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09:33 domenica 11 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

I capelli rosa sono il vero trend della pandemia

08 Gennaio 2021

Chi ha avuto i capelli rosa almeno una volta nella vita, sa bene che ricaderci è davvero facile, basta ritrovare la tinta in fondo all’armadietto del bagno per dimenticarsi di quanto sia complicato tenerli di un bel rosa brillante (e di quanto terribile sia la fase in cui per processo obbligato diventano di un orribile arancino pesca smorto). Eppure, in piena pandemia e anche dopo, sono state tantissime le persone a scegliere di tingersi i capelli di rosa pastello, star comprese. Tanto che, per quanto il trend sia di moda almeno dal 2018, con fasi altalenanti, il 2020 e il 2021 potrebbero essere gli anni di un ritorno in grande.

L’ultima è stata Madonna con il fucsia, Jennifer Lopez ha scattato qualche foto poco prima di Natale, Chrissy Teigen si è limitata a usare un filtro per una storia. Perché come ricorda il Guardian, i capelli colorati hanno effettivamente dominato non solo lo scorso anno (e molto probabilmente anche tutto quello che è appena iniziato), ma anche quelli in generale di grandi rivolgimenti. Justin Bieber si è tinto di rosa per il video di “Yummy” a gennaio 2020, mentre Lady Gaga è diventata rosa a febbraio per la sua “Stupid Love”. Dua Lipa se li era fatti tingere dal suo ragazzo in quarantena, la comica Whitney Cummings se li è fatti fucsia da poco. «L’anno scorso, abbiamo venduto un prodotto per capelli rosa fai-da-te ogni 30 secondi», ha affermato Alex Brownsell, co-fondatore e direttore creativo dell’azienda per capelli Bleach. Si tratterebbe di un aumento del 50 per cento rispetto all’anno precedente. «Sono tantissime le influencer che tendono a propendere per cose che attirano l’attenzione», ha affermato il parrucchiere DaRico Jackson al Guardian, spiegando che la scelta del rosa ha a che fare con i video di TikTok e i post di Instagram. Sarebbero tantissime le persone a scegliere di tingersi i capelli perché vedere un TikTok così è più interessanti, ti soffermi, o semplicemente per emulare il o la protagonista di una serie che ci piace, come nel caso di Michaela Coel e del suo personaggio in I May Destroy You.

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Storicamente parlando, prima di Nicki Minaj e Lil Kim, anche se i capelli rosa potrebbero certamente riportare alla mente Kurt Cobain o Gwen Stefani, un primo esempio di tinta colorata per rispondere a una tendenza si ritrova già nel 18esimo secolo, quando le polveri per tingere le parrucche venivano vendute in tonalità di rosa e azzurro pastello, poiché se lasciate bianche tendevano a ingiallire nel tempo. I colori profumavano di lavanda e oli essenziali, così da coprire l’odore acre che avevano quei giganteschi copricapi in realtà.

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