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19:49 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Hakimono, le scarpe in pelle fatte in Giappone

Il consorzio Hakimono raccoglie alcuni dei marchi che esprimono la migliore tradizione calzaturiera giapponese, con una particolare attenzione alla sostenibilità.

di Studio
24 Febbraio 2021

“Hakimono” in giapponese significa genericamente “cose ​​che camminano con i piedi”. Ed è anche il nome di un consorzio il cui obiettivo è incoraggiare e sviluppare l’industria giapponese delle calzature in pelle attraverso un’accorta selezione di marchi che coniugano la tradizione artigianale del Paese con le nuove tecnologie di produzione e un ottimo design. Uno dei focus è la sostenibilità, come nel caso di Numero Uno, brand che utilizza un materiale in pelle unico. Il marchio ha infatti brevettato una speciale scarpa in pelle realizzata dal pesce palla (“Fugu”). Ittestu Ohyama, designer di Numero Uno, è convinto che utilizzare materiali di scarto possa innescare un processo di produzione virtuoso, che miri a dare nuova vita a qualcosa che altrimenti sarebbe sprecato. Un altro materiale con cui sta sperimentando è la pelle di daino: Ohyama ha infatti collaborato con una delle più famose aree conciarie di pelle di daino “Yoshino” nella prefettura di Nara. E ora sta lavorando per ottenere una pelle color indaco, che renderà il materiale più forte, risolvendo così uno dei più grandi punti deboli della pelle di daino. Come designer di scarpe in pelle, Ohyama vorrebbe contribuire a gestire il buon equilibrio tra natura e industria della moda lavorando sempre sull’utilizzo di materiali naturali.

 

Kyoko Sasage, invece, utilizza il tradizionale metodo della carta “Washi” per realizzare le sue scarpe. La carta Washi è più resistente e sottile della carta europea e può essere utilizzata come fibra di tessuto nella sua forma originaria. Partendo dall’idea di ridurre il carico ambientale prodotto dall’industria della moda, molti marchi e addetti ai lavori stanno da anni cercando un sostituto appropriato della fibra chimica e il tessuto Washi potrebbe essere una buona soluzione. Esiste in natura ed è piuttosto resistente. Per la sua elevata traspirabilità e per la funzione antibatterica, poi, è particolarmente adatta a essere posizionata all’interno della calzatura. Inoltre, utilizzando questo materiale per le scarpe di cuoio, il prodotto finale sarà biodegradabile. Si chiama pelle “Nibe” quella brevettata dal designer H. Katsukawa per il suo marchio omonimo, che valorizza la forma naturale e ha una speciale texture non uniforme. Per il marchio, è anche un’occasione di pensare il prodotto all’interno di un ciclo naturale, offrendo la possibilità di indossare qualcosa di unico così come sono unici i clienti, intesi come esseri umani dotati di capacità di scelta ed etica.

Hiroshi Kida

Il designer Hiroshi Kida, infine, è a capo di due marchi sotto la sua azienda Studio Imago: uno è quello che porta il suo nome, l’altro è +SOLE (ADDITIONAL SOLE). Le scarpe di Hiroshi Kida sono prodotte con il tradizionale metodo italiano Blake, in cui un’unica cucitura tiene unite la suola, la fodera, la tomaia e il sottopiede. Secondo il designer, dopo il boom della produzione industriale del 19esimo e 20esimo secolo, di cui oggi vediamo gli enormi costi ambientali e umani, è il momento di tornare ai metodi antichi, perché «la nuova domanda sarà soddisfatta alla vecchia maniera», un’affermazione che sembra paradossale solo in un primo momento. Per +SOLE (ADDITIONAL SOLE), invece, si avvale della tecnica dell’upcycling, mediante cui il designer dà nuova vita a vecchie calzature. Questa idea si adatta bene anche alle nuove esigenze emerse nell’industria della moda, tanto più dopo la pandemia, in cui abbiamo imparato quanto sia importante prenderci cura del pianeta che abitiamo.

Numero Uno

H. Katsukawa

Kyoko Sasage

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