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Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.

Presto potremmo vivere in un mondo senza tupperware perché Tupperware sta fallendo

12 Aprile 2023

Tupperware, l’azienda che produce i contenitori per conservare il cibo che tutti chiamiamo, appunto, tupperware (anche quando sono prodotti da altre aziende), sarebbe a rischio di fallimento. Come riporta infatti Bbc, sono anni ormai che l’azienda vive una crisi profonda: a quanto pare, i giovanissimi, i giovani e anche i non più tanto giovani non apprezzano il prodotto – viene da chiedersi come facciano queste persone a conservare il cibo – e le vendite sono in drastico calo ormai da tempo. La situazione sarebbe tanto grave che, se a breve non arriveranno nuovi investitori a portare capitali freschi, Tupperware potrebbe chiudere.

E dire che durante la pandemia Tupperware aveva vissuto un successo nuovo: tutto il mondo si era ritrovato improvvisamente chiuso in casa, un sacco di gente aveva cominciato a cucinare per passare il tempo, di cibo spesso se ne preparava troppo e la necessità di conservare aveva portato alla riscoperta di un brand in crisi profonda ormai da anni. Ma il successo è stato soltanto momentaneo, a quanto pare: finiti i lockdown, le persone hanno ricominciato a mangiare fuori, a cucinare meno, a conservare poco, e si sono di nuovo dimenticate di Tupperware. Secondo gli addetti ai lavori, la colpa alla fine è soprattutto dei dirigenti dell’azienda: in un mercato ipercompetitivo, affollatissimo, pieno di imitatori capaci di produrre a costi inferiori e di vendere a prezzi minori, Tupperware non è riuscita a innovare ed è rimasta ferma, sempre uguale a se stessa, per vent’anni.

Eppure la capacità di innovare era stata alla base dell’enorme successo riscosso dall’azienda nella seconda metà del Novecento. Fondata nel 1946 da Earl Tupper, fu una delle prime aziende a usare le nuove plastiche inventate all’epoca con lo scopo di conservare il cibo: i frigoriferi, in quegli anni, erano ancora oggetti poco diffusi e troppo costosi per la maggior parte della popolazione mondiale, che quindi trovava in quei recipienti di plastica uno strumento utilissimo contro il deperimento e lo spreco del cibo. Ma il vero successo di Tupperware si deve non al suo fondatore ma a Brownie Wise, la donna che inventò il modello di vendita che portò, letteralmente, Tupperware in tutte le case prima d’America e poi del mondo. Wise, infatti, ebbe l’idea di vendere il prodotto non in negozi o supermercati ma direttamente nelle case: organizzava piccoli eventi privati, in cui venivano invitate amiche, vicine e conoscenti dei padroni di casa, per presentare e vendere il prodotto. Questi eventi divennero noti come “tupperware party” negli anni ’50 e ’60, uno dei simboli della rivoluzione consumistica. Il modello Wise – venditori porta a porta, tutti freelance pagati con uno stipendio fisso al quale si aggiungevano percentuali sulle vendite – resterà il principale modello di business dell’azienda fino al 2003, anno in cui fu archiviato e superato a causa della crisi che, nel breve futuro, forse porterà alla chiusura di Tupperware.

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