Cose che succedono | Musica

Come si sta parlando delle statistiche del decennio di Spotify

Le reazioni sono state contrastanti: alcuni sono rimasti scioccati dai propri gusti, altri si sono affrettati a deridere i risultati altrui, altri ancora hanno sfoggiato inclinazioni musicali raffinate, vantandosi in maniera irritante. C’è chi ha finalmente trovato il coraggio di confessare passioni insospettabili e chi non è ancora riuscito a giustificare strane intrusioni. Quel che è certo è che quest’anno i risultati di Spotify Wrapped sono stati più virali che mai. Il motivo è semplice: oltre alla solita panoramica dettagliata dell’anno appena trascorso, la funzione ha celebrato la fine del decennio con grafici e statistiche che analizzano i dati raccolti dal 2010 al 2019, permettendo agli utenti di ottenere un riassunto generale delle loro abitudini di streaming e soprattutto di pubblicare i risultati con card progettate appositamente per la condivisione nelle stories di Instagram.

L’iniziativa di Spotify è stata accolta con entusiasmo dagli utenti della piattaforma, forse troppo: il Guardian ha dato voce al dolore degli utenti di Apple Music, trascurati dal loro servizio di streaming. Oltre a generare invidia in chi non utilizza Spotify, facendolo sentire tagliato fuori, la funzione ha allegramente invaso la privacy dei suoi utenti. «La popolarità di Spotify Wrapped», conclude il Guardian un po’ stizzito, «mostra che alcune persone non solo accettano che i loro dati vengano utilizzati e archiviati, ma abbracciano l’idea che le loro intime abitudini di ascolto vengano messe in mostra». L’invasione, bisogna dirlo, non è vera e propria: condividere o meno i risultati resta una scelta dell’utente. Ma come resistere? Alcuni risultati sono diventati virali: tra i più esilaranti quelli di chi ha ascoltato per un anno lo stesso brano per favorire il sonno o lo sgomento di tutti quelli che si sono chiesti che diavolo sia il “pop rap”, il “meme rap” o l'”art pop”. 

Della sofferenza degli utenti Apple Music ha parlato anche The Verge: le condivisioni virali dei dati del decennio sono una grande vittoria per Spotify e una perdita per Apple Music, in particolare perché Spotify sta battendo la società famosa per le sue funzioni esclusive nello stesso campo. Le persone che non utilizzano Spotify non possono generare quel tipo di dati. Molti utenti di Apple Music e Tidal hanno twittato di voler passare a Spotify solo per poter utilizzare, in futuro, il servizio Wrapped. Come conclude The Verge, l’era dei contenuti esclusivi utilizzati per invogliare le persone ad abbonarsi (come Jay Z su Tidal, Frank Ocean su Apple Music) è finista. «Questa settimana Jay Z ha reso disponibile la sua intera discografia su Spotify. La musica non fa più la differenza, quindi le piattaforme di streaming dovranno presentare funzionalità esclusive».

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