Il regista lo ha detto a Hull, nel giorno del ritorno a casa di Karl Bushby dopo 50mila chilometri a piedi: «Questa è la fine del mio nuovo film», ha detto, che si intitolerà Walk of Life.
Un romanzo di 700 pagine scritto nell’Ottocento sta facendo litigare furiosamente i polacchi progressisti coi polacchi tradizionalisti
Una miniserie Netflix e un film campione d’incassi hanno riportato al centro del dibattito La bambola di Bolesław Prus, il classico che generazioni di polacchi hanno letto a scuola
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha dovuto chiedere su X ai suoi concittadini di non ammazzarsi per un romanzo del 1890. Il libro è Lalka (La bambola) di Bolesław Prus, quasi 700 pagine che generazioni di polacchi hanno dovuto leggere a scuola, e che da settimane divide club del libro, social e cene di famiglia da un capo all’altro della Polonia. A riaprire la discussione sono stati due adattamenti usciti quasi insieme. Il primo è una miniserie Netflix che reinterpreta il libro. Il secondo, arrivato due settimane dopo, è un film di quasi tre ore diretto da Maciej Kawalski, una ricostruzione fedele e sontuosa della Varsavia ottocentesca che è diventata il rifugio dei tradizionalisti. In tre settimane il film ha portato in sala due milioni di spettatori, il risultato migliore dell’anno in Polonia e il miglior debutto di una produzione polacca da quando i cinema hanno riaperto al pubblico dopo la pandemia.
Kocham “Lalkę” Prusa, podoba mi się serial, a najbardziej cieszę się, że cały niemal naród dyskutuje o książce i jej adaptacji. Każdy ma prawo do swojej oceny, tylko błagam: nie pozabijajmy się przy tej okazji.
— Donald Tusk (@donaldtusk) September 21, 2026
Come scrive Bloomberg, nei suoi sei episodi la serie cambia trame, personaggi e perfino il finale, aggiunge un’indagine criminale e rilegge la storia attraverso questioni contemporanee come il femminismo. Già la campagna promozionale, che sui social presentava i personaggi di Prus con etichette come «daddy issues» e «toy boy», aveva suscitato indignazione e prese in giro. C’è chi ne ha lodato l’energia e la libertà nel maneggiare un classico, e chi l’ha accusata di volgarizzare un capolavoro e di imporre al passato idee progressiste. Lo scontro è così acceso anche per il posto che l’Ottocento occupa nella memoria polacca. È il secolo delle insurrezioni e delle lotte per l’indipendenza, quando la Polonia, spartita tra le potenze vicine, era sparita dalle carte geografiche per più di cent’anni, e per molti toccarne l’immagine idealizzata significa attaccare uno dei fondamenti dell’identità nazionale.
Sotto la storia d’amore, però, Lalka parla di soldi e classi sociali. Stanisław Wokulski, un mercante di Varsavia che si è fatto da solo, accumula una fortuna senza riuscire a colmare la distanza che lo separa dall’aristocratica Izabela Łęcka, la donna di cui è ossessivamente innamorato, in una società rimescolata dal capitalismo. In trent’anni la Polonia è diventata un’economia da circa 1.000 miliardi di dollari, con una grande classe media e nuove fortune che hanno cambiato la gerarchia sociale. Intanto le aziende hanno cavalcato il fenomeno, da H&M, con una collezione ispirata alla moda dell’Ottocento, a ING Bank Śląski, che ha commissionato a scrittori contemporanei vite alternative dei personaggi. E i polacchi sono tornati al libro. Solo a settembre le consultazioni di Lalka nella biblioteca digitale della Biblioteca nazionale sono cresciute di quasi il 480 per cento, e quasi metà di chi ha visto la serie dice di volerlo rileggere.