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Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.
Dopo averne licenziati quasi 10 mila, Zuckerberg ha ordinato ai dipendenti di Meta sopravvissuti ai tagli di «ricominciare a divertirsi» Viene da chiedersi: se un dipendente si rifiuta e si presenta a lavoro di cattivo umore, viene licenziato pure lui?
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.

Airbnb inizia a progettare case

03 Agosto 2016

Com’è noto nel mondo delle compagnie tech più che altrove, sapersi rinnovare è la chiave per mantenersi al vertice. Airbnb sta lanciando il progetto Samara, con cui costruirà unità abitative in piccoli centri urbani in declino di ogni latitudine. Il banco di prova dell’iniziativa, che partirà a ottobre, sarà un progetto di coabitazione in una cittadina nipponica, Yoshino, sita nel centro del Giappone e nota per ospitare foreste di cedri giapponesi. Invece di affittare case, dunque, la società californiana inizierà a costruirle, con una precisa visione sociale.

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Airbnb sostiene che questo modello di sviluppo urbano potrà far tornare in vita le cittadine lontane dai principali circuiti turistici e industriali, e per questi motivi conseguentemente penalizzate. Con Samara verranno dunque realizzate vere e proprie strutture capaci di accogliere i turisti: in base a come andrà l’esperimento giapponese, la società espanderà le mire del progetto ad altri Paesi. L’obbiettivo è fare di Airbnb una società che non si limita ad affittare case, ma cambia il volto delle città in cui opera. È vero, peraltro, che l’idea di Samara nasce dalla stessa attività della startup: un’anziana signora giapponese aveva messo la sua dimora nella città di Tsuyama a disposizione sulle liste di Airbnb, e inizialmente nessuno dei vicini le aveva dato credito: chi vorrebbe mai visitare il Giappone soggiornando in un’anonima cittadina? Eppure, la risposta di richieste ricevute dalla donna li aveva costretti a cambiare idea: la signora stessa aveva chiesto loro di improvvisarsi guide turistiche, traduttori e organizzatori di gite. In sostanza, l’azienda di home sharing era riuscita a creare una micro-economia in un luogo economicamente depresso.

Qualche mese dopo, a House Vision, una fiera giapponese a cui partecipano aziende che, collaborando con studi di architettura, presentano il loro concetto di abitazione, Airbnb si è messa in parternship con Go Hasegawa per disegnare un centro ibrido tra un condominio e un albergo completo di guide locali, un edificio dove i viaggiatori potevano fermarsi e venire iniziati alle cose interessanti del luogo direttamente da chi ci abita quotidianamente.

I fondatori della startup californiana, Brian Chesky, Nathan Blecharczyk e Joe Gebbia da un paio di anni si interrogano sul futuro del loro brand, per evitare che il loro successo planetario si tramuti in un confinamento nell’oblio tech. «Mi entusiasma poter applicare ciò che abbiamo imparato negli ultimi otto anni per creare nuove tipologie di commercio e di cambiamento sociale», ha dichiarato lo stesso Gebbia, il quale, patito del design (come ci ha spiegato nell’intervista esclusiva pubblicata sul numero 27 di Studio), ha dedicato gli ultimi mesi a mettere sotto contratto product designer, architetti e anche uno sceneggiatore per dare una forma alle nuove idee dell’abitare made in Airbnb.

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Immagine nel testo: Edward Caruso Photography
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