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Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
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C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
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Una serata di sfiga e autarchia

Sanremo 2022 continua, tra velleità pedagogiche e pulsioni protezioniste: tutto made in Italy, niente Super Ospiti Internazionali, si balla solo grazie a Donatella Rettore e ci si chiede cosa ci facciano Fabio Rovazzi e Orietta Berti su una nave da crociera.

03 Febbraio 2022

Seconda serata, seconda puntata di questa rubrica: già iniziano a scarseggiare le idee. Decidiamo di cercare aiuto e coinvolgere un collaboratore esterno. Telefono a mio padre, arrivato in fondo alla classifica a Sanremo nell’84. «Ti andrebbe di rilasciare qualche dichiarazione sul Festival?», «No. Non ho intenzione di farmi ridicolizzare». Provo quindi a telefonare a mia madre, che all’epoca era sua moglie. Lei è più loquace. «Ti posso raccontare un aneddoto. Una mattina stavo facendo colazione all’Hotel Royal, c’erano solo pensionati. A un certo punto entra Boy George con un kimono d’oro, delle babbucce e il rossetto rosso fuoco, e si dirige con tutta calma al buffet». «E poi?», «E poi niente. Non c’erano i selfie. Si è bevuto il suo tè e si è fatto un toast».

L’aneddoto non è un granché, però mi ha dato da pensare. Questo, ormai l’abbiamo capito, è un Festival progressista e inclusivo, di sinistra. Lorena Cesarini legge Il razzismo spiegato a mia figlia, Checco Zalone è la voce del pueblo e inizia la sua performance dal loggione, tra la sua gente. Ma c’è un grande assente: i Super Ospiti Internazionali. E se in passato abbiamo avuto esperienze anche francamente stranianti, tipo Eminem o l’interpretazione di “Special K” dei Placebo, chissà l’Amadeus 3 in stato di grazia che razza di super ospiti ci avrebbe tirato fuori quest’anno, roba da far impallidire Lady Gaga da Fazio. Invece è un Festival autarchico e autoctono, tutto made in Italy, con Laura Pausini − che parla di sé in terza persona − diva di casa (per il secondo anno di fila). Embargo, le frontiere sono chiuse, facciamo da noi. Compagno Amadeus, tendenza cubana. C’è anche pronto per la successione dinastica il figlio José, ripreso spesso mentre applaude enfaticamente in prima fila, in un’alternanza scuola−lavoro del padre.

Dopo la svolta dance della prima serata, a Sanremo tornano malinconia e introspezione: c’è sì voglia di ballare, ma ci sono anche le cicatrici della pandemia. È un po’ il turno degli sfigati, gli ospiti sono smortini, infatti il surreale collegamento con Rovazzi & Berti dalla crociera non stona nemmeno troppo con l’atmosfera dimessa. Sono aumentate le bollette, è più un clima da Bugo che da Morgan, l’unico svaccato è Sangio. Il sound delle canzoni in gara è mogio (infatti Fiorello non esce dalla stanza 407 dell’Hotel Globo, si sarà sintonizzato?), Iva Zanicchi porta avanti la tradizione (forse non tutti sanno che l’Aquila di Ligonchio ha avuto, si mormora, una liaison sentimentale con Ungaretti), Giovanni Truppi è un uomo distrutto, Le Vibrazioni sono invecchiate, Fabrizio Moro sembra un personaggio di Checco Zalone (a un certo punto canta «ci vuole una forza incredibile per dire buongiorno»: bonus psicologo subito). È anche un Sanremo al femminile: perso il Quirinale, metà della popolazione si consola con i primi due posti nella classifica parziale, Emma ed Elisa al potere (quest’ultima è al primo posto nella classifica generale della sala stampa), dirige l’orchestra la maestra Francesca Michielin. Poi però si balla solo con Donatella Rettore, come spesso accade.

Intrattiene ma non trascura le velleità pedagogiche, il Sanremo nostrano del Líder Máximo Amadeus. Poi si arriva alla fine, il Che Ama legge la classifica, il pubblico dell’Ariston rumoreggia come da copione, e anche questa sera non si va a letto nemmeno troppo tardi. Magari, spento il televisore e portati i bicchieri nel lavandino, si potrebbe anche riflettere sul fatto che oggi a Milano c’erano 21 gradi (massime di 20 gradi centigradi segnalate a Sanremo). Che razza di mondo stiamo lasciando a Matteo Romano?

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