Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Il nuovo romanzo di Salman Rushdie sarà un fantasy
A tre anni dal suo ultimo romanzo (Quichotte, edito in Italia da Mondadori) è in arrivo un nuovo libro di Salman Rushdie. Secondo quanto riporta Lithub, la nuova opera di Rushdie si intitola Victory City ed è un «epic fantasy novel». Si tratta della traduzione di un antico mito indiano, il racconto di una donna che «dà vita a un incredibile impero, solo per essere consumata dallo stesso nel corso dei secoli». Per il momento le date di uscita confermate sono solo quelle per gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada: in tutti e tre i Paesi il librò uscirà il 7 febbraio dell’anno prossimo (in Usa la casa editrice è Random House, in UK Jonathan Cape e in Canada Knopf).
Sul sito di Random House (dove il romanzo è già disponibile per il pre order) si trova la sinossi del libro. La storia comincia con la morte della madre di Pampa Kampana, l’eroina di questo antico mito indiano. La perdita della madre porta la protagonista all’incontro con una divinità che cambierà il corso della storia. Pampa diventa un’incarnazione della dea Parvati, ottenendo così poteri che vanno oltre ogni immaginazione. Con l’aiuto della dea, Pampa decide di creare una città – Bisnaga, un nome che tradotto significa “città della vittoria” – in cui nessuna donna dovrà più subire la sorte di sua madre, morta durante una battaglia tra gli eserciti di due potentissimi regni che nel XIV secolo si contendevano il dominio sull’India meridionale. La giovane eroina fonda così un impero e, attraverso i versi delle sue poesie, sprona i cittadini a crescere e migliorare. Cinquecento anni dopo, quelle poesie vengono ritrovate nelle profondità di un antico palazzo ormai quasi distrutto. Le parole di Pampa diventano così una mappa con la quale viaggiare in un impero ormai dimenticato.
Come si legge sul sito dell’editore americano e come affermato anche da Michal Shavit, Publishing director di Jonathan Cape, Victory City è un libro «brillante dal punto di vista stilistico, perché ha la forma di una traduzione di un mito antico. È una saga di amore, avventura, una testimonianza del potere del racconto. […] È un romanzo meraviglioso, lirico e appassionante che parla di potere e della hubris di coloro che il potere lo possiedono».
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
In Spagna è stato uno dei film più visti e premiati del 2025, nonostante sia un film di genere che racconta una pagina di storia traumatica come quella del terrorismo indipendentista basco. Del film, del suo successo e del suo messaggio abbiamo parlato con la regista Arantxa Echevarria.