Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
I fanatici cristiani di TikTok sono convinti che il mondo finirà oggi o al massimo domani
Lo avrebbe comunicato Gesù in persona al pastore sudafricano Joshua Mhlakela. Sulla data, però, Gesù è rimasto un po' vago.
Il giorno del giudizio è arrivato, i cristiani di TikTok sono esaltatissimi in attesa del “Rapture”. Per primo lo ha annunciato il pastore sudafricano Joshua Mhlakela, affermando di aver parlato direttamente con Gesù, che gli avrebbe comunicato la data finale: 23 o 24 settembre. Sebbene il video di Mhlakela sia stato pubblicato il 17 giugno, ha iniziato a guadagnare popolarità solo di recente, quando le ricerche di “Rapture Tuesday” (martedì del “rapimento”), “is the rapture coming” (il rapimento sta arrivando) hanno iniziato a crescere moltissimo, secondo Google Trends.
Il Rapture è descritto proprio come il “classico” giudizio universale cattolico. E cioè l’evento alla fine dei tempi in cui Cristo tornerà sulla terra, tutti i morti risorgeranno e saranno giudicati da Dio che separerà i giusti, che andranno alla vita eterna nel Paradiso, dai peccatori, destinati invece al supplizio eterno dell’Inferno. Il giudizio universale porterà a un nuovo cielo e una nuova terra, liberando l’uomo dalla morte e dal dolore, e segnando il compimento definitivo del disegno divino. Per TikTok questo avverrà oggi. O al massimo domani.
Su TikTok, l’interesse per il Rapimento è esploso con oltre 290.000 post sotto l’hashtag #Rapture. E tra chi non se ne capacita, chi chiede cosa sia e chi ci scherza sopra, c’è anche chi si prepara. Una donna mostra ai suoi follower come sta preparando la sua casa per il Rapimento, lasciando anche dei taccuini con versetti ad hoc per i non salvati. Un’altra utente esorta i suoi follower a sbloccare i loro telefoni in modo che chi rimane possa accedervi, presumibilmente perché quando i veri credenti saranno chiamati in Paradiso, non potranno portare con sé i loro telefoni, a quanto pare il paradiso è no-phone zone.
Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Dopo il 2016, Instagram era diventato il rifugio di chi fuggiva da un Facebook ormai invivibile. Dieci anni dopo, chi c'era allora vede muoversi gli stessi maligni meccanismi che hanno rovinato tutte le piattaforme social.
È una pratica antica ma che finora era rimasta confinata negli antri più oscuri di internet. In questi mesi, però, abbiamo assistito al suo definitivo sdoganamento: ora è una forma di comunicazione politica accettata e apprezzata. Grazie, ovviamente, a Donald Trump.
Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".