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06:40 venerdì 27 febbraio 2026
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.
Nanni Moretti ha annunciato che voterà No al referendum sulla giustizia con una storia Instagram molto morettiana «Al referendum voto no cari saluti» ha annunciato sul social, in una storia che secondo tanti è un rimando anche a Caro diario.
L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.

Le linee guida per i social media di Hamas (e dei gruppi filo-israeliani)

21 Luglio 2014

Anche Hamas ha le sue social media guidelines. Così, almeno, riferisce la stampa israeliana. Stando al Jerusalem Post, infatti, il ministero dell’Interno di Gaza (dove Hamas governa dal 2007) starebbe invitando gli attivisti del web a seguire alcune regole. Nel decalogo di Hamas, si consiglia di descrivere sempre come civili le vittime degli attacchi israeliani, indipendentemente da un eventuale coinvolgimento nei combattimenti, di fare spesso paragoni tra Israele e i nazisti e di evitare di negare l’Olocausto solo quando si ha a che fare con occidentali.

Il Jerusalem Post cita un dossier del Memri (Middle East Media Research Institute), che sostiene di avere trovato queste indicazioni sulla pagina Facebook del ministero dell’Interno di Gaza: «Chiunque sia ucciso o martirizzato deve essere chiamato “un civile di Gaza o in Palestina”, prima di parlare del suo ruolo nella jihad, o il suo grado militare. Non dimenticate di aggiungere sempre “civile innocente” o “cittadino innocente” nella descrizione di quelli uccisi negli attacchi israeliani su Gaza». Inoltre: «Evitare di entrare in una discussione politica con un occidentale volta a convincerlo che l’Olocausto è una menzogna; invece, mettere sullo stesso piano con i crimini di Israele contro i civili palestinesi».

Il Memri è organizzazione che monitora i media di lingua araba, considerato vicino al governo israeliano e ai conservatori americani, e talvolta accusata di essere di parte.

A ben vedere, poco tempo prima al-Jazeera aveva accusato gruppi filo-israeliani esattamente della stessa cosa, e cioè di organizzare una campagna sui social media volta a ingraziarsi il pubblico con sotterfugi e mezze verità.

L’emittente panaraba, finanziata dal governo del Qatar e dunque considerata vicina ai Fratelli Musulmani e ad Hamas, aveva pubblicato sul suo sito un intervento di un analista palestinese, Marwan Bishara. Citando il blog MondoWeiss (gestito da un gruppo di ebrei americani antisionisti), Bishara riporta quelle che sarebbero le guidelines per gli attivisti dei social media diffuse qualche anno fa da The Israel Project, sito filo-israeliano fondato da un Repubblicano americano.

Tra i consigli: evitare «di trattare americani ed europei con condiscendenza [perché oggi] gli ebrei non sono più visti come un popolo perseguitato». Dimostrare empatia nei confronti delle vittime palestinesi, con frasi come «Siamo consapevoli che la perdita di una vita palestinese innocente è altrettanto tragica come la perdita di una vita israeliana». E, infine, attribuire al nemico la colpa delle morti palestinesi, con affermazioni come: «È una tragedia che Hamas spara razzi contro i nostri civili mentre si nascondeva dietro ai propri… Questo provoca tragiche morti su entrambi i lati»

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