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La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
KitKat ha confermato che il furto di un camion con 12 tonnellate di KitKat avvenuto in Italia è una notizia vera, è successo davvero Mentre parliamo, c'è qualcuno, da qualche parte in Europa, che sta nascondendo 413.793 barrette di KitKat a forma di macchina da Formula 1.
Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.
Trump ha detto in maniera molto chiara ed esplicita che vorrebbe prendersi il petrolio iraniano Ma ha anche aggiunto che ci sono degli «scemi» negli Stati Uniti che glielo stanno impedendo. Non ha chiarito chi siano questi scemi, però.
Il reboot cancellato di Buffy si è rivelato uno dei peggiori disastri della storia della tv La cancellazione della serie reboot è una sconfitta per tutti: Disney, la regista Chloé Zhao, Sarah Michelle Gellar, e soprattutto i fan.
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In Corea c’è una prigione per le persone stressate

03 Luglio 2018

La Corea del Sud è un posto decisamente stressante. Per darvi un’idea: una nuova legge ha abbassato la settimana lavorativa a “soltanto” 52 ore, mentre prima erano 68 (tecnicamente, va detto, si tratta del valore massimo di ore lavorative che possono essere richieste a un dipendente in una settimana, non del valore medio, ma si tratta pur sempre di una quantità notevolissima, se si tiene conto che in media gli italiani che lavorano a tempo pieno lavorano 38,8 ore la settimana, che la media europea è di 40 ore e che persino gli stakanovisti inglesi si aggirano intorno alle 42 ore). Certo, si potrebbe obiettare che la Corea del Nord è un Paese ancora più stressante, ammesso e non concesso che “stressante” sia la parola giusta per definire una delle dittature più opprimenti di sempre, ma questo non è di grande aiuto per il Sud.

La buona notizia, se così si può dire, è che un avvocato coreano ha escogitato un metodo che secondo lui aiuta ad alleviare lo stress: una “prigione” per gente stressata, dove le persone vengono messe in una “cella di isolamento” per qualche giorno, cosa che teoricamente dovrebbe farli sentire meglio. Kwon Yong-suk, questo il nome dell’avvocato, ha aperto la sua prigione finta, che si trova poco fuori Seul, già qualche anno fa. Ma solo adesso la Bbc ne ha scritto, pubblicando anche un video che potete guardare qui. Dal servizio della Bbc si scopre che l’idea gli è venuta quando lavorava 100 ore a settimana, cosa che gli provocava, tra le altre cose, frequenti ulcere.

stress bbc corea

La “prigione” anti-stress gestita da Kwon Yong-suk è composta da 28 cellule identiche, dove vengono forniti materassini da yoga, un set per fare il tè, un tavolino con il necessario per scrivere e, naturalmente, dei sanitari. Prima di venire chiusi dentro alle rispettive “celle”, i partecipanti si presentano a vicenda, raccontando le loro storie in quella che ricorda vagamente una riunione degli alcolisti anonimi. Ogni giorno sono “rinchiusi” per tutto il pomeriggio, anzi, per la precisione dalle 13:45 alle 21:45. A differenza di una vera cella, però, queste celle hanno una bella finestra che dà su un’area verde. L’idea è tenerli lontano dal lavoro, dai telefoni e dalla quotidianità.

Sembra una versione radicale di quei programmi di digital detox di cui si sentiva parlare qualche anno fa. Anche perché la prigione, quella vera, costituisce un’esperienza devastante e l’isolamento in carcere è qualcosa di terribile. Per farvene un’idea (anche qui, non può essere paragonata a quella reale) potete dare un’occhiata a questa esperienza virtuale messa a punto dal Guardian che vi porta all’interno di una cella d’isolamento di un carcere statunitense.

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