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Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.

Avere vent’anni nel 2020: Sofia Viscardi

La cover story del numero in edicola, in cui abbiamo raccontato la prima generazione che ha avuto a che a fare con la sua immagine pubblica fin dall’adolescenza.

08 Aprile 2020

Sofia cammina avanti e indietro per il salotto di casa sua con addosso una vestaglia trasparente. Sta mandando un messaggio vocale da diversi secondi con il telefono vicino alla bocca. Nell’altra mano tiene una borraccia rossa che agita mentre parla. Sul suo profilo Instagram, sotto una gallery di selfie che ritraggono solo primissimi piani in cui si nota che Sofia piange, pubblicata il 27 dicembre 2019 con la didascalia «2019 check», centinaia di commenti dicono cose come «anche io», oppure «mood», oppure «oddio sono io». La casa in cui ci troviamo è quella in cui è cresciuta, a Milano Nord, in un palazzo elegante, con tre gatti. In questi stessi giorni, i primi del 2020, sta comprando una casa nuova, tutta per sé. La sua stanza da letto, con le scritte a pennarello sulle pareti, è il luogo in cui è nata Sofia Viscardi come personaggio pubblico, cioè un’adolescente arrivata ad avere oltre 800 mila iscritti al proprio canale YouTube e più di un milione e mezzo di follower su Instagram, e da qualche mese a questa parte è stata svuotata di quasi tutto, perché quel tutto è andato a comporre il set in cui si svolgono le riprese di Venti, il nuovo progetto di Sofia Viscardi, il suo nuovo canale YouTube e profilo Instagram.

Venti è nato a febbraio del 2019: non da zero, però, semplicemente il canale YouTube di Sofia Viscardi ha cambiato nome mantenendo tutti gli iscritti. Venti come gli anni che ha Sofia quando fa partire Venti, un titolo e una missione: parlare da ventenni ai ventenni di cose che interessano i ventenni. Se le chiedo come chiama esattamente quello che fa lei risponde: «Io preferirei non chiamarlo». Quando cerca di spiegarlo meglio, però, lo fa bene: «Cerco di sopperire a un’esigenza che ho avuto in adolescenza, e che nessuno soddisfaceva, cioè di avere un punto di riferimento, un luogo senza giudizi».

Sofia è la youtuber più famosa della sua generazione, che è anche la prima generazione che ha avuto a che fare, in termini lavorativi, con il concetto di youtuber: ragazzi e ragazze che si sono raccontati pubblicamente, per anni, in video. Sono diventati famosi parlando della loro vita. Hanno iniziato a parlare scrivendo un diario. Eppure, come succede a ogni generazione, anche Sofia crede che la sua sia una generazione di mezzo: «Quelli prima di me», e intende i trentenni, i Millennial, «non erano ancora così sfiduciati nei confronti delle istituzioni tradizionali, erano più politicizzati, e quelli subito dopo, come mia sorella che è del 2005, quindi ha 14 anni adesso, sanno già muoversi tramite internet molto di più, sono molto più confident. Ma quando andavo al liceo io non esisteva già Instagram come esiste oggi».

Caban e bermuda con cintura in vita azzurri in seta EMPORIO ARMANI – Foto di Zoe Natale Mannella

È singolare sentirlo dire da una ragazza che, a 15 anni, era in grado di montare video di oltre cinque minuti che sarebbero stati visti, di lì a poco, da centinaia di migliaia di persone. Sofia Viscardi nei primi video della sua storia online ha i capelli biondi, ricci e lunghi. Parla di sé stessa e delle cose che fa, normalmente, ogni giorno: dei compiti a casa che sono sempre troppi, della prima volta in snowboard, dei parenti che si incontrano ai pranzi di Natale. Gesticola troppo ma probabilmente sa già che ogni elemento caratteristico, anche un difetto, può essere il mattone di un brand.

Mi riguardo tutti i video di Sofia e non posso dire che mi interessino, anzi, ed è normale: ho il doppio dei suoi anni di allora, quelle comunicazioni non sono destinate a me. Però, come se mi fossi immerso in un nuovo elemento, a poco a poco mi ci adatto e abituo, inizio a trovarmi a mio agio. Quando Sofia pensa di lasciare YouTube nel marzo 2016 (“Lascio YouTube?”, 1 milione di visualizzazioni, uno dei video più visti di sempre) riesco a capire la tristezza e lo smarrimento delle migliaia di commenti. Quando poi, un mese e mezzo dopo, torna con il video “Ricominciamo da qui” (1,5 milioni di visualizzazioni, il più visto di sempre) sento qualcosa di simile alla contentezza di un happy ending al cinema.

Nei mesi successivi lo YouTube di Sofia inizia a cambiare, ad aprirsi a collaborazioni istituzionali come un’intervista («chiacchierata, più che intervista», dice nel video) con Concita De Gregorio (e anche lei, si scopre, gesticola moltissimo), a collaborazioni con altri youtuber, a contenuti prodotti fuori dalla sua camera. Il 12 luglio 2017 Sofia si diploma, lo a nuncia in un video in cui racconta il suo esame orale. Il 5 aprile 2018 esce Succede, il  film tratto dal suo primo romanzo. Pochi mesi dopo nasce Venti. Sofia Viscardi oggi ha 22 anni ed è famosa da quando ne ha 16, praticamente un quarto della sua vita intera, oppure metà di quella adulta.

Non ambivo a un risultato determinato, però ero molto cosciente di come poterci arrivare, e del fatto che YouTube avesse un sacco di possibilità

Ogni giorno dialoga con centinaia di persone, ha a che fare con pagine fan che si chiamano “Sofia Viscardi World” oppure “Sofia il mio sorriso” e che contano il numero di like che hanno ricevuto da lei come le carezze di una santa, e rispondere ai commenti si può, anzi si deve, per lei, definire una parte fondamentale del suo lavoro. Sta seduta scomposta su una poltrona come quelle che usa per le interviste sul set di Venti, e in cui siede sempre, appunto, scomposta. Ho pensato che questo contorsionismo sia diventato, nelle intenzioni di Sofia, il sostituto del gesticolare lasciato alla sua vecchia immagine. «Quando ho girato tutte le cose che ho girato sapevo che qualcuno le avrebbe guardate», dice quando le chiedo come si rapporta all’imbarazzo per la sua adolescenza così pubblica. «Non provo imbarazzo nel senso di non voler far più vedere quelle cose, ma provo un distacco, uno straniamento. Un affetto».

Mentre si fa fotografare Sofia è silenziosa e diligente. Si piega, si sdraia sul divano, si solleva la gonna. Si siede sul calorifero, allarga le gambe, cambia decine di abiti. Nelle pause prende in mano il telefono. Quando deve rispondere a delle domande, o a dei vocali – questa intervista è costruita in diversi giorni, su diverse piattaforme – invece parla molto, per minuti e minuti. Se non la conoscessi, se ascoltassi soltanto un campione audio senza vederla in faccia, non saprei dare un’età precisa a Sofia Viscardi. Perché naturalmente si intuiscono nelle espressioni e nei ragionamenti delle venature di età adulta, e altrettanto naturalmente risaltano le pepite ingenue della giovinezza che le appartiene.

Trench rosa in lino jacquard EMPORIO ARMANI, culotte cipria a vita alta in pizzo – Foto di Zoe Natale Mannella

«Ho iniziato a fare video dopo aver guardato quelli degli altri con attenzione, quindi avevo una grammatica implicita di come funzionasse essere uno youtuber», dice quando la interrogo sul suo metodo, sulle pianificazioni e i ragionamenti dietro il suo successo, agli inizi. Nonostante l’apparente naturalezza adolescenziale dei primi video, non si è mai mossa in modo naïf: «Non è che ambivo a un determinato risultato, però ero molto cosciente di come poterci arrivare, e del fatto che YouTube potesse portare a un sacco di possibilità». È singolare che quando le chiedo quale sia la sua paura maggiore la risposta sia così giovane e insieme consapevole: «Mi spaventa non riuscire a immaginarmi tra dieci anni. Neanche tra tre in realtà, però tra tre anni posso avere un’idea di dove sarò, tra dieci no», mi dice mentre dialoghiamo con note vocali. «Non è che ho paura di non riuscire a cavarmela, ma di non avere nessun piano rispetto a quella che sarò».

La vita di Sofia, penso, è stata scandita da un palinsesto: è l’improvvisazione la cosa che teme? Mi colpisce questa sua specie di paradossale consapevolezza: la consapevolezza di trovarsi in un limbo, la consapevolezza dell’inconsapevolezza. Sapere di non sapere, mi dico, esagerando. Venti è più distante da Sofia Viscardi, «in qualche modo sarà sempre legato a me», riflette, «però ora è sempre meno importante il mio volto, e me ne rendo conto quando esce un video di un altro che fa le stesse visualizzazioni di un video con me».

È il primo momento della vita in cui vedo tante cose dei miei genitori che non mi piacciono, cose con cui non vado d’accordo e tante idee che voglio approfondire da sola

«Sono in un momento in cui il mio gusto cambia moltissimo», continua poi riflettendo su altre evoluzioni, «e sto cercando di prendere tante cose che mi piacciono e costruire una mia identità, perché devo ancora capire chi sono. Non c’è mai qualcosa che rimane costante». Sofia vive e, allo stesso tempo, si guarda vivere. Ma la differenza più profonda tra la vita di Sofia e quella di un adolescente che non abbia passato il liceo accumulando milioni di visualizzazioni non sta nella fama, né nel fatto di aver lavorato da quando, praticamente, ha memoria.

Come da copione le amiche sono quelle di sempre, che nascono da prima di YouTube e resistono ancora, «quando hanno iniziato a chiedermi i selfie in discoteca a 16 anni era figo quanto normale, e il fatto che io fossi popolare è sempre stato trattato come una cosa come le altre». La differenza ha a che fare con la famiglia. Sta parlando da alcuni minuti a ruota libera e fa una pausa di qualche secondo: «Ho sempre avuto una famiglia molto unita, non ho mai avuto uno scollamento diciamo ideologico con i miei genitori. È come se avessi rimesso a loro un sacco di pensieri, idee, una parte della mia visione del mondo, perché sono delle persone a cui voglio assomigliare». Quindi, la crepa: «Credo che tanti miei coetanei siano rispetto a me molto più indietro su molte cose, ma sono più finiti come esseri umani. Hanno imparato magari a odiare i genitori da piccoli, mentre io sono sempre stata d’accordo, ed è stato bello, non penso sia brutto. Ma questo è il primo momento della vita in cui invece vedo tante cose di loro che non mi piacciono, cose con cui non vado d’accordo e tante idee che voglio approfondire da sola».

Assistente fotografo ALESSANDRO VULLO; Hair VALENTINO PERINI at Freelancer Agency using Oribe; Makeup SIMONA PARRELLA; Produzione HOTEL PRODUCTION In tutte le immagini, Sofia indossa orecchini pendenti in pietra paesana BOTTEGA VENETA e bracciale ‘L’Essenziale’ in oro 18kt ATELIER VM – Foto di Zoe Natale Mannella

Dopo l’ultima foto Sofia si infila una tuta grigia. Sua sorella è appena tornata a casa da scuola, mangia qualcosa stando in piedi in salotto. Sofia prende dei ceci da un tupperware nel frigorifero per scaldarli in un pentolino. È vegana da qualche settimana. «Ho sempre fatto le cose di testa mia», dice, «e ora che mi ritrovo a gestire questa realtà, è il primo momento della mia vita in cui vorrei qualcuno che mi dica come fare le cose». Oggi non andrà a lavorare. «Per la prima volta nella mia vita il fatto che sono così piccola non è solo una cosa positiva». Spiega: «Cioè ha sempre giocato a mio favore il fatto che io fossi giovanissima, dire la mia età è sempre stata solo una cosa positiva: era figo che fossi così giovane. Adesso, nel mondo del lavoro, non è più  figo. Devi avere un’esperienza, un’età, un’autorevolezza». L’immagine che ha scelto per il profilo WhatsApp, su cui continuiamo a comunicare i giorni successivi, ha le luci verdi di un locale. Lo stato che ha scelto è: A scuola.

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