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18:22 lunedì 9 marzo 2026
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.
L’Iran ha fatto un altro cortometraggio in stile Lego The Movie per dare tutta la colpa della guerra a Usa e Israele Era già successo nello scorso giugno, durante i precedenti attacchi di Usa e Israele. Anche in quel caso, i protagonisti era Trump, Netanyahu e Satana.
Il video del nuovo singolo di Olivia Rodrigo è un montaggio di video fatti dai bambini di Gaza, del Sudan, dell’Ucraina e dello Yemen Lo ha pubblicato su Instagram per promuover l'uscita del disco di beneficienza Help(2), per il quale ha realizzato una cover di "The Book of Love".
I creator assoldati per fare propaganda a favore di Israele stanno facendo causa a Israele perché non sono stati pagati Diversi enti governativi israeliani avrebbero debiti per milioni con studi di produzione e creator assunti per influenzare l'opinione pubblica.
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.

Le linee guida per i social media di Hamas (e dei gruppi filo-israeliani)

21 Luglio 2014

Anche Hamas ha le sue social media guidelines. Così, almeno, riferisce la stampa israeliana. Stando al Jerusalem Post, infatti, il ministero dell’Interno di Gaza (dove Hamas governa dal 2007) starebbe invitando gli attivisti del web a seguire alcune regole. Nel decalogo di Hamas, si consiglia di descrivere sempre come civili le vittime degli attacchi israeliani, indipendentemente da un eventuale coinvolgimento nei combattimenti, di fare spesso paragoni tra Israele e i nazisti e di evitare di negare l’Olocausto solo quando si ha a che fare con occidentali.

Il Jerusalem Post cita un dossier del Memri (Middle East Media Research Institute), che sostiene di avere trovato queste indicazioni sulla pagina Facebook del ministero dell’Interno di Gaza: «Chiunque sia ucciso o martirizzato deve essere chiamato “un civile di Gaza o in Palestina”, prima di parlare del suo ruolo nella jihad, o il suo grado militare. Non dimenticate di aggiungere sempre “civile innocente” o “cittadino innocente” nella descrizione di quelli uccisi negli attacchi israeliani su Gaza». Inoltre: «Evitare di entrare in una discussione politica con un occidentale volta a convincerlo che l’Olocausto è una menzogna; invece, mettere sullo stesso piano con i crimini di Israele contro i civili palestinesi».

Il Memri è organizzazione che monitora i media di lingua araba, considerato vicino al governo israeliano e ai conservatori americani, e talvolta accusata di essere di parte.

A ben vedere, poco tempo prima al-Jazeera aveva accusato gruppi filo-israeliani esattamente della stessa cosa, e cioè di organizzare una campagna sui social media volta a ingraziarsi il pubblico con sotterfugi e mezze verità.

L’emittente panaraba, finanziata dal governo del Qatar e dunque considerata vicina ai Fratelli Musulmani e ad Hamas, aveva pubblicato sul suo sito un intervento di un analista palestinese, Marwan Bishara. Citando il blog MondoWeiss (gestito da un gruppo di ebrei americani antisionisti), Bishara riporta quelle che sarebbero le guidelines per gli attivisti dei social media diffuse qualche anno fa da The Israel Project, sito filo-israeliano fondato da un Repubblicano americano.

Tra i consigli: evitare «di trattare americani ed europei con condiscendenza [perché oggi] gli ebrei non sono più visti come un popolo perseguitato». Dimostrare empatia nei confronti delle vittime palestinesi, con frasi come «Siamo consapevoli che la perdita di una vita palestinese innocente è altrettanto tragica come la perdita di una vita israeliana». E, infine, attribuire al nemico la colpa delle morti palestinesi, con affermazioni come: «È una tragedia che Hamas spara razzi contro i nostri civili mentre si nascondeva dietro ai propri… Questo provoca tragiche morti su entrambi i lati»

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