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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

The Idol è finita e possiamo dire che non aveva nessun senso

05 Luglio 2023

“Noioso, inutile, imbarazzante: perché The Idol è stato un fallimento dall’inizio alla fine”: così, senza girarci troppo intorno, il Guardian ha espresso il suo giudizio definitivo su quella che, prima ancora che iniziasse, era già la serie più odiata dell’anno. Se dopo due puntate era lecito chiedersi se la serie ideata del creatore di Euphoria fosse davvero brutta – il dubbio, come scrivevamo qui, era che forse non la stavamo capendo – dopo l’ultimo episodio (disponibile su Sky e Now) possiamo unirci al coro delle stroncature apparse praticamente su tutti i media americani e affermare con certezza che no, le puntate successive non hanno in alcun modo risollevato la situazione, anzi. Come si legge su New York Times, «l’episodio finale, come il resto della serie, non aveva niente di interessante da dire né sulla musica pop né sulle dinamiche di potere» (che sarebbero dovuti essere i temi principali). «The Idol è finita», scrive l’autrice dell’articolo, «e c’è una domanda che non posso fare a meno di farmi: qual era il senso?».

In un’intervista su Gq The Weeknd ha cercato di difendere il suo personaggio, Tedros, o meglio, la sua bravura nell’interpretarlo, sottolineando come il fatto di risultare respingente e disgustoso fosse proprio il suo obiettivo. In realtà, come aveva riassunto molto bene Variety commentando le prime puntate, il problema è molto più semplice e pratico: The Weeknd non sa recitare. Ma a risultare sbagliato, nella serie di Sam Levinson, non è soltanto Tedros: è tutto. Dai dialoghi noiosi e surreali alle imbarazzantissime e inutilmente lunghe scene di sesso (compresa quella alla fine del secondo episodio, giustamente definita da British Gq “la scena di sesso più brutta della storia”), dai personaggi stereotipati e poco credibili alle sottotrame deboli e inconsistenti. Come scrive Shaad D’Souza sul Guardian, l’intera serie poteva essere condensata in un film scadente ma guardabile di due ore, e invece è stata spalmata in cinque episodi che hanno richiesto a chi ha avuto la forza di guardarli un grande sforzo di resistenza.

Ora che è finita possiamo gustarci gli unici due lati positivi: il primo è che ci siamo risparmiati il sesto episodio, improvvisamente e fortunatamente soppresso. Il secondo è che in tutta la sua insensatezza, The Idol ci ha regalato una colonna sonora molto bella (perché quando si tratta di musica, The Weeknd resta uno dei migliori) e una canzone, “World Class Sinner”, che avrebbe dovuto essere una specie di parodia di certe canzoni costruite a tavolino per le popstar, e invece come scrive D’Souza, è l’unica cosa convincente di tutta la serie.

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