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Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.

Cos’è questa storia della scritta “Siete insetti” comparsa in diverse stazioni italiane

25 Marzo 2024

«Solo il paranoico sopravvive», ripeteva spesso Mr. Finch in una delle serie tv più ingiustamente sottovalutate degli anni Duemila, Person of Interest. Una serie che aveva intuito con largo anticipo gli effetti che internet avrebbe avuto sulla psiche collettiva: a furia di dietrologia e teorie del complotto non siamo più capaci di usare il rasoio di Occam, l’utensile mentale che il frate-filosofo Guglielmo di Ockham ci aveva regalato nel tentativo di dimostrarci che la soluzione più semplice è (quasi) sempre quella più giusta. Per esempio: seguendo i princìpi esposti da Guglielmo di Ockham, se una strana scritta compare sui tabelloni delle stazioni ferroviarie, è assai più probabile (e quindi assai più giusto) che si tratti di una trovata pubblicitaria che di un’operazione di cyberterrorismo di una potenza nemica o di un’organizzazione di fanatici.

Avrete capito di cosa stiamo parlando: della scritta “Siete insetti” di cui praticamente tutti stanno parlando in queste ore sui social italiani. Per la precisione: di cui tutti si stanno lamentando, alcuni perché sono stati tratti in inganno e hanno pensato che davvero qualcuno avesse hackerato i sistemi informatici di Trenitalia solo per aver l’occasione di insultare i passeggeri dei treni, altri perché hanno trovato inappropriato l’uso dei tabelloni delle stazioni come veicolo pubblicitario (salvo poi scoprire che la pubblicità non è stata trasmessa sui tabelloni che indicano orari e binari di partenza e arrivo dei treni, e che quindi non aveva senso l’accusa di interruzione di pubblico servizio, figuriamoci quella di procurato allarme paventata da più suscettibili). Si tratta di un’operazione di marketing di Netflix, parte della campagna promozionale di uno dei più recenti e importanti titoli arrivati sulla piattaforma: Il problema dei 3 corpi, serie scritta da Alexander Woo assieme ai creatori-sceneggiatori del Trono di spade, David Benioff e Dan Weiss, basata sul romanzo omonimo di Liu Cixin. Ci si può comprensibilmente chiedere se sia giusto imbastire una simile operazione di marketing – non deve essere semplice apparire in contemporanea su tanti tabelloni delle maggiori stazioni italiane, anche solo da un punto di vista logistico, figuriamoci poi i costi del tutto – per promuovere l’ennesima serie tv, ma la risposta a questa domanda è in realtà abbastanza semplice: Il problema dei 3 corpi non è l’ennesima serie tv. Non per Netflix, almeno. Se poi non lo sarà anche per il pubblico, resta tutto ancora da vedere.

Delle difficoltà che Netflix ha affrontato negli ultimi anni abbiamo parlato in tante occasioni e modi: dalla Grande Disiscrizione alla sempre più agguerrita e numerosa concorrenza, non è facile oggi mantenere la corona di più grande piattaforma streaming del mondo. Per riuscirci, negli anni Netflix ha insistentemente cercato una proprietà intellettuale sulla quale fondare il suo franchise eterno, l’equivalente di quello che Star Wars o il Marvel Cinematic Universe sono per Disney, di quello che Jeff Bezos vorrebbe che Star TrekIl signore degli anelli 007 fossero per Prime Video. Negli anni Netflix ci è andata vicinissima (Stranger Things è il titolo che bisogna obbligatoriamente citare a questo punto), ma la “certezza” di aver trovato, appunto, il franchise eterno non l’ha mai raggiunta: quanti oggi si definirebbero fan di Stranger Things, per capirci? Senza contare i tanti fallimenti ai quali la piattaforma è andata incontro negli anni: per rimanere nel genere sci-fi (al quale Il problema dei 3 corpi appartiene), è ancora fresca la ferita lasciata dagli ingenti investimenti e dai pessimi risultati di un franchise mancato come Altered Carbon.

Si spiega così la decisione di Netflix di investire 200 milioni di dollari – cifra considerata attendibile anche se mai ufficialmente confermata da nessuna delle parti – in quello che è stato definito “multiyear overall film and TV dealcon Benioff e Weiss. Un accordo di cui Il problema dei 3 corpi è il primo risultato. Ma rischia di essere anche l’ultimo, conoscendo anche la facilità e frettolosità con cui Netflix ha accantonato i progetti che non hanno riscosso immediato successo di pubblico e critica. Fin qui, le recensioni del Problema dei 3 corpi sono state abbastanza altalenanti: chi la definisce bellissima e chi la definisce pessima, poche vie di mezzo. Ma l’opinione della critica, lo sappiamo, conta fino a un certo punto: vedremo se il pubblico apprezzerà. Nel frattempo, però, si capisce perché Netflix stia facendo di tutto per far parlare di questa serie. Anche approfittare del fatto che nessuno di noi si ricorda più come usare il rasoio di Occam. 

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