ma come questi elementi si mescolano tra di loro è altra cosa rispetto ai crime-drama che abbiamo guardato negli ultimi anni, compresi quelli fatti benissimo. La serie ideata e scritta da Susannah Grant, disponibile su Netflix dal 13 settembre, si basa su una storia vera, raccontata in un articolo scritto nel 2015 da T. Christian Miller e Ken Armstrong e pubblicato da Pro Publica e The Marshall Project (che è valso agli autori il premio Pulitzer nel 2016). È anche una puntata del popolare podcast This American Life. La storia è quella di Marie Adler, un’adolescente con alle spalle una situazione familiare complicata, cresciuta tra famiglie affidatarie, che viene stuprata nella casa dove vive da sola.

In realtà, Marie fa parte di un programma statale che aiuta i giovani che hanno avuto una vita problematica a rimettersi in piedi: vive perciò in una specie di campus dove ci sono altri ragazzi come lei, è seguita da due educatori e lavora in un grande magazzino. Ha anche due madri adottive, dalle quali si è separata ma che per lei sono ancora dei punti di riferimento: una di loro si troverà al momento della denuncia e del primo, sommario, interrogatorio. La cosa che, sin da subito, Unbelievable fa bene, e fa in maniera diversa rispetto a molti prodotti televisivi simili, è metterci addosso una particolare forma di ansia che non deriva, però, dalle circostanze più ovvie. C’è uno stupratore mascherato che aggredisce le donne che vivono sole, scopriremo dopo, e di lui non sappiamo nulla: ma non è lui, o almeno non è solo lui, che la serie ci insegna a temere. Gli interrogatori che Marie, interpretata dalla brava Kaitlyn Dever, deve affrontare, sono infatti duri da guardare anche più dei flashback dello stupro vero e proprio, su cui comunque Unbelievable si sofferma poco, e danno il via a un incubo, personale e giuridico, che la colpisce e la abbatte in pieno.

Kaitlyn Dever in Unbelievable, su Netflix dal 13 settembre

Marie non è una testimone attendibile: è una ragazza “difficile” e quando anche le persone che più le sono vicine iniziano a metterla in dubbio, la sua storia non sembra vera nemmeno a lei. Pressata dalle domande di due investigatori che si sono già fatti un’idea precisa di lei, finisce con il ritrattare, poi il giorno dopo, spinta dagli educatori, ritratta di nuovo, infine ritratta l’aver ritrattato: non c’è stato nessuno stupro, mi sono inventata tutto, lasciatemi stare. Era il 2008 e Marie viveva a Lynnwood, Washington. Dovrà aspettare l’indagine di altri due detective – questa volta due donne, interpretate da Merritt Wever e Toni Collette – che nel Colorado si mettono sulle tracce di uno stupratore seriale che agisce esattamente come lei aveva descritto tre anni prima.

Unbelievable non spettacolarizza mai lo stupro in sé, piuttosto cerca di raccontarne gli effetti non solo sulle vittime, ma anche sulle persone che le circondano. Dai familiari agli amici, dagli investigatori al personale medico, chi vive un trauma di questo tipo è esposto a continue domande e procedure – interrogatori, test, analisi – che spesso finiscono con il reiterare la violenza subita. Quello che le due detective Rasmussen (Collette) e Duvall (Wever) fanno, e che i loro colleghi non hanno fatto, è ascoltare, farsi delle domande in più, mettere in discussione un’idea di “credibilità” monolitica e spesso distante della realtà (ne aveva scritto bene Eva Hagberg Fisher sul New York Times a giugno del 2018 di donne, credibilità e denunce). La loro indagine si scontrerà perciò con i pregiudizi e le falle di un sistema che perpetra la violenza. Le testimonianze da loro raccolte sono doppiamente utili: perché delimitano il caso e individuano una pista, e perché raccontano di un modo, quello giusto, di parlare con le vittime di stupro. Jen Chaney ha scritto su Vulture che «In molti modi, Unbelievable è il True Detective che non abbiamo mai avuto, che abbiamo sempre meritato e di cui non sapevamo di aver così tanto bisogno finché non è comparso tra le cose da vedere su Netflix». Con una coppia di poliziotte come ne abbiamo viste tante altre in tv – quella combattiva e decisa, e quella riflessiva che parla a voce bassissima – che però di fatto rappresentano due modelli di leadership molto diversi da quelli tradizionali: più che sull’ego dei protagonisti, la serie si regge infatti sulla determinazione, la competenza e l’umanità, come nota Sophie Gilbert sull’Atlantic. Senza proclami o slogan, riscrivendo i topos del genere: la vittima inattendibile, lo stupratore mascherato, i poliziotti negligenti, quelli bravi. E solo due donne, che fanno il loro lavoro.

Articoli Suggeriti
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie

Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.

Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza»

Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.

Leggi anche ↓
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie

Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.

Thurston Moore dei Sonic Youth ha fatto un nuovo album che ha definito «un requiem per i bambini di Gaza»

Il disco s'intitola They Came Like Swallows - Seven Requiems for the Children of Gaza e lo ha realizzato in collaborazione con il musicista, produttore e discografico Bonner Kramer.

Robert Duvall è stato così grande proprio perché non gli importava nulla di essere il protagonista

La sua leggenda era fondata su due "piccole" e memorabili interpretazioni diventate storia del cinema. Ma Duvall, morto il 15 febbraio a 95 anni, è stato molto di più del comprimario perfetto, del consigliere del Padrino e dell'uomo che amava l'odore del napalm al mattino.

Il nuovo trend di ritorno alla vita analogica è pagare dei servizi che ti spediscono della posta via posta

Da questa idea nasce “Perch Post”, un gruppo di persone che, in cambio di una piccola quota mensile, ricevono una busta piena di materiale stampato.

Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro

A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».

È morto Frederick Wiseman, uno degli inventori del documentario moderno

Premio Oscar alla carriera nel 2016, tra i suoi film più recenti e famosi c'era Ex Libris del 2017, dedicato alla New York Public Library.