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10:45 giovedì 30 aprile 2026
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data server per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.

Oggi è il giorno in cui Twitter diventa X

24 Luglio 2023

Larry the Bird è morto, viva Larry the Bird. A dare la notizia della dipartita dell’amato uccellino azzurro, logo di Twitter dal 2006, anno di nascita del social, è stato l’ex Ceo ma sempre Chief Twit Elon Musk. Domenica 23 luglio Musk ha annunciato che «presto diremo addio al brand Twitter e, piano piano, a tutti gli uccelli». Con piano piano intendeva meno di 24 ore: già questa mattina il logo del social un tempo noto come Twitter è cambiato, ora al posto di Larry the Bird – l’uccellino azzurro si chiamava così e sì, il nome era un omaggio a Larry Bird – c’è una X stilizzata. La trasformazione è appena iniziata e proseguirà nei prossimi giorni, settimane, mesi, come spiegato sia da Musk che dalla Ceo di Twitter, Linda Yaccarino. Per il momento, oltre al cambio di logo, sappiamo che adesso il dominio X.com rimanda a twitter.com. «Questo cambiamento non ha limiti. X sarà la piattaforma che fornirà ai suoi utenti… Tutto», ha scritto Yaccarino.

Gli esperti e gli insider sapevano che prima o poi sarebbe successo. Ad aprile Musk aveva cambiato il nome della parent company di Twitter in X Holdings Corp., chiaro presagio di quello che sarebbe successo e che infatti è successo. Rientra tutto nel progetto – ambizioso secondo alcuni, megalomane secondo altri – di Musk di creare l’equivalente tech della pietra filosofale: la cosiddetta everything app, l’applicazione capace di soddisfare tutte le necessità di qualunque utente in qualsiasi momento. Il primo passo, sembra, sia avvicinare il più possibile X alla cinese WeChat, unendo le funzioni di un social media e di uno strumento per i pagamenti elettronici. C’è da capire come questa operazione di rebranding verrà accolta dagli utenti dell’ex Twitter: nel corso degli anni twittare e tweet sono diventati verbo e sostantivo parte del dizionario condiviso dell’umanità, difficile immaginare degli equivalenti che comprendano l’impiego della lettera X. Difficile anche immaginare che qualcuno decida di usarli, anche qualora dovessero prima o poi venir fuori.

Forse dovremmo essere stupiti dall’impulsività della decisione di Musk, ma forse dovremmo anche ricordarci che parliamo dell’uomo che ha speso 44 miliardi di dollari per comprare il suo social preferito e, a distanza di sei mesi, ancora nessuno ha capito perché e per farci cosa (a parte licenziare buona parte del personale, revocare lo smart working, introdurre un abbonamento che permette a chiunque di avere una spunta blu e dimezzare il valore della sua stessa azienda). Seguendo questa strategia della coerenza e della chiarezza, Musk ha spiegato che la decisione di cambiare il logo in X viene dalla necessità – sua, evidentemente – di dare al suo social un simbolo che «racchiudesse tutte le imperfezioni che ci rendono unici». A chi non viene in mente una X, quando si pensa alle imperfezioni che ci rendono unici, d’altronde. Poi Musk ha poi ammesso anche una sua predilezione per la X: ha chiamato così anche un modello di Tesla, per esempio. «Non so quale sottile indizio ve lo abbia fatto capire, ma mi piace la lettera X», ha scritto.

Quello che non si capisce è se il cambiamento sarà definitivo o meno, se ci saranno modifiche o no. È possibile che la decisione finale arrivi con uno strumento un tempo amatissimo da Musk e che ultimamente ha un po’ messo da parte: il sondaggio, secondo lui la versione social del referendum democratico, la prova che la perfetta agorà esiste e si chiama Twitter. Almeno, si chiamava così fino a oggi, il giorno X.

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