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08:47 lunedì 20 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Gli ascolti del dibattito Trump-Biden sono stati decisamente più bassi di quelli Trump-Clinton

01 Ottobre 2020

I dibattiti presidenziali, come quello che almeno 16 reti hanno mandato in onda martedì tra Trump e Biden, sono in genere tra le trasmissioni più seguite dell’anno. Il Super Bowl per esempio, che quest’anno ha avuto circa 100 milioni di spettatori, è uno dei pochi eventi che solitamente è in grado di registrare una portata più ampia. Eppure la copertura della notte del duello tra il presidente e e lo sfidante ha avuto un pubblico televisivo di appena 73 milioni, con ascolti decisamente più bassi rispetto a quelli del primo dibattito Trump-Clinton del 2016, che fece oltre 84 milioni di ascolti.

Secondo il New York Times che ha provato ad analizzarne le motivazioni, i numeri Nielsen, diffusi il giorno dopo il dibattito, non includerebbero tutti coloro che hanno visto l’evento in streaming, online, un’abitudine oggi più diffusa di quanto non fosse nel 2016, spiegando così il calo (le stesse Convention Nazionali repubblicane e democratiche di quest’anno hanno attirato molti meno telespettatori rispetto al solito, con un calo del 25 per cento per ciascuna) attraverso il cambiamento delle abitudini di fruizione e visione. La flessione però potrebbe anche derivare dal fatto che la presenza di Trump nell’arena politica è diventata meno una novità rispetto a un tempo, come se il pubblico sapesse già cosa aspettarsi dai suoi discorsi.

In ogni caso, circa 17,8 milioni di persone si sono sintonizzate su Fox News per assistere al dibattito, raggiungendo il numero più alto rispetto a qualsiasi altra rete. La serata di martedì, nonostante il calo di ascolti, sarebbe infatti stata una delle più importanti nella storia del canale, seconda solo a quanto accaduto nel 2015: quando 24 milioni di persone seguirono l’allora primo dibattito delle primarie repubblicane, che segnò il debutto sul palco della politica del personaggio di The Donald.

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