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Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
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Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
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Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Il nuovo romanzo di Salman Rushdie sarà un fantasy

04 Luglio 2022

A tre anni dal suo ultimo romanzo (Quichotte, edito in Italia da Mondadori) è in arrivo un nuovo libro di Salman Rushdie. Secondo quanto riporta Lithub, la nuova opera di Rushdie si intitola Victory City ed è un «epic fantasy novel». Si tratta della traduzione di un antico mito indiano, il racconto di una donna che «dà vita a un incredibile impero, solo per essere consumata dallo stesso nel corso dei secoli». Per il momento le date di uscita confermate sono solo quelle per gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada: in tutti e tre i Paesi il librò uscirà il 7 febbraio dell’anno prossimo (in Usa la casa editrice è Random House, in UK Jonathan Cape e in Canada Knopf).

Sul sito di Random House (dove il romanzo è già disponibile per il pre order) si trova la sinossi del libro. La storia comincia con la morte della madre di Pampa Kampana, l’eroina di questo antico mito indiano. La perdita della madre porta la protagonista all’incontro con una divinità che cambierà il corso della storia. Pampa diventa un’incarnazione della dea Parvati, ottenendo così poteri che vanno oltre ogni immaginazione. Con l’aiuto della dea, Pampa decide di creare una città – Bisnaga, un nome che tradotto significa “città della vittoria” – in cui nessuna donna dovrà più subire la sorte di sua madre, morta durante una battaglia tra gli eserciti di due potentissimi regni che nel XIV secolo si contendevano il dominio sull’India meridionale. La giovane eroina fonda così un impero e, attraverso i versi delle sue poesie, sprona i cittadini a crescere e migliorare. Cinquecento anni dopo, quelle poesie vengono ritrovate nelle profondità di un antico palazzo ormai quasi distrutto. Le parole di Pampa diventano così una mappa con la quale viaggiare in un impero ormai dimenticato.

Come si legge sul sito dell’editore americano e come affermato anche da Michal Shavit, Publishing director di Jonathan Cape, Victory City è un libro «brillante dal punto di vista stilistico, perché ha la forma di una traduzione di un mito antico. È una saga di amore, avventura, una testimonianza del potere del racconto. […] È un romanzo meraviglioso, lirico e appassionante che parla di potere e della hubris di coloro che il potere lo possiedono».

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