Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
La terza stagione di The Bear arriverà in estate
Il presidente del canale via cavo FX John Landgraf ha annunciato, come scrive Selome Hailu su Variety, che la terza stagione di The Bear andrà in onda negli Stati Uniti a giugno. A parte questa notizia, Landgraf non ha rivelato quasi nulla ai giornalisti – l’annuncio lo ha fatto durante la presentazione del palinsesto di FX davanti ai membri della Television Critics Association, a Los Angeles – ma ci ha tenuto a precisare che i fan della serie non devono dare per scontati episodi dal cast eccezionale come “Fishes”, la puntata di Natale della seconda stagione. «Sono io il primo a essere rimasto sorpreso quando mi hanno detto che eravamo davvero riusciti a fare una cosa come quella», ha spiegato Landgraf, probabilmente preoccupato dai danni che un ulteriore eccesso di hype potrebbe arrecare alla serie.
Landgraf ha confermato anche che negli Stati Uniti la serie continuerà a essere distribuita in streaming su Hulu (da qui la relativa certezza che le cose resteranno uguali anche in Italia, dove le prime due stagioni della serie si trovano su Disney+). Il presidente di FX ha anche spiegato la ragione per la quale la serie è stata fin qui, e continuerà a essere, distribuita in streaming in un’unica soluzione, tutti gli episodi disponibili a partire da subito. «È stato chiaro sin da subito, a me e alle persone che hanno lavorato allo show, che questa era una serie basata sull’ansia», ha spiegato Landgraf. E quindi la possibilità di vederne tutti gli episodi uno dopo l’altro è servita a potenziare questa capacità “ansiogena” di The Bear. E poi, secondo Landgraf, questa scelta ha anche reso il finale della serie ancora più «bello ed edificante».
Non sarà facile ripetere il successo della prima e della seconda stagione di The Bear, però. Agli Emmy, la stagione 1 è stata premiata con dieci statuette, compreso il premio come Miglior serie comedy (una classificazione che ha fatto molto discutere i fan), quello per il Miglior attore protagonista (Jeremy Allen White), pe il Miglior attore non protagonista (Ebon Moss-Bachrach) e per la Migliore attrice non protagonista (Ayo Edebiri). La seconda stagione invece ha già portato a casa tre Golden Globe (Miglior serie comedy, Miglior attore protagonista e Miglior attrice non protagonista). In un’intervista a Variety, Jeremy Allen White ha detto di non aver ancora letto nessuna sceneggiatura della terza stagione, ma che da gennaio in poi sarebbe stato impegnato nei preparativi della stessa: c’è da scrivere un menù, ha spiegato, e prepararsi a «tornare a lavorare in cucina».
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