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13:06 giovedì 26 marzo 2026
È appena stato annunciato un nuovo film del Signore degli anelli ed è già il più strano di tutta la saga Si intitola The Lord of the Rings: Shadow of the Past, sarà prodotto da Peter Jackson, avrà come protagonisti Sam, Merry e Pipino e soprattutto lo scriverà Stephen Colbert.
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Su internet sempre più maschi si rivolgono ai face rater, cioè tizi pagati per recensire le facce degli altri e decidere se sono belli o brutti Ci sono interi subreddit dedicati e server Discord appositi: basta pubblicare una foto della propria faccia e chiedere che venga recensita.
Il Ministro degli Esteri ungherese è stato accusato di parlare con il Ministro degli Esteri russo prima, durante e dopo le riunioni del Consiglio europeo, e lui ha detto che è assolutamente vero Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».
A Londra stanno organizzando un grande rave party a Trafalgar Square contro l’estrema destra L'appuntamento è per il 28 marzo con i più grossi nomi della scena elettronica. Lo slogan è: Reject, Revolt e Resist.
Il successo di Heated Rivalry ha convinto Don DeLillo a ristampare Amazons, un suo vecchio e introvabile romanzo erotico su una giocatrice di hockey femminile Romanzo che l'autore ha odiato e "nascosto" per decenni. Adesso però ha cambiato idea, pare grazie al successo della serie Hbo, e il 17 novembre tornerà in libreria.
Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone invece di 260 mila perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.

C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono

Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.

06 Febbraio 2026

L’indirizzo del sito web è già una dichiarazione d’intenti: Rentahuman.ai, affitta un essere umano. Rent a Human è il nome di un sito appena lanciato sul quale le intelligenze artificiali possono “affittare” esseri umani per svolgere attività che non sono in grado di compiere da sole.

Il funzionamento del sito, come racconta Futurism, è relativamente semplice. Una intelligenza artificiale, programmato per portare a termine un obiettivo, può commissionare a un essere umano azioni pratiche: muoversi nello spazio, osservare ambienti, eseguire compiti manuali come ritirare un pacco o partecipare a un evento. Gli umani vengono pagati per “prestare” il loro corpo e svolgere determinati compiti, mentre le decisioni relative a cosa fare, come farlo e quando farlo restano in mano all’AI. La cifra pattuita per il lavoro viene pagata in criptovaluta solo dopo che l’umano, attraverso una fotografia o un altro tipo di feedback, dimostra di aver portato a termine il compito assegnatogli. Secondo il creatore del sito, tale Liteplo, l’idea nasce per superare i limiti fisici delle intelligenze artificiali. Cosa di cui, ovviamente, nessuno sentiva il bisogno né ha espresso la necessità.

Sono molti però i dettagli che suscitano perplessità nell’operazione. Il primo è che gli esseri umani in effetti disponibili sul sito sembrano essere pochi, così come gli “annunci di lavoro” sulla bacheca di Rent a Human. Il sito ha postato un annuncio offrendo 40 dollari al primo umano disposto a ritirare un pacco per una intelligenza artificiale a San Francisco. Dopo quattro giorni, però, nessuno si è fatto avanti. A monte però rimane un dilemma etico, insito in questa inversione di ruoli tra AI ed esseri umani: le macchine che fanno lavorare le persone, appunto, e non viceversa come tutti avremmo pensato sarebbe andata la storia dell’automazione. Critici e ricercatori sottolineano i rischi di sfruttamento, la mancanza di tutele e il pericoloso precedente che crea la piattaforma.

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