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Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
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Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
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Il cast di Oppenheimer ha abbandonato la premiere del film per unirsi allo sciopero degli attori di Hollywood

14 Luglio 2023

Dopo giorni di indiscrezioni, ieri la notizia è diventata ufficiale: la Screen Actors Guild (Sag), il sindacato degli attori di Hollywood, ha proclamato lo sciopero invitando tutti gli iscritti a interrompere qualsivoglia attività lavorativa. Uno sciopero così grosso non veniva indetto da più di quarant’anni. Uno sciopero così grosso, in contemporanea con un altro sciopero altrettanto grosso – quello degli sceneggiatori, che prosegue ormai ininterrottamente dal 3 maggio – a Hollywood non si vedeva dal 1960. Una cosa che, invece, forse non si è mai vista è l’intero cast di un film apprendere all’improvviso la notizia dello sciopero e decidere immediatamente di unirsi: è successo ieri durante la premiere londinese di Oppenheimer, quando il cast del film ha abbandonato la proiezione in programma al cinema ODEON Luxe Leicester Square un attimo prima che cominciasse.

«Purtroppo non possono rimanere, devono andare a scrivere i cartelli di protesta che useranno nello sciopero appena indetto dalla Sag. Uno sciopero che si affianca a quello già indetto dal mio sindacato, la Writers Guild, impegnato con i suoi iscritti nella lotta per dei compensi equi», ha commentato il regista Christopher Nolan, evidentemente d’accordo con la decisione del suo cast e con la protesta degli attori hollywoodiani. Negli ultimi mesi la Screen Actors Guild ha portato avanti le trattative con i rappresentanti degli studios, nel tentativo di raggiungere un accordo sul nuovo contratto collettivo degli attori del cinema e della tv. La trattativa non è andata a buon fine e a partire dalla mezzanotte di venerdì 14 luglio tutti gli iscritti all’associazione si asterranno dalle partecipazioni a premiere, interviste, convention, festival, fiere. Oltre che, ovviamente, dalle riprese sul set. Per il momento lo sciopero è stato indetto solo dall'”ala ovest” del sindacato – quella, in sostanza, losangelina – che conta 11 mila membri sui 16 mila totali.

«È una situazione che nessuno vuole, ma se la nostra leadership dice che l’accordo proposto dagli studios non va bene, allora dobbiamo tenere il punto e ottenere un accordo equo per gli attori. Per tantissimi attori questo accordo farà la differenza. Dobbiamo fare ciò che è giusto per i nostri colleghi e le nostre colleghe», ha spiegato Matt Damon, uno dei protagonisti di Oppenheimer, prima di abbandonare l’anteprima. E, in effetti, la presidente della Screen Actors Guild, Fran Drescher (sta girando moltissimo sui social un suo accoratissimo discorso che probabilmente farà dimenticare il fatto che lei era Francesca Cacace, La tata), ha accusato gli studios di «piangere miseria, di lamentarsi di perdere miliardi a destra e a manca, ma di continuare a coprire di soldi i loro Ceo. Stanno dalla parte sbagliata della storia».

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