Hype ↓
04:51 venerdì 9 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Travis Scott, famosissimo sconosciuto

I più vecchi potrebbero non averlo mai sentito nominare, ma è la più grande popstar della Gen Z e non c'è campo in cui non abbia già lasciato il segno. E la sua ascesa continua con Utopia, nuovo disco uscito oggi.

28 Luglio 2023

Il primo luglio di quest’anno un’orda di utenti medi ha commentato sui social gli articoli della maggior parte delle testate italiane dedicate al concerto di Travis Scott che si era tenuto la sera prima a Milano chiedendo con toni sprezzanti chi fosse quel tizio mai sentito nominare. Se poi nel titolo (tanto si legge solo il titolo) c’era scritta la parola trap i toni erano ancora peggio. Eppure quel tizio il giorno precedente aveva radunato all’Ippodromo La Maura la bellezza di 80 mila persone, in buona parte giovani (e qualche genitore in veste di accompagnatore, tra i quali è stato notato un divertito Fabio Caressa). In un’epoca in cui la cultura popolare è sempre più frammentata, Travis Scott è allo stesso tempo uno sconosciuto per il grande pubblico generalista e una delle popstar più famose del mondo. Tale è il suo impatto sulla Gen Z che nell’aprile del 2020 Fortnite, uno dei videogiochi più amati dei nostri tempi, ha organizzato un suo live in computer grafica all’interno della piattaforma, seguito da 12 milioni di persone.

Del resto, se ancora foste riusciti a rimanere del tutto digiuni di trap e voleste sentire quella che con tutta probabilità è la più grande hit del genere, potete digitare “Goosebumps” su Spotify e andare così a ingrossare le fila di due miliardi di stream. Nato a Houston nel 1991, Scott (il cui nome reale, Jacques Bermon Webster II, è sicuramente più affascinante di quello da artista, scelto in onore dello swag di uno zio giocatore di golf) cresce con la nonna in un brutto quartiere, finché non si sposta a vivere con i genitori, imprenditore e impiegata Apple, nella più borghese Missouri City. Studia musica, si diploma a diciassette anni e si iscrive all’università, ma pensa solo alla musica. Per qualche tempo finge di frequentare ancora le lezioni ma spende di nascosto i soldi dei genitori per andare a vivere a New York e provarci davvero. Ce la fa: lanciato da Kanye e da T.I. contribuisce come pochi altri al successo della trap nel mondo.

Il primo album, Rodeo (2015), resta probabilmente il suo più interessante, e tra i migliori del genere: c’è una visione artistica, grandi produzioni, una vena molto psichedelica, pezzi straordinariamente lunghi, gente come Mike Dean e Metro Boomin in grande forma, gli ospiti giusti, storytelling e personalità anche in assenza di straordinarie doti da liricista. Birds in the Trap Sing McKnight (2016) è un passo indietro dal punto di vista artistico: tutto è molto più scontato e meno interessante, ma è un deciso passo avanti verso il successo, a cominciare da quella “Goosebumps” che citavamo prima, ma sono molti i pezzi che vantano centinaia di milioni di ascolti. Astroworld (2018) con la sua magniloquenza e una lista di ospiti che include Frank Ocean, Drake, James Blake, Stevie Wonder (che suona l’armonica), Pharrell, i Tame Impala, The Weeknd e John Mayer, proietta Travis direttamente nello stardom, il posto dove già si era affacciato l’anno prima, cominciando una relazione con Kylie Jenner, che significa: Kardashian, Kanye West, le celebrity più celebrity del mondo. Una relazione che tra qualche tira e molla e l’arrivo di due pargoli ancora va avanti.

Sembrerebbe una parabola perfetta, quella di Travis, ma nella sua carriera ci sono stati anche diversi momenti bui. Nel 2015, nel 2017 e nel 2019 ai suoi concerti sono avvenuti alcuni incidenti, spesso ha incitato il pubblico a fare casino, e a volte qualcuno si è fatto male. Ma niente in confronto a quanto accaduto nel novembre del 2021 all’Astroworld Festival di Houston, con dieci morti e centinaia di feriti. È uno di quei momenti dai quali si potrebbe non riprendersi più, anche perché i filmati della serata mostrano che Scott avrebbe continuato con lo show anche dopo essersi accorto di quanto stava accadendo, e lo si vede incoraggiare la folla a fare casino anche mentre un’ambulanza sta cominciando a portare via i feriti. Alla fine di un contenzioso legale, comunque, una giuria del Texas ha deciso di lasciar cadere le accuse a suo carico. Nel marzo di quest’anno ha picchiato un tecnico del suono in un locale di New York e fatto danni per 12 mila dollari. Insomma il tour di quest’estate e un nuovo disco in arrivo hanno anche tutta l’aria di un ritorno dopo un periodo difficile, un modo per far vedere al mondo che è riuscito ad andare avanti e che la sua spinta artistica è più forte che mai.

Il disco in questione, Utopia, uscito oggi, sembra infatti un altro progetto monumentale, a partire dal modo in cui doveva essere presentato: con un concerto alle piramidi di Giza. Usiamo il passato, però, perché negli scorsi è arrivata la notizia che lo show è stato cancellato. Difficoltà tecniche la versione ufficiale, ed è probabilmente vero, anche se già da tempo lo spettacolo era stato travolto da polemiche e problemi, non ultimi quelli con le autorità egiziane, che parevano aver accolto poco positivamente le voci di un Travis Scott massone e fissato con l’immaginario esoterico (da cui la scelta delle piramidi). Soltanto dicerie? È probabile; quello che è certo è che non è la prima volta che star del suo calibro (come Jay Z e Rihanna, per dirne due) si diverte a flirtare con l’immaginario degli Illuminati. Per pura fascinazione estetica, per provocazione o per altri motivi non è dato sapere. L’altra cosa certa è che il concerto è stato annullato.

Ma Utopia è uscito, e sarà con tutta sicurezza un altro enorme successo. Scott ha anche annunciato un Live in Pompei, coming soon: vedremo se stavolta il concerto si farà davvero. Il suo autore del resto non sembra abbia intenzione di fermarsi, anche nella vena poliedrica e multimediale con cui coltiva la sua immagine artistica a tutto tondo, una artistic persona che si può a tutti gli effetti considerare un brand. Il disco è anticipato da una serie di copertine d’autore diverse tra loro, e sarà accompagnato da un film intitolato Circus Maximus, di cui Scott è autore e regista, ma che prevede nomi come Gaspar Noé, Nicolas Winding Refn e Harmony Korine nel ruolo di “additional directors”. Non mancherà anche una capsule collection in collaborazione con Givenchy. A settembre poi sarà presentato a Venezia il nuovo film di Korine per A24 Aggro Dr1ft, in cui il rapper sarà protagonista. Musica, cinema, moda, discografia, imprenditoria di vario tipo, non c’è aspetto dello show business in cui Scott non abbia lasciato la sua impronta, figlio della lezione dei Jay Z e Kanye, e a sua volta padrino di tanti da ogni parte del mondo (Lazza e Fedez hanno appena lanciato un hard seltzer, una bevanda frizzante leggermente alcolica, che ricorda la sua Cacti del 2021). Ma Travis ha anche un piano di riserva. A maggio ha dichiarato che dopo il ritiro dalle scene vorrebbe laurearsi in architettura ad Harvard. Conoscendone l’ambizione, dopo la laurea non ci aspettiamo niente di meno che le teorizzazioni fantascientifiche di un Buckminster Fuller.

Articoli Suggeriti
Vedere Sirat è come partecipare al più sconvolgente dei rave party

Il film di Oliver Laxe, distribuito in Italia da Mubi, è un'esperienza difficile da spiegare a chi non l'ha vissuta: suoni, immagini e narrazione sono tutti pezzi di un viaggio fino all'estremo confine dell'essere umano.

Kristen Stewart ha detto che vuole assolutamente fare il remake di Twilight, però da regista, non da attrice

E anche a patto di trovare un produttore che ci metta moltissimi soldi per permetterle di fare le cose in grande.

Leggi anche ↓
Vedere Sirat è come partecipare al più sconvolgente dei rave party

Il film di Oliver Laxe, distribuito in Italia da Mubi, è un'esperienza difficile da spiegare a chi non l'ha vissuta: suoni, immagini e narrazione sono tutti pezzi di un viaggio fino all'estremo confine dell'essere umano.

Kristen Stewart ha detto che vuole assolutamente fare il remake di Twilight, però da regista, non da attrice

E anche a patto di trovare un produttore che ci metta moltissimi soldi per permetterle di fare le cose in grande.

Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano

S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Béla Tarr era talmente diverso che si è inventato un cinema che solo lui poteva fare e nessuno potrà mai imitare

A 70 anni è morto una leggenda del cinema europeo e dell'arte del Novecento, un uomo che con la macchina da presa ha cercato di compiere due missioni: dire la verità e fare la rivoluzione.

Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount

L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.

Con il suo finale, Stranger Things si è dimostrato all’altezza di tutti i classici che lo hanno ispirato

Dopo dieci anni, e con un'ultima, grande sorpresa, è giunta al termine quella che è senza dubbio la serie Netflix più rilevante e amata di sempre.