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È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.
L’IDF ha confermato che i morti a Gaza sono almeno 70 mila, la stessa cifra riportata dal ministero della Salute della Striscia Finora, il numero di 71,667 non era stato considerato credibile da alcuni perché fornito da Hamas. Adesso anche l'esercito israeliano lo conferma.
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Nel sottosuolo di Niscemi c’è un sistema di rilevamento delle frane di cui tutti si sarebbero “dimenticati” per 20 anni Lo si è scoperto grazie a un'inchiesta della Stampa, secondo la quale gli strumenti di rilevamento sarebbero stati installati e poi abbandonati.
Un uomo ha tentato di far evadere dal carcere Luigi Mangione usando un forchettone da barbecue e una rotella tagliapizza L'improbabile colpo tentato da un ex pizzaiolo noto alle autorità si è concluso con la sua incarcerazione nella stessa prigione di Mangione.
Dopo due mesi di silenzio, Paul Dano ha risposto ai commenti offensivi che Quentin Tarantino ha fatto su di lui Al Sundance Film Festival, Dano ha raccontato di essere estremamente grato alle persone che lo hanno difeso

Thomas Bangalter, mitologico

Un'anteprima dall’intervista a Classical Connections Radio su Apple Music per accompagnare l'uscita di Mythologies, il primo disco da solista dell'ex Daft Punk.

di Studio
07 Aprile 2023

A gennaio Thomas Bangalter aveva annunciato il ritorno sulla scena musicale con il suo primo disco da solista condividendo un’illustrazione di se stesso: era stata la prima occasione in cui uno dei Daft Punk aveva diffuso pubblicamente un suo ritratto. L’album si chiama Mythologies, è disponibile dal 7 aprile e nasce da una collaborazione tra Bangalter e il coreografo Angelin Preljocaj, che aveva contattato l’ex Daft Punk e gli aveva chiesto di curare le musiche dello spettacolo di danza classica Mythologies, una composizione eseguita dall’Orchestre National Bordeaux Aquitaine sotto la direzione di Romain Dumas, 90 minuti di musica classica in cui il co-fondatore dei Daft Punk ha reinventato il suo approccio alla composizione musicale. Una pausa (o un’addio?) alla musica elettronica, la tecnologia, i robot e l’abitudine di nascondere la sua testa in un casco, come ha detto lui stesso al New York Times qualche giorno fa: «Le mie priorità nel mondo nel 2023 sono dalla parte degli umani, non delle macchine. Non ho assolutamente alcun desiderio o intenzione di essere un robot nel 2023. Non c’è nessuna ragione per cui vorrei esserlo».

Bangalter spiega che la storia dei Daft Punk è finita nel momento in cui ha sentito la necessità di allontanarsi dalla «musica tecnologica». Non si considerà però un neo-luddista e dice di essere «ancora innamorato della tecnologia intesa come strumento. Ma, in un certo senso, sono terrorizzato dal tipo di rapporto che stiamo costruendo con le macchine. Ora che la storia dei Daft Punk è finita, mi è sembrato interessante raccontare parte del processo creativo che ci ha caratterizzato negli anni, quella parte basata sulla natura umana e che nulla aveva a che vedere con l’algoritmo». Chi prova nostalgia per i Daft Punk, può consolarsi con la notizia dell’uscita nel 2023 (ancora non si sa esattamente quando) di After Daft, la biografia del duo alla quale contribuiranno, tra gli altri, Franz Ferdinand, CSS, Disclosure, Porter Robinson e molti altri artisti.

Domani, sabato 8 aprile, alle 19, Thomas Bangalter parlerà col compositore e pianista Alexis Ffrench, che l’ha scelto come artista della settimana per il suo programma Classical Connections Radio su Apple Music. Un’intervista (potete ascoltarla qui) in cui l’ex Daft Punk racconterà perché Mythologies è così importante per lui. «Mia madre era una ballerina», spiega Bangalter, «quindi la mia infanzia è stata circondata da lezioni di ballo, coreografi e ballerini. Tornare in quel mondo ha reso il progetto molto intimo e personale. È l’atmosfera in cui sono cresciuto, anche se poi ho finito per fare un tipo di musica completamente diverso. E poi ho pensato alla colonna sonora e alla scrittura per l’orchestra in un modo molto cinematografico. Adoro i film e penso che la mia sperimentazione con la musica classica si colleghi molto bene al suo utilizzo nei film».

Bangalter dice che il suo movimento preferito di Mythologies è il decimo, “L’Accouchement” che racchiude questa idea di tensione e poi di rilascio e questo stato di pace verso la fine del pezzo. «”L’Accouchement”», spiega, «in francese significa parto o travaglio, ed è forse una metafora dell’aspetto tormentato della creazione e anche della tensione. Ma non mi piace molto spiegare troppo, preferisco lasciare che la musica parli da sola». Rivela anche che al momento sta lavorando ad alcuni progetti segreti: «Mi piace sempre tenerli segreti perché di solito lavoro in modo spontaneo e tutto può sempre finire nella spazzatura all’ultimo minuto se non sono soddisfatto del risultato. Sono solo molto grato dopo questi decenni di musica di avere queste opportunità per reinventare il mio rapporto con la scrittura, per rivalutare anche il mio rapporto con la tecnologia. Ecco, è stata una forma molto interessante per me, dopo essere stato circondato da così tante macchine, ritrovarmi da solo con lo spartito, è stato molto rilassante. Era compatibile con il lockdown, anche, ma ho davvero apprezzato quel processo».

Se è vero che Mythologies è il suo primo disco da solista dopo lo scioglimento dei Daft Punk, non è la prima volta che Bangalter lavora “da solo”, cioè senza Guy-Manuel de Homem-Christo. Nel 1998, per esempio, assieme ad Alan Braxe e Benjamin Diamond (i tre formavano gli Stardust) aveva messo la firma su quella che è ancora oggi da molti considerata la migliore canzone house del millennio: “Music Sounds Better With You”. Nel 2002 aveva realizzato la colonna sonora di Irreversibile, il film di Gaspar Noé con Vincent Cassel e Monica Bellucci.

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