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00:42 venerdì 10 aprile 2026
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata alle estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.

Sfera Ebbasta vuole conquistare il mondo

E probabilmente ci riuscirà. In attesa del suo album globale, abbiamo visto Famoso, dal 27 ottobre su Amazon Prime.

27 Ottobre 2020

Due lunghe scene in automobile – Sfera che conta i soldi, Sfera che ride, Sfera che dorme – mentre fuori scorre prima Los Angeles, poi Cinisello Balsamo. Ma il film inizia davvero con il rumore di un accendino e un tiro di canna, e poi la sua voce, con quello strano potere di suonare subito familiare, anche la prima volta che la senti: «Allora, ho capito che mi piaceva rappare quando ero ragazzino in realtà, da quando ne avevo circa 13, fino a 22». Intanto, come ripete sua madre, che compare poco dopo – capelli a spazzola e pantaloni di pelle – ha sempre lavorato: portava le pizze, faceva l’apprendista elettricista, preparava piadine in un bar. Ma il migliore a raccontare la sua storia, anzi, a costruirla con le parole, trasformando le fantasticherie di un ragazzino in realtà, è lui stesso: «Non mi facevano entrare manco a pagare / mò mi devono pagare per farmi entrare» riassume bene la leggenda del “king della trap”, e cioè Gionata Boschetti, uno che è nato nel 1992 a Sesto San Giovanni, è cresciuto a Cinisello Balsamo, ha cambiato la musica del nostro Paese e ora punta all’America. Il suo secondo album in studio, Rockstar (2018) l’ha incoronato il primo italiano ad entrare nella top 100 mondiale di Spotify. Nel 2019 erano rimasti in pochi a non averlo mai sentito nominare: alla fine l’hanno conosciuto anche loro, perché ha fatto il giudice di X Factor. Difficile, oggi, scovare qualcuno che non abbia mai sentito nominare Sfera Ebbasta. Ma l’Italia è un Paese piccolo: una volta conquistato quello, viene voglia di passare al resto. La fama è come il cash: più ne fai e più non ti basta.

Da martedì 27 ottobre su Amazon Prime Video c’è Famoso, il film che celebra e ripercorre le varie tappe dell’ascesa di Sfera, così come la nuova sfida internazionale, che si concretizza nell’album in arrivo (il 20 novembre) ricco di collaborazioni sbalorditive per un giovane trapper italiano. Oltre ai nostri Marracash & Guè Pequeno (insieme nel brano “Tik Tok”), in Famoso compaiono nomi che hanno fatto sobbalzare la scena musicale nostrana: Future, Offset, 7ARI & Steve Aoki, Lil Mosey. Tra i produttori, oltre al fedele Charlie Charles (che è anche produttore esecutivo del progetto), ci sono Diplo, Junior K, Sky Rompiendo, London On Da Track, Drillionaire, Steve Aoki, $€. Alcuni di loro compaiono anche nel film girato da Pepsy Romanoff. La struttura è la solita usata per raccontare la storia di un fenomeno musicale: come nel caso del documentario sulle Blackpink, Light Up the Sky (su Netflix dal 14 ottobre) si alternano momenti dei live e della registrazione in studio a scene dalla vita quotidiana e testimonianze varie. Qui, però, c’è qualcosa in più. È il potere di una leggenda che si è scritta da sola, autogenerandosi: è nato tutto in un McDonald’s, il luogo del primo incontro con Charlie Charles, e sembrava già pronto per essere raccontato. Uno Sfera coi capelli scuri e senza nemmeno un tatuaggio sulla faccia – ma con lo stesso sorriso irresistibile – diceva rivolto alla telecamera: «Fulgo (amico e tour manager, nda), mi presti 2 euro e 50?».

È bello poter ascoltare la versione di Charlie Charles, l’amico geniale, così timido, serio e pacato, l’esatto contrario di suo “fratello” («la coesione tra noi è perfetta», dice, «io emotivo, artistico, creativo, lui esuberante, egoista, sicuro di sé»). Nel corso del film, che dura quasi due ore, il produttore riesce a ripetere più di una volta che Sfera è sempre stato «sicuro di sé», fin dal giorno zero. Questa sua sicurezza in se stesso è una cosa che tutti, compresa sua madre, continuano a ribadire. Anche se a un certo punto, sempre in un vecchio video, Sfera gioca a fare il modesto e inizia a riempire di complimenti un imbarazzato Charlie Charles: gli dice che è il miglior produttore del mondo, e che nel giro di un annetto diventerà famosissimo, «e io sarò ancora qui a fumarmi le bombe come un coglione». Charlie Charles lo ascolta senza scomporsi né smettere di lavorare, e seduto davanti al pc col cappellino al contrario sospira un «magari» poco convinto.

Il film parte dalla storia di “XDVR”, la canzone con cui Sfera e Charlie si sono fatti conoscere: scritta in metro, girato subito il video, caricata su YouTube, diventata un culto. 10mila views in un mese: pochi ma buoni. Marracash, ad esempio (nel 2020 Sfera ha collaborato con lui e tha Supreme nell’album Persona): «Ho visto il primo video e ho pensato subito che avesse qualcosa, non solo la potenza del pezzo o il beat di Charlie, ma come lui bucava lo schermo». È la storia più bella del mondo, quella che non ci stancheremo mai di ascoltare anche se l’abbiamo già sentita miliardi di volte. Dai brutti quartieri agli hotel lussuosi, dalle monetine da contare a una pioggia di soldi che non sai neanche come usarli, dai sogni alla realtà: «Allora vorrei il vostro aiuto, vorrei vedere tutto quanto il forum illuminato. Fatemi fare sta cosa che era da quando ero bambino che la sognavo», dice al Forum di Assago strapieno. Charlie Charles suona al pianoforte la base di “BRNBQ” (Bravi Ragazzi Nei Brutti Quartieri). «Ah, finalmente cazzo». Le lucine di migliaia di cellulari si riflettono nei suoi occhiali Versace verde fosforescente: «Che bello. Wow». Non è l’unico momento emozionante del film: dopo i titoli di coda, Sfera invita il pubblico del forum a cantare “Notti” con lui in onore delle vittime della discoteca di Corinaldo, in cui l’8 dicembre del 2018, mentre attendevano l’inizio di un suo concerto, persero la vita sei persone.

Le strade di Los Angeles, lunghe scene in auto tra le luci scintillanti della città, l’illuminazione virata sul rosa, le fosforescenze dei neon, i titoli di coda fucsia: è difficile, guardando Famoso, non pensare a Nicolas Winding Refn, soprattutto a Drive. Nella prima parte dei film (la seconda è costituita dagli incontri con Steve Aoki, Rvssian, Diplo) il cantante dice che un giorno, riascoltando le prime cose fatte con Charlie, ha confidato all’amico produttore il timore di aver perso la loro «identificabilità, il mondo chiaro e preciso dove sapevamo portare gli altri con la nostra musica». Charlie l’aveva rassicurato, dicendogli che adesso dovevano andare oltre, oltrepassare i confini. In un altro momento, verso la fine, il suo amico Fulgo dice che Sfera è rimasto uguale: «A 18 anni diceva che voleva conquistare il mondo, ora che ne ha 27 dice la stessa cosa». Mi hanno fatto ripensare a una scena di Neon Demon. Il tipo della protagonista aspirante top model (Elle Fanning) le chiede se davvero vuole diventare come “loro”, ovvero la gente che ha successo nel mondo della moda. Lei, perfettamente sicura di sé, risponde: «Non sono io che voglio diventare come loro. Sono loro che vogliono essere come me».

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