Hype ↓
06:02 sabato 5 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Stella McCartney

Enfant prodige in cui credevano in pochi, vive all'ombra del glamour ma senza ipocrisie

22 Luglio 2012

Vi proponiamo qui sotto uno dei pezzi tratti dalla storia di copertina, interamente dedicata ai londinesi, del numero 9 di Studio. In edicola trovate anche: Michael Caine (ritratto da Mariarosa Mancuso), David Beckham (raccontato da Giuseppe De Bellis) , un ritratto dell’oligarca russo Evgeny Lebedev (Luigi De Biase), e molto molto altro.

Appena entrati nella boutique di Stella McCartney (a Milano come a Londra) si assiste a una sovrapposizione: la voce di papà Paul in sottofondo e le immagini di mamma Linda raccolte nel catalogo Life in Photographs che svetta all’ingresso. La secondogenita del baronetto ci ha impiegato molto meno rispetto alla media per superare la difficoltà dell’essere“figlia di”, e ora lo dimostra riempiendo l’aria di quel cognome importante. Enfant prodige in cui credevano in pochi, Stella ha il viso di suo padre e l’apparente rilassatezza di sua madre, qualità che poco si addice a una stilista dall’orologio perennemente spostato sui desideri di domani. Un aplomb britannico di cui va fiera, un equilibrio tra privato (quattro figli e un marito amatissimo) e pubblico (migliori amici: Kate Moss e Jude Law) che rimane un mistero, e una carriera che Karl Lagerfeld aveva immediatamente stroncato quando, neo-laureata, era stata scelta per sostituirlo alla direzione di Chloé. Stella McCartney ha raggiunto tutto questo anche grazie al cognome che porta. Non perché il padre abbia composto Stella The Day per la tesi della figlia alla Central Saint Martin (una sfilata), e neppure perché le t-shirt con le foto della madre abbiano ufficializzato il successo di Stella come regina del comfort wear. Stella McCartney è forse il più veritiero esempio di un’erede in grado di portare avanti – e attualizzare – una tradizione di famiglia, impresa possibile perché non ha mai remato contro a una Srl quale era la coppia Linda-Paul: eternamente insieme, fieri della propria prole e di averla cresciuta in campagna, all’ombra del glamour ma senza ipocrisie (ancora oggi ricorda tranquillamente che prendeva il tè con Iggy Pop).

Stella reitera la formula perfetta dei genitori e la mette nero su bianco: quattro figli annunciati ma tenuti a distanza dai tabloid, amicizie fidate in un business assassino (Phoebe Philo, sua sostituta prima e complice poi, con cui ha “fondato” il comfort wear anni Zero), e una missione a cui votarsi che non a caso è il collante tra lei, il padre e la madre scomparsa: l’animalismo. Sembrava nata come pura pubblicità e invece l’iniziativa Meat Free Monday (letteralmente: niente carne di lunedì), con annessa associazione, ha fatto non pochi proseliti in un’Inghilterra che ama i green McCartney. Quando lanciò la sua prima linea di abbigliamento, nel 2001, in pochi credevano fosse possibile sostenere intere collezioni completamente prive di pellami. “Un vezzo”, si malignava, “che si può concedere una figlia di papà che gioca con i vestiti della mamma” – in polemica, neanche troppo velata, per i richiami Seventies che mostrava nelle sue collezioni, primo fra tutti le salopette di jeans che portava la madre. E invece lei continua, non si concede una sola tentazione all’utilizzo della pelle e anzi, davanti al “dovere consumista” che alimenta una casa di moda lancia una hit-bag, la Falabella, che porta il nome di un cavallo di casa McCartney ma diventa l’emblema del surrogato del cuoio. “L’ecologia è un lusso” diventa un refrain che la stampa usa per frenare collezioni sempre più convincenti, belle e ricche di must di stagione. Lei risponde alle critiche uscendo a fine show con pullover da uomo sui tacchi vertiginosi e mandando un bacio al padre che applaude dalla prima fila.

Arriva a fare pace con un passato in cui si irritava parecchio per le domande sul White Album: lava i panni sporchi sulle pagine dei tabloid britannici (che non aspettavano altro), dicendosi contro il matrimonio fra il padre e l’ex modella Heather Mills, per poi realizzare l’abito nuziale per l’attuale moglie di Paul, Nancy Shevell, approvando implicitamente l’unione. Prima di allora aveva disegnato solo un altro abito da sposa, quello di Madonna sbarcata a Londra per sposare Guy Ritchie. Continua a sfilare nel calendario di Parigi, ma inizia a prendere le distanze dal minimalismo con cui aveva debuttato e con gli anni affiora sempre più il richiamo al countryside inglese. Stella si scopre made in Uk, fiera di esserlo, e di essere figlia di quella cool Britannia che ha inventato il padre, anche quando si scaglia contro la tradizione dei copricapo di pelliccia d’orso dei Beefeaters che propone di realizzare in eco-pelliccia. È fiera, soprattutto, di essere la McCartney a cui ancora una volta la Nazione affida le divise della squadra olimpica per Londra 2012. Non sfrutta il suo cognome, lo celebra. Come dimostra la sua seconda e ultima fragranza, L.I.L.Y acronimo di Linda I love You, il lungo nomignolo con cui Paul chiamava Linda, che Stella ha reso pubblico con un profumo che racconta, in un bouquet arioso, di un’infanzia a cavallo. La sua.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.