Hype ↓
18:29 giovedì 30 aprile 2026
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data server per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».

Togliete Sanremo dalle mani dei Millennial

L'operazione Y2K del Festival è l'affermazione di una verità che la nostra generazione sperava di non dover affrontare mai: siamo diventati i vecchi.

07 Dicembre 2022

La prima volta che ho visto il primo video TikTok di Paola e Chiara, in cui le sorelle strizzano gli occhi per mettere a fuoco lo schermo come due vecchie miopi e mettono il dito sulla telecamera, presumo ironizzando sul fatto di avere ormai una certa età (1974 e 1973), l’ho trovato divertente. La seconda volta che l’ho guardato mi è venuto da piangere. Sarà perché, come evidentemente anche loro, avevo appena investito centinaia di euro nella mia dose semestrale di filler e botox per poi sentirmi dire dal mio coinquilino ventenne che, secondo lui, per “certe persone” questo genere di ritocchi è una spesa davvero inutile (sottintendendo due grandi verità: 1. Se sei cessa e ti senti cessa continuerai a essere e sentirti cessa anche con il filler e il botox 2. Non importa con quanta disperazione cerchi di correre ai ripari, hai 35 anni e si vede). Il coinquilino ventenne è ossessionato dagli anni 2000: secondo lui, quel periodo è stata l’ultima luminosa esplosione dell’arte e della cultura. Dopo, soltanto decadenza. Musica, cinema, videogiochi, anime: tutto quello che ama, è uscito poco prima o poco dopo il 2000. Una sera che stavamo riascoltando i Limp Bizkit ha avuto un’epifania. Mi ha guardato e, con un misto di meraviglia, invidia e compassione, come se stesse parlando con una che è stata a Woodstock, ha esclamato: «Ma quindi durante gli anni 2000 tu facevi il liceo!». Mi ha fatto pensare a un articolo che avevo letto qualche giorno prima, in cui una giornalista commentava un TikTok virale di Julia Fox in cui l’attrice parlava della sua paura di invecchiare – ha 32 anni: il suo sfogo è riuscito a offendere tutte le over 40 presenti sulla piattaforma (non moltissime suppongo) – raccontando come le capitasse molto spesso che, al lavoro, durante una normale chiacchierata, un rappresentante della Gen Z la ferisse involontariamente dicendo qualcosa sulla loro differenza d’età, e di come lei stessa, ora over 30, avesse pianto (di vecchiaia) nel giorno del suo ventisettesimo compleanno.

Su Instagram ho notato che molti miei coetanei hanno accolto l’operazione Y2K della prossima edizione di Sanremo con grande entusiasmo. Sarà che Sanremo non mi ha mai appassionato (l’ultimo che ho guardato volontariamente era quello in cui Antonella Ruggero aveva degli spilli argento nei capelli), sarà che sto nel bel mezzo della mia crisi di mezza età (la cosa affascinante della vita di chi sta sempre male è che anche se pensavi di essere già in crisi puoi sempre contare su una crisi peggiore), ma trovo che dover rivedere Paola e Chiara chiedere «Scusa» e gli Articolo 31 cantare «Ohi Maria» sia per noi Millennial una specie di tortura psicologica. Certo, c’è anche un lato comico: quando invecchiamo e continuiamo a fare quello che facevamo da giovani diventiamo cringe, e spesso essere cringe fa ridere. È ormai da un bel po’ che i selfie dei Millennial nelle storie di Instagram mi fanno “cringiare”: non perché non posso fare a meno di notare le prime rughe e una certa stanchezza nello sguardo, ma perché le foto hanno proprio un’altra grana, i look sono da sciure e sciuri, la foto è posizionata nel mezzo della storia e sopra e sotto c’è lo sfondo degradé, i filtri che si mettono in faccia non li usa più nessuno, così come il font con cui scrivono i loro pipponi in stile Facebook. Quando li vedo (ci vedo, perché li pubblico anch’io) sorrido teneramente, un po’ come quando vedo mio fratello cinquantenne aggiornare gli stati su Whatsapp. Eppure c’è un pizzico di tristezza che non riesco a mandare giù. Già invecchiare è difficile, ora dobbiamo anche farlo pubblicamente, virtualmente, reciprocamente. Continuiamo a farci i selfie nel modo sbagliato ma non abbiamo neanche più la lucidità per capire che sarebbe meglio smettere di farlo, almeno per non rattristarci a vicenda. E quando ce ne renderemo conto, continueremo a farlo comunque, perché chissenefrega del giudizio degli altri.

Non bastava essere la generazione più sfigata della storia, ora dobbiamo pure guardare i Gen Z saccheggiarci di quelle che forse sono state le uniche cose decenti della nostra vita, lo stile e le passioni dell’adolescenza. Loro andranno a ripescare e ripostare su TikTok vecchi video di Paola e Chiara e copieranno i loro capelli, le sopracciglia sottili e le pose sexy, noi dobbiamo sorbircele nella versione resuscitata, ricomposte insieme agli altri concorrenti che tornano a tormentarci come fantasmi dal passato, memento mori viventi. Li guarderemo cantare per deriderli insieme o definirli “iconici”. Perché non posso avere il diritto di ricordare Paola e Chiara mentre cantano “Amici come prima” sedute sui loro sgabelli, e ricordare Anna Oxa che canta “Senza pietà” con il tanga in vista? Perché devo subire la continua riscrittura in chiave ironica o celebrativa dei miei ricordi? Davvero l’unico modo per sentirci uniti è riscaldare le minestre della nostra pre-adolescenza? Questo Sanremo è pensato per noi: siamo diventati il pubblico ideale del Festival della canzone italiana. Siamo diventati ufficialmente vecchi.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi

Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.

Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo

Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.

Il MoMA di New York ha organizzato una gara di sosia di Marcel Duchamp e della sua alter ego Rrose Sélavy

Anche uno dei più importanti e prestigiosi musei del mondo cede al trend dei lookalike contest. L'appuntamento per i sosia è a New York il 30 aprile.

Bon Iver ha fondato una cover band di Bob Dylan e l’ha chiamata Bon Dylan

Band che farà soltanto due concerti, il 24 e il 25 luglio a Eau Claires, Wisconsin, città in cui Bon Iver ha vissuto tutta la vita.

Il nuovo libro di Haruki Murakami sarà il primo della sua carriera con una protagonista femminile

The Tale of KAHO sembra una risposta diretta alle tante accuse di misoginia che gli sono state rivolte dal 1979, anno del suo esordio, a oggi.

Park Chan-wook è finalmente riuscito a trovare i soldi e il cast per girare il film western a cui sta lavorando da dieci anni

Sessanta milioni di dollari, un cast composto da Matthew McConaughey, Austin Butler e Pedro Pascal e un titolo: The Brigands Of Rattlecreek.