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17:34 venerdì 17 aprile 2026
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.

I supereroi hanno un’origine più antica di quanto si pensi

10 Febbraio 2017

Normalmente siamo abituati a pensare ai “supereroi” come a un genere di fiction relativamente recente, nato con i fumetti degli anni Trenta (Superman, per dire, è del 1938, Batman è del 1939, mentre Phandom e Mandrake sono di qualche anno precedenti). Tuttavia Jess Nevins, un saggista americano che spesso si occupa di storia e teoria dei vari generi fantasy, ha una teoria differente: in un certo senso i supereroi sono sempre esistiti, e i personaggi che sono popolari oggi hanno celebri antenati. Questa è la tesi del suo ultimo libro, The Evolution of the Costumed Avenger: The 4000-Year History of the Superhero, uscito lo scorso mese negli Stati Uniti. Per l’occasione, io9 ha pubblicato un breve estratto e intervistato l’autore.

libro origini supereroiNel passaggio del libro pubblicato, Nevins spiega che non esiste una definizione singola di “supereroe”, né un solo elemento distintivo: «Un supereroe non può essere definito dai suoi poteri sovrumani, perché Batman, per fare un esempio, non ne ha. Non può essere definito dal costume che indossa, perché molti supereroi, non ne indossano uno. Né può essere definito dall’avere un’identità segreta, perché alcuni, come i Fantastici Quattro, sono eroi pubblici». Dunque, sostiene l’autore, come prima cosa bisogna uscire dalla «distinzione binaria di cosa è e cosa non è un supereroe».

Una volta abbandonata questa mentalità, prosegue nell’intervista, è facile riconoscere che l’immaginario pre-moderno era pieno zeppo di supereroi, o, meglio, di quel genere di figure che Nevins definisce come «proto-supereroi». Tra questi c’è Robin Hood, che infatti combina gli elementi di una missione altruistica con un costume, un nome in codice e un’identità di vigilante. Poi c’è Orlando, l’eroe dei poemi cavallereschi, che ha in sé elementi tipici dei supereroi moderni, come l’avere una forza straordinaria e una arma particolare (in questo caso la spada durlindana). Alcuni eroi dell’antichità, dice, sono veri e propri progenitori di quelli contemporanei: «Hulk, così come altri supereroi selvaggi à la Wolverine, è il discendente diretto di Enkidu», dice, riferendosi al protagonista dell’Epopea di Gilgamesh, il poema mesopotamico. Invece Dr Strange, prosegue, deve molto «all’immagine romanzata del Faraone Nectanebo II, che nei racconti diventa una specie di stregone che oscilla tra il malvagio, il buono e l’ambiguo». Infine, Batman «deve molto a Mary Frith e alla sua alter ego Moll Cutpurse»: Mary Frith è stata una famosissima ladra nella Londra del Diciassettesimo secolo, nota anche con il nomignolo Moll Cutpurse, attorno a cui si svilupparono una serie di leggende metropolitane e su cui furono scritti libri.

Fumetti vintage (Getty)
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