L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica
Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Fino ad ora le guerre si sono sempre combattute tra uomini, con i limiti massimi del corpo a corpo in trincea e dell’operatore di droni che fa saltare in aria una postazione o un veicolo nemico. La guerra in Ucraina ha completamente ribaltato il paradigma: ora, per la prima volta nella storia dei conflitti moderni – e antichi, perché se avessero avuto i droni la Guerra dei cent’anni sarebbe durata sicuramente di meno – una squadra di robot di terra, unita a un drone e coadiuvati da vari operatori ucraini, ha conquistato una postazione russa. In una sequenza che sembra uscita da un film distopico, una squadra di robot terrestri (UGV) ha recentemente coordinato un assalto a una trincea russa, portando alla resa di soldati nemici senza che un solo militare ucraino dovesse esporsi al fuoco.
Questi robot, come scrive il New York Times, all’apparenza sembrano piccoli carrelli da giardinaggio, di quelli usati per spostare sacchi di terriccio tra i vialetti di una villa suburbana. Eppure, questi veicoli carichi di 30 kg di esplosivo stanno riscrivendo le regole del combattimento nell’Ucraina orientale (il combattimento di cui stiamo parlando è avvenuto nella regione di Kharkiv). È la «guerra automatizzata» promossa da Volodymyr Zelensky, un nuovo paradigma bellico dove il metallo sostituisce il sangue per colmare le lacune di un esercito in costante inferiorità numerica.
L’innovazione di Kyiv non è solo tattica, ma logistica e sistemica. Attraverso una piattaforma di approvvigionamento interno che assomiglia molto ad Amazon, i soldati possono scegliere tra centinaia di modelli di unità di combattimento terrestri e aeree. La crescita è esponenziale: solo nell’ultimo mese le “missioni robotiche” hanno superato quota 9 mila (e novembre 2025 erano 2.900). Kiev punta a trasformare il fronte in un laboratorio tecnologico globale, promuovendo un’industria della difesa locale capace di attrarre partnership internazionali. «La vita umana è preziosa e i robot non sanguinano, meglio mandare il metallo a combattere», spiega il sottotenente Mykola Zinkevych, sintetizzando una visione dove l’efficienza dei bit e l’autonomia delle batterie diventano le nuove unità di misura del potere militare. Tra robot-kamikaze e ripetitori radio, l’Ucraina sta dimostrando che la sopravvivenza in un conflitto moderno dipende dalla capacità di automatizzare la distruzione, rendendo il campo di battaglia il primo, brutale palcoscenico della robotica bellica di massa.
L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
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