Hype ↓
17:59 mercoledì 18 marzo 2026
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il concerto dei Pink Floyd a Pompei Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta "Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII"
Vogue ha fatto causa a un giornale di moda per cani perché si chiama Dogue Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.
L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.

The Circle è trash ma è impossibile smettere di guardarlo

A metà tra una puntata del Grande Fratello e una di Black Mirror, è il reality perfetto nell'era dei social network.

14 Gennaio 2020

«Ragazzi come state? Mi sembra tutto assurdo. Punto esclamativo, faccina spaventata, hashtag Oh My God». Per Chris Sapphire, graphic designer originario del Texas, The Circle è il suo secondo reality, ma come confessa a uno degli altri concorrenti, «qui è veramente tutto diverso». E infatti The Circle, il reality show in cui «ognuno può essere chiunque voglia essere», come recita lo spiegone iniziale, approdato su Netflix a gennaio 2020, è già diventato un cult. Dopo il debutto in Gran Bretagna nel 2018, quando venne salutato dallo scetticismo dei media inglesi quale «una probabile nuova versione di Jersey Shore in cui i partecipanti vomiteranno inutili chiacchiere online», come ne aveva scritto il Guardian, ha rivelato con la nuova versione americana da 12 episodi, a pochi giorni dal suo arrivo sulla piattaforma, l’intuizione che ne fa un prodotto unico. Quella stessa novità che condusse le stesse testate britanniche, già due anni fa, a tornare sulle proprie convinzioni e definirlo come «il programma per eccellenza del 2018».

Ribaltando il concetto chiave del reality, basato sull’interazione di un gruppo di persone chiuse in un ambiente e riprese 24 ore su 24, lo show – le cui quattro ultime puntate verranno rilasciate mercoledì 15 gennaio – isola otto concorrenti in otto appartamenti diversi di uno stesso edificio (che non si trova a Chicago, come suggerisce lo skyline che intermezza alcune scene, ma a Salford in Inghilterra), chiedendo loro di comunicare solo attraverso un social network interno, Circle, ad attivazione vocale. Creando, con attenzione e precisone, i propri profili. Vi sono DM, chat di gruppo, e persino appuntamenti romantici che consistono nell'”incontro” di due persone in due stanze differenti, separate da un muro e connesse solo dallo schermo della chat. Interagiscono tra loro sui monitor del salotto, davanti al letto, sopra al lavandino del bagno, accanto alla vasca idromassaggio o sul tapis roulant della palestra con un unico scopo: farsi degli amici, stringere alleanze, così che nessuno degli altri concorrenti possa eliminarli dando accesso a un nuovo giocatore (è l’ennesima differenza rispetto ai reality a cui siamo abituati, dove a stabilire il vincitore è il pubblico attraverso il televoto), e vincere il titolo di “Influencer di The Circle”, portandosi a casa 100 mila dollari.

Farsi degli amici, stringere alleanze, vincere ma soprattutto: sembrare veri. «The Circle, il reality show in cui chiunque può essere chiunque». Mentre alcuni scelgono di interpretare sé stessi, altri sperimentano una falsa identità (il New York Times ha definito The Circle «l’apoteosi dei catfish»), come Seaburn Williams, che usa l’immagine di Rebecca, la propria fidanzata, pensando sia più facile per una bella ragazza piacere alle persone (e che per questo è costretto a destreggiarsi in conversazioni sui dolori mestruali, o ad accettare l’invito a cena di Adam, flirtandoci per un paio di ore). Ed è per una simile serie di motivi che, come ha scritto Megh Wright su Vulture, «The Circle è il reality show di cui non sapevamo di avere bisogno». Più che un episodio di Black Mirror e più che una puntata del Grande Fratello, nel corso della serie lo show rivela quell’aspetto da esperimento socialmente nobile che ne sta decretando il successo, raccontando con leggerezza la distopia digitale a cui i social network hanno condotto i propri utenti. «Penso che lo spettacolo dipinga davvero il nostro mondo più di ogni altro film o serie tv in questo momento, descrivendo un’era in cui anche la cura del feed di Instagram diventa necessaria per essere apprezzati», ha dichiarato al New York Times uno dei concorrenti, il designer californiano Shubham Goel, specializzato in realtà virtuale. Giudicati per ciò che si scrive e per ciò che non si scrive, per la frequenza con cui si posta, per una biografia o un’immagine come accade ad Alana che, «dirò la verità, scrivendo che sono una modella di biancheria e che ho anche rifiutato una cover di Playboy. Non penso mi prenderanno per una stronza superficiale», e infatti viene eliminata alla prima puntata.

“The Circle”, Adam e Seaburn, alias Rebecca, durante un appuntamento

Già dopo pochi minuti, appare infatti chiaro come non siano solo i catfish a doversi impegnare per sembrare verosimili, ma anche i giocatori “reali”, ossessionati dal presentare una versione migliore di sé stessi, per «dare quel senso di autenticità fondamentale sempre apprezzato nelle conversazioni online», scrive Ben Kuchera su Polygon.

The Circle scardina tutte le regole di tutti i “grandi fratelli” per farsi davvero “reality”: descrivendo un’alienazione che non passa più per la convivenza, ma per la connessione. Lo fa con personaggi marionetta, grazie ai quali illumina le dinamiche proprie dei social network. Ne è un esempio uno dei momenti più “drammatici” dello show: quando la persona eliminata decide quale tra i concorrenti ancora in gioco incontrare. «Alana è venuta da me ed è stata l’ora peggiore della mia vita», confida Sammie a Chris. E poi «sono contento che non ci sia la possibilità di chiamarsi, o di mandarsi messaggi vocali», ammette Seaburn. È la paura della telefonata, dell’incontro vero. Quello che non ci tutela e non ci concede il tempo di pensare a cosa poter comporre prima di formulare la frase.

Tocca i nostri nervi, li attorciglia con Sean che è in sovrappeso ma riceve tanti complimenti fingendosi una taglia 38 («Nella realtà non sarebbe mai capitato»); li allenta grazie a Sammie che «muoio dal ridere, faccina che ride», mentre impassibile continua a limarsi le unghie; a Joey che si descrive come un «italo americano uguale a De Niro da giovane», e che pensa sia necessario parlare come l’uomo bicentenario per dettare un messaggio. È il protagonista di un altro siparietto chiarificatore: quello dell’incontro dal vivo nell’ottavo episodio con Miranda, ragazza italo americana con cui stringe uno stretto rapporto tramite la piattaforma. Tra i due scatta anche un bacio, talmente appassionato che quando lei si allontana dicendogli «vinci Joey, vinci», pare di vedere Liv Tyler quando scopre che Ben Affleck deve far implodere l’asteroide.

Tinder, Meetic, Instagram, Facebook, Twitter: è così che The Circle parla a noi e soprattutto di noi usando un insieme di figurine, in un’operazione che supera anche Black Mirror, concentrandosi su ciò che sta accadendo adesso, e non sull’evoluzione futura e fantascientifica della tecnologia. Ipotizzando così, per il mondo dell’intrattenimento, una nuova direzione in cui i reality show potrebbero muoversi. Intanto in Italia, quasi contemporaneamente allo show di Netflix è tornato il Grande Fratello Vip. Antonella Elia si è presentata ricordando con affetto un consiglio di Corrado Mantoni: «Antonella, faccia la scema. Avrà molto successo».

Articoli Suggeriti
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta "Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII"

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.

Leggi anche ↓
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta "Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII"

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.

La seconda vita di Tracey Emin sembra molto più serena della prima

Oltre a ripercorrere la carriera della rockstar dell’arte contemporanea, la mostra alla Tate Modern di Londra celebra il suo rinnovato amore per la pittura e una pace finalmente raggiunta.

Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr

Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.

In Non scrivere di me Veronica Raimo mostra quanto, nella vita reale, il confine tra amore e violenza possa essere ancora pericolosamente sfumato

Una ragazza con velleità intellettuali si innamora di uno più cool di lei, che la vuole ma in fondo non così tanto, e perde la testa: inizia così il nuovo romanzo di Veronica Raimo, una storia d'amore, dolore e sorellanza.

Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato

È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.