Hype ↓
18:36 giovedì 19 marzo 2026
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.

The White Lotus 2 è troppo italiana?

La seconda stagione della serie, ambientata in un resort di Taormina, inizia con un trionfo di paesaggi da sogno e canzoni di Gino Paoli: non vediamo l'ora che tutto si trasformi in un disastro.

10 Novembre 2022

Se esistesse una classifica delle più belle sigle di serie tv di sempre, quella di The White Lotus starebbe almeno nelle prime trenta. La carta da parati animata a tema ananas, onde, canoe e palme del resort hawaiano in cui si svolgeva la prima stagione si sposava perfettamente con “Aloha!”, l’irresistibile motivetto un po’ sinistro del compositore Cristobal Tapia de Veer. Nella seconda stagione (in Italia è un’esclusiva Sky e NOW, e adesso va in onda ogni lunedì su Sky Atlantic), ambientata a Taormina, lo stesso brano perde le connotazioni hawaiane e si italianizza con arpe e piano, ma diventa anche più cattivo man mano che si sviluppa: inizialmente gli affreschi che hanno sostituito la carta da parati mostrano gradevoli scenari di aristocratici impegnati nei loro passatempi, ma non appena entra il beat diventano sempre più sessuali e violenti (eccola qui: alle immagini di Villa Tasca a Palermo sono stati aggiunti dei dettagli occulti). Sicuramente, nella mente dei creatori, la bellezza di questa sigla ha lo scopo di confortare il povero spettatore della prima stagione: brutalmente privato dei personaggi a cui si era più affezionato  – il magnetico Murray Bartlett, gestore del resort, colto nel pieno di una ricaduta dopo 5 anni di sobrietà che si concretizza in alcool, coca e festini gay coi camerieri improvvisati nel suo ufficio, l’insopportabile saputella woke interpretata da Sidney Sweeney, Alexandra Daddario coi suoi occhi fosforescenti nella parte della giornalista fallita e mogliettina frustrata – si ritrova di fronte al secondo capitolo senza troppo entusiasmo, confidando nella presenza degli unici personaggi che sa di ritrovare: la ricchissima e boccolosa rifattona psicofarmacata Tanya McQuoid (Jennifer Coolidge) e il suo tipo, un magrolino abbordato nel resort hawaiano. Se l’è portato in Italia, dove si prepara a vivere una vacanza da sogno traboccante di “vino” (lo dice in italiano) e tramonti.

«Chi sono?», chiede una Tanya in total pink alla dirigente del nuovo resort (Sabrina Impacciatore) chiedendole di scattarle una foto. «Sembri Peppa Pig», risponde lei mentre la fotografa col cellulare. «Sono Monica Vitti», risponde Tanya. Il reduce della prima stagione stringe i denti: ma come, questo è il genere di battute che sostituirà il sofisticato, verbosissimo, nervosissimo umorismo della prima stagione? Lo spettatore italiano stringe i denti doppiamente: durante la prima puntata, ogni scena è intervallata da suggestive vedute filmate coi droni accompagnate da canzoni italiane che non c’entrano un cazzo (“C’era una volta una gatta” di Gino Paoli, ad esempio) sparate a tutto volume. I personaggi non fanno che ripetere “aperitivo”, “Vespa”, “Venezia” e dirsi da soli che sono in Italia e che l’Italia è bellissima e che è tutto così italiano! Nella prima stagione succedeva più o meno la stessa cosa con le Hawaii. Che Mike White stia cercando di rivelarci che l’unico modo che i ricchi hanno di fruire i luoghi del mondo è attraverso generalizzazioni e stereotipi? Chissà, intanto godiamoci la fotografia impeccabile, il cielo troppo spesso grigio o bianchiccio (tocco di classe ripreso dalla prima stagione) e i dialoghi biliosi: un’altra storia di ricchi infelici e panorami spettacolari da aggiungere alla collezione che include Big Little Lies, Succession (altre due sigle da inserire in quella classifica) e Triangle of Sadness.

Nella prima puntata (titolo: “Ciao”) spicca la presenza di F. Murray Abraham (che io chiamerò sempre Salieri, per il suo ruolo in Amadeus di Miloš Forman) nel ruolo di un nonno che per ora sembra soltanto un po’ pedante. E in vacanza con il nipote e con il figlio, uno che litiga al telefono con la moglie (non si vede mai, ma la voce è di Laura Dern) e assolda due baby prostitute. Sappiamo che The White Lotus eccelle nella rappresentazione di relazioni disfunzionali. Nella prima puntata si delinea l’attrito tra la coppia formata da Aubrey Plaza e Will Sharpe, eticamente corretti, divorati dal senso di colpa di essere ricchi, eroticamente disallineati (bella la scena di lui che si masturba con un video porno dopo la corsetta mattutina invece di fare sesso con lei, che ovviamente lo scopre) e quella composta da Theo James e Meghann Fahy, tanto superficiali e ignoranti quanto sessualmente affiatati e innamorati. Non è difficile intuire, già nella prima puntata, quale elemento di una coppia cercherà di scopare con quale elemento dell’altra. L’avevamo già capito osservando il marito della giornalista fallita della prima stagione, ma il personaggio di Cameron/Theo James conferma un’altra delle cose che The White Lotus riesce a fare meglio: la descrizione della mascolinità tossica in tutte le sue micro e macro-manifestazioni. Nota dolente, finora, le due giovani prostitute: sembrano uscite da Baby. A un certo punto una delle due, Mia (Beatrice Grannò, l’altra è Simona Tabasco) indossa un vestitino argento evidentemente di Shein (ma non hanno appena fatto shopping sfrenato nel negozio di lusso?) e si mette a suonare e cantare con sorprendente talento la canzone di Ray Henderson “The Best Things In Life Are Free”, un altro sottilissimo indizio sul messaggio morale della serie. Non lasciamoci scoraggiare dalle buone intenzioni e dalle bottiglie di acqua Panna onnipresenti: da esperti osservatori della prima stagione, sappiamo (e speriamo) che tutto andrà malissimo, e la perversione e la cattiveria monteranno gradualmente, scena dopo scena, fino a esplodere nell’auto-distruzione finale.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.

Per Bruce Sterling, quello che succede alla musica succederà all’intelligenza artificiale

Dal 14 al 15 marzo si tenuto al Macro di Roma il convegno The Dream Syndicate. Tra gli ospiti c'era anche la leggenda della letteratura cyberpunk Bruce Sterling, che ha parlato di musica, AI, arte degli umani e arte delle macchine. Riportiamo qui il suo intervento integrale.

Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.

La seconda vita di Tracey Emin sembra molto più serena della prima

Oltre a ripercorrere la carriera della rockstar dell’arte contemporanea, la mostra alla Tate Modern di Londra celebra il suo rinnovato amore per la pittura e una pace finalmente raggiunta.

Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr

Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.