Hype ↓
03:55 giovedì 12 marzo 2026
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.

Una maledetta domenica di cinquant’anni fa

Il 30 gennaio del 1972 quel Bloody Sunday marchio indelebile della storia inglese raccontato in una mostra fotografica di Gian Butturini a Milano fino al 6 marzo.

30 Gennaio 2022

Non c’è quasi mai colore quando si parla del Bloody Sunday, dove il termine inglese bloody significa sanguinoso ma anche maledetto. Un po’ perché le immagini sgranate che ci sono arrivate da quella domenica a Derry sono sempre state in bianco e nero. E un po’ perché l’intero racconto dei “Troubles” (così spesso viene chiamato il conflitto etnico-nazionalista nordirlandese) è stato costantemente circondato da una strana coltre nebbiosa, capace di appiattire qualsiasi tonalità, in inverno come in estate.

Tutti i reportage che testimoniano quella tragedia portano con sé questo marchio cromatico. Come gli scatti di Gian Butturini, ex interior designer con la passione per la fotografia, in scena da Still fotografia a Milano fino al 6 marzo con la mostra Londra 1969-Derry 1972. Un fotografo controUn tour in cinquanta scatti dominati da atmosfere cupe, barricate, cavalli di frisia, fili spinati, soldati armati di mitragliatori, auto bruciate ai lati delle strade che da Londra ci porta dritti nel quartiere di Bogside a Derry, teatro della mattanza.

Sono passati cinquant’anni da quel 30 gennaio del 1972, quando il 1° Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico, già accusato dell’eccidio di Ballymurphy a Belfast nel 1971 in cui hanno perso la vita undici civili, decide di aprire il fuoco contro i manifestanti cattolici a Derry. Quel giorno in città si svolge una gigantesca manifestazione organizzata dalla Northern Ireland Civil Rights Association per protestare contro contro l’introduzione dell’internamento di alcuni sospetti membri dell’IRA senza processo decisa dal governo. In quindicimila rispondono all’appello (anche se per gli inglesi non si superano le tremila unità, questione di zeri). Inizialmente la marcia avrebbe dovuto raggiungere il centro città, ma il percorso viene prontamente bloccato dalle barriere dell’esercito britannico. Scoppiano dei tafferugli. Normale amministrazione da queste parti. Sembra un giorno come mille altri. Ma non sarà così. Il corteo piega verso Rossvill, fino al quartiere di Bogside, nella profonda e limacciosa periferia di Derry. Quando la marcia arriva a Creggan, un complesso di case popolari rosso mattone, si scatena l’inferno. L’esercito apre il fuoco per la prima volta alle 15:50 e compie un massacro che resterà per sempre come un marchio indelebile nella storia inglese (oltre che nella storia della musica pop, grazie al famosissimo pezzo degli U2).

Il primo a morire è John Duddy, 17 anni. Testimoni racconteranno di aver visto un militare sparargli contro deliberatamente. Il soldato testimonierà di aver visto il ragazzo armato. Ma non è così. Poi è la volta di Michael Kelly, Kevin McElhinney, Hugh Gilmour, John Young, Gerard “Gerry” Donaghy, tutti diciassettenni, a cadere sotto i colpi dei paracadutisti di Sua Maestà. I proiettili schizzano ovunque. Tutti ad altezza d’uomo. Il diciannovenne William Nash viene ammazzato davanti a una barricata, il ventenne Michael McDaid mentre è rannicchiato dietro una macchina. Il ventiduenne James Wray è colpito alla schiena mentre scappa nel parcheggio del Glenfada Park e poi finito con un’altra pallottola quando è ormai a terra esanime. Una carneficina senza fine. Il ventiseienne William McKinney viene colpito anche lui alle spalle e crolla sull’asfalto. Gerard McKinney ha dieci anni in più di lui ed è ucciso a sangue freddo mentre si è già arreso e se ne sta con le mani alzate. “Non sparate! Non sparate!”, dice. Niente da fare. La morte di Patrick Doherty, 31 anni, è immortalata nelle immagini del fotoreporter francese Gilles Peress e diventerà un simbolo di questo scempio. Si cade come birilli. I soldati non fanno alcuna distinzione fra rivoltosi e manifestanti pacifisti. Fra ribelli e soccorritori. Bernard McGuigan, 41 anni, è ferito a morte mentre sventola un fazzoletto bianco. John Johnston, 59 anni, muore quasi per caso. Non ha nulla a che fare né con la manifestazione né con l’Ira. Sta andando a casa di un amico a Glenfada Park, ma viene colpito a una gamba e a una spalla. Morirà quattro mesi dopo.

Alla fine il bilancio è pesante: i feriti sono ventisei, i morti  – come detto – quattordici, i colpi sparati, oltre un centinaio. Tutto dura circa dieci minuti. Forse qualcosa in più. Subito dopo il massacro, alla Camera dei Comuni di Londra, il ministro degli interni Reginald Maudling dirà che i paracadutisti hanno semplicemente risposto agli attacchi di alcuni sospetti membri dell’IRA che stavano usando armi da fuoco e bombe a chiodi. Ma nulla di tutto questo corrisponde a verità. I testimoni oculari − compresi giornalisti britannici e irlandesi − affermeranno di aver visto i militari sparare deliberatamente sia contro gente in fuga che contro chi prestava aiuto ai feriti. Un dato più di altri avvalorerà queste deposizioni: nessun soldato inglese resta ferito, nessun proiettile o bomba a chiodi viene trovata sul campo di battaglia. Il 2 febbraio 1972, giorno dei funerali, l’Irlanda fa da scenario al più grande sciopero generale organizzato in Europa nel dopoguerra.

Dopo la strage di Bogside nulla sarà più come prima. L’esercito britannico, inizialmente accolto con caramelle e cioccolato, diventa un nemico da distruggere. In ogni angolo dell’Ulster cresce il risentimento, portando un aumento vertiginoso di adesioni all’Ira, l’Irish Republican Armyche non aspettava altro. Solo nel 2010, praticamente l’altro ieri, dopo due inchieste e anni di insabbiamenti, il governo di Londra ammetterà le sue colpe, riconoscendo che nessuna delle vittime fosse una minaccia per i militari e che le azioni di questi ultimi furono totalmente prive di giustificazione. Decisamente fuori tempo massimo.

Articoli Suggeriti
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia

Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.

C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival

Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.

Leggi anche ↓
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia

Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.

C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival

Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.

A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro

L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.

Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi

Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.

SOMEWHERE IN ROME, un film di Rivista Studio in occasione del ritorno di Valentino a Roma

George R.R. Martin vuole fare tutto, tranne finire la saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco

Lo scrittore ha recentemente ribadito che «non è dell'umore giusto» per scrivere il finale, gettando nello sconforto chi da anni lo attende. Ma il tormentato rapporto con la sua opera più famosa dice molto su cosa significhi oggi essere uno scrittore di successo.