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20:01 martedì 24 febbraio 2026
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.

Totostilisti, chi va dove?

26 Aprile 2011

La cosa più fastidiosa di Machiavelli, il gioco di carte che dura molto più di un banale Scala Quaranta ma incrina meno rapporti di Risiko, è ricordare dove riposizionare le carte “mosse”.
Una volta constatato che lo spostamento di carte non porta a un riposizionamento di queste, la regola vuole che tutte le carte toccate vengano rimesse al loro posto originario. Ricordarlo è difficile perché in mezzo ci sono tutte le ipotesi immaginate per vincere.

Quando John Galliano è stato licenziato, causa filmato che lo ritraeva ubriaco a un cafè parigino mentre biascicava insulti antisemiti, le mosse in atto per ricollocare alcuni stilisti erano delle ipotesi concrete. Dopo la doccia fredda del posto vacante da Christian Dior (anche se Galliano non era più particolarmente amato da tempo nella maison) si pensava che il ripiazzamento fosse cosa facile. Poche mosse (quasi tutte in ambito parigino) e un semplice refresh degli atelier, qualche nome nuovo (magari italiano come il sempre più ambito Giambattista Valli) e per l’Haute Couture Dior avrebbe avuto il suo successore. Invece qualcosa ha fatto perdere le tracce del gioco. Qualcosa per cui lo strano giro di poltrone a Parigi sembra non finire mai. Anzi. Nel tentativo di chiudere la partita con un ripiazzamento delle carte “che pesano”, la Ville Lumière si è impallata e tutti hanno perso il conto di chi va dove. Così se nelle ultime settimane è stato confermato che John Galliano, uscito da rehab francese, ha perso anche il posto come designer della sua stessa linea, nessuno ha saputo chiudere per bene la partita e, dopo rumors che davano come tecnicamente “perfetti” riposizionamenti al maschile, Dior è ancora una (gran) bella posizione libera.

Prima sembrava “ovvio” che ci finissero Riccardo Tisci con Carine Roitfeld come musa-supervisor (lei che aveva lasciato free un’altra posizione parisienne come Direttora di Vogue Paris). A quel punto Givenchy sarebbe stato un museo da conquistare, posizione che sapeva di aria fresca (senza rinunciare a Parigi) per Stefano Pilati, un po’ in stanca da YSL. E a quel punto da Yves Saint Laurent sarebbe dovuto finire Aider Hackermann, complice una collezione di abiti “alla” Fontana che ha fatto sgranare gli occhi a tutti. Un riposizionamento a cascata dove tutte le carte erano al posto giusto. In tempi perfetti per le prossime Fashion Week. Invece no.

L’unica (non) posizione certa era, e rimane, quella di John Galliano. E mentre tutti lanciavano il totoscommesse Dior, nella Moda sono arrivate parecchie dimissioni improvvise. E tutti hanno rivisto i nomi in lizza per Dior. Prima mina italiana con Milan Vukmirovic che, nel pieno del Centenario, lascia di comune accordo Trussardi, ma non ha nessuna intenzione di riassestarsi, anzi, lascia anche la direzione de L’Officiel Hommes.
Poi nuovi addii parigini con un Christophe Decarnin, colui che ha rimesso giacchette appuntite e denim logori su Anjia Rubik e poi su tutte, che lascia una rinata Balmain (di poche ore fa annunciato il post-Decarnin: Olivier Rousteing. E un altro inaspettato cambio: da Cacharel (mai stato così tanto amato come nelle ultime stagioni) Cédric Charlier – poetico designer che si era formato da Lanvin – lascia il brand francese senza che ci sia una seconda opzione. Ma neanche lui rientra nei piani Dior.

Allora, mentre tutti vanno via – vedi gli ultimi Aquilano e Raimondi congelati con stretta di mano da Ferré settimana scorsa – c’è chi tenta una via non ancora opzionata e si autocandida al sempre ambito place per la maison Dior: in una piacevole chiacchierata con Cathy Horyn del NY Times, Marco Zanini, designer di Rochas, ha placidamente ammesso che disegnerebbe Dior e nel rispondere alla domanda ha farcito la cosa con motivazioni e consigli  particolarmente chiari. Che sappia anche rimettere le carte al posto giusto e vincere a sorpresa? Oppure il tavolo si complica e per chiudere la partita vanno risistemate anche tutte le carte/posizioni lasciate libere nel corso di un mese di addii?

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