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Cos’è lo slugging, la pratica beauty che spopola su TikTok
“Slugging” è una parola che si legge sempre più spesso in quella parte di TikTok dedicata a skincare e beauty. E anche se la pratica è stata di recente adottata dai giovanissimi che popolano la app, in realtà esiste da molto tempo. Consiste infatti nell’applicare sulla pelle un agente occlusivo, il più delle volte un prodotto a base di petrolato come la vasellina, prima di andare a dormire, in modo da aiutare la pelle a rimanere idratata. È un trattamento usato soprattutto sulla pelle del viso, ma in realtà è utile per qualsiasi parte del corpo.
Come detto, il petrolato è un agente occlusivo: crea una specie di pellicola che tiene “intrappolata” la naturale umidità della pelle e aiuta moltissimo chi soffre di pelle secca o è affetto da eczema. Gli effetti benefici di questa pratica sono noti da tempo, soprattutto tra gli addetti ai lavori. «La verità è che i dermatologi praticano lo slugging ormai da anni. Semplicemente, a noi non era venuto in mente un nome carino con cui chiamare questa abitudine», ha detto a TeenVogue la dottoressa Shari Marchbein, che sul suo profilo Instagram ha dedicato diversi approfondimenti allo slugging. Non una novità, quindi. E, in effetti, di discussioni a riguardo se ne possono trovare, prima che su TikTok, sui tanti forum e thread dedicati al mondo del K-beauty, vale a dire di tutte quelle pratiche di skincare che dalla Corea del Sud si sono poi diffuse in tutto il mondo.
Secondo la dottoressa Marchbein, i consigli per una corretta esecuzione dello slugging che si trovano su TikTok sono effettivamente utilissimi: applicare una piccola quantità di prodotto direttamente sulla pelle o sopra uno strato di crema idratante è il modo grazie al quale si ottengono i risultati migliori. E non solo in termini estetici: lo slugging aiuta moltissimo anche le persone che soffrono di allergie da pollini. Ovviamente, esistono anche delle controindicazioni: non in tutti i casi è utile e, in alcune circostanze, potrebbe anche peggiorare problemi già esistenti. È il caso, per esempio, di chi soffre di pelle grassa o di acne: secondo Marchbein, in questi casi «”sigillare” la pelle aumenta il rischio di una possibile eruzione cutanea».
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