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Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
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Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
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The Brutalist rischia di perdere degli Oscar a causa dell’AI

20 Gennaio 2025

Gli enormi sforzi (anche economici) di A2A per distribuire The Brutalist negli Stati Uniti e portarlo agli Oscar, potrebbero andare in fumo per colpa di un’intervista al montatore del film, Dávid Jancsó. Nella lunga intervista, pubblicata su RedShark News, Jancsó ha parlato del film dal punto di vista tecnico, spiegando, tra le altre cose, come è stato girarlo nel formato panoramico Vistavision. La parte problematica è quella in cui il montatore spiega di aver utilizzato l’intelligenza artificiale. Nello specifico, Jancsó racconta di aver utilizzato Midjourney per creare alcuni edifici (poi ridisegnati da un artista) e Respeecher, un programma di AI vocale, per “aggiustare” l’ungherese di Adrien Brody (e state pensando anche voi che forse sarebbe stato il caso di usare questo programma anche per sistemare lo spagnolo di Selena Gomez in Emilia Perez, beh, il fatto curioso è che, a quanto pare, come si legge su World of Reel, è stato usato anche lì).

L’intervista a Jancsó non è stata accolta molto bene, soprattutto dagli addetti ai lavori. Oltre a sollevare le solite questioni etiche relative all’autorialità, al furto di opere utilizzare per “educare” le intelligenze e al rischio di sostituire il lavoro creativo umano con quello artificiale, l’utilizzo dell’AI in un film come The Brutalist ha generato delle riflessioni sugli Oscar che, secondo le previsioni, potrebbe vincere. È giusto premiare un film, lodato soprattutto per la sua “monumentalità”, se non è totalmente frutto del lavoro umano? E soprattutto, è giusto premiare un attore se una parte così importante del suo lavoro è stata modificata? È tristemente ironico, nota un utente che ha commentato l’intervista sul sito di RedShark, che il film diretto da Brady Corbet parli proprio di un artista in difficoltà (all’inizio il protagonista interpretato da Adrien Brody vive in povertà e non riesce a trovare lavoro) la cui vita cambia completamente quando viene scelto per disegnare un edificio. In Italia il film verrà distribuito da Universal Pictures International Italia e arriverà nelle sale il 6 febbraio.

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