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09:47 giovedì 21 maggio 2026
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.

Elogio della plastilina

È uscito al cinema Shawn The Sheep, dagli autori di Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro. Un'occasione per tessere le lodi dello stop-motion. Anche perché certi attori in carne e ossa hanno meno espressioni dei pupazzetti.

16 Febbraio 2015

Studio n.22 è uscito in edicola e su iPad. Pubblichiamo qui uno dei dispacci, dedicato allo stop-motion in occasione dell’uscita del film d’animazione Shaun the Sheep, nelle sale italiane dal 12 febbraio.

Back to basics, a una tecnica nata per errore. Georges Méliès stava filmando il traffico parigino, la pellicola si inceppò negli ingranaggi della macchina da presa, servì un po’ di tempo per disincagliarla e riprendere a girare. Proiettata sullo schermo, la pellicola mostrò un pionieristico effetto speciale: il tram a cavalli al centro della scena si era trasformato in un carro funebre. Forte del suo passato da illusionista, Méliès – celebrato nel film di Martin Scorsese Hugo Cabret, dalla graphic novel di Brian Selznick, La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, uscita in Italia con Mondadori – sfruttò l’incidente per fare apparire e sparire i diavoletti nel suoViaggio sulla luna.

Fu la prima scintilla dell’animazione a passo uno. Disegni, silhouettes, pupazzi, burattini, fiammiferi – perfino coleotteri, nei filmini del russo Ladislaw Starevich – venivano inquadrati un fotogramma alla volta, modificati di pochissimo per il fotogramma successivo, e via di gran pazienza, fino a creare l’illusione del movimento (ventiquattro fotogrammi al secondo per un secondo di film, sedici ai tempi del muto: ecco perché viste oggi le comiche paiono epilettiche).

La tecnica resiste. L’ha usata Wes Anderson per Fantastic Mr Fox, l’aveva usata, oramai un decennio fa, Tim Burton per The Nightmare Before Christmas, l’ha usata la premiata ditta britannica Aardman per Pirati! Briganti da strapazzo e per il recentissimo Shaun the Sheep (nelle sale italiane dal 12 febbraio, distribuito da Koch Media). Sono in stop-motion i video amatoriali con i mattoncini e i personaggi Lego reperibili su YouTube, mentre The Lego Movie, diretto da Phil Lord e Chris Miller, imita l’animazione a passo uno usando il computer. Realismo, in questo caso, significa restituire l’effetto “mattoncino” e la ridotta mobilità dei bambolini.

Nonostante la Pixar, uno zoccolo duro di spettatori ancora resiste al cinema di animazione. Nonostante la sequenza finale di Pirati! (un meraviglioso catalogo del pop all’epoca della regina Vittoria, da Jack lo Squartatore all’Uomo Elefante), la plastilina animata ancora fa storcere il naso. Anche i fan di Wes Anderson hanno avuto uno sbandamento davanti alla famiglia di volpacchiotti. Lui con addosso il completo di velluto che il regista indossa nelle fotografie, lei con abitini a fiori cuciti amorevolmente: la stoffa era stoffa, i bottoni erano bottoni, il giornale era di carta. Sono piaceri che l’animazione computerizzata, per quanto perfetta e raffinata nel rendere la trasparenza dell’acqua e la pelliccia dei mostri, non consente.

Shaun the Sheep è uno spin off della serie creata da Nick Park Wallace e Gromit: l’inventore ghiotto di formaggio e il suo cane li abbiamo rivisti nel film La maledizione del coniglio mannaro, premio Oscar nel 2006 per l’animazione. Alla fattoria – “Mossy Bottom” è l’indicazione stradale, il cartello opposto dice “Big City” – il contadino è orbo e la pecorella Shaun se ne approfitta per trascinare il gregge in avventure demenziali, con la complicità involontaria del cane da pastore Bitzer. Gambette a stanga di plastilina, un ciuffo lanoso, gli occhi a palla: bastano, assieme al gusto per i dettagli e per la comicità slapstick, a creare un personaggio divertente, tenero, irresistibile (certi attori in carne e ossa hanno meno espressioni).

Cogliamo l’occasione per rendere omaggio a un fantastico cortometraggio italiano, girato in stop motion da Edo Natoli. Secchi – abbreviazione di “secchioni” – dura dodici spassosi minuti: i pupazzi si muovono in una scuola e in camerette così affollate di minuscoli oggetti che viene la tentazione di fermare l’immagine per non perdersi nulla.

Dal numero 22 di Studio

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