Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Su TikTok recensire foto di uomini con pesci è diventata una moda
La prima è stata la 29enne Cala Murray, che lo scorso maggio ha pensato bene di utilizzare l’opzione green screen/distorsione della voce di TikTok per condividere le sue personalissime recensioni degli uomini che, su Tinder e altre app di dating, hanno come foto profilo uno scatto di loro con dei pesci. Chiunque frequenti le app di incontri, sa bene che ci sono diverse categorie di persone che possono essere individuate in base alla foto profilo: ci sono gli sportivi, le party girl, i seriosi intellettuali, i viaggiatori, quelli con il cane o il gatto, e poi ci sono loro, i pescatori del weekend, in posa con la loro ultima preda.
@muesli_girlfollow for more fish guy content ? ##voiceeffects ##greenscreen ##fyp ##datingapp♬ original sound – muesli_girl
«Oh, uno squalo! Beh, non mi fa sentire sicura, però. Non lo so ragazzi, a chi dovrebbe piacere questa cosa? Sta strangolando uno squaletto!», commenta Murray in uno dei suoi video. Come segnalato da Inside Hook, il suo primo post sul tema ha accumulato più di 550.000 views e 100.000 like e, soprattutto, ha ispirato migliaia di ragazze a condividere le loro recensioni di uomini con i pesci. Murray ha detto di aver raccolto centinaia di screenshot di profili tra il comico e l’imbarazzante. Le classifiche, per sua stessa ammissione, sono «completamente arbitrarie», ma ci sono alcuni requisiti che il pesce deve possedere per potersi posizionare bene nel suo indice di gradimento: «Per prima cosa, non deve sembrare troppo morto. Anche i pesci più piccoli, fotografati senza spargimenti di sangue, ottengono un buon punteggio. Le foto scattate di giorno, poi, sono un must».
Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Dopo il 2016, Instagram era diventato il rifugio di chi fuggiva da un Facebook ormai invivibile. Dieci anni dopo, chi c'era allora vede muoversi gli stessi maligni meccanismi che hanno rovinato tutte le piattaforme social.