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17:29 mercoledì 20 maggio 2026
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.

Ci sono anche Annie Ernaux e Sally Rooney tra coloro che hanno chiesto a Macron di ripristinare il programma per evacuare scrittori e artisti da Gaza

E assieme a loro hanno firmato l'appello anche Abdulrazak Gurnah, Mathias Énard, Naomi Klein, Deborah Levy e molti altri.

17 Settembre 2025

Dal 2017 in Francia è attivo Pause: si tratta di un progetto governativo sostenuto dal Collège de France che aiuta artisti, intellettuali, ricercatori e scienziati che si trovano ad affrontare situazioni emergenziali, fornendo aiuto logistico per lasciare i Paesi in cui si trovano in oggettive situazioni di pericolo. Il Pause facilito l’ottenimento di visti in situazioni di pericolo come guerre e persecuzioni, per studenti e intellettuali costretti a lasciare in fretta il proprio Paese d’origine. È stato utilizzato in più scenari di guerra per salvare personalità del mondo culturale o scientifico provenienti da Ucraina, Siria, Afghanistan, che hanno poi trovato rifugio in Francia. 

Al momento però il Pause non è attivo per quanti sono intrappolati a Gaza. Il programma infatti è stato interrotto lo scorso agosto, mentre era in corso l’organizzazione di un’evacuazione d’emergenza di un gruppo di studenti. La decisione di escludere la Palestina dalle nazioni in cui è attivo il Pause è arrivata dopo che uno studente del programma ha condiviso su suoi social messaggi ritenuti antisemiti dal governo francese. La decisione di fermare tutto a fronte di queste esternazioni è stata definita da un gruppo di autori e intellettuali come una punizione immeritata. 

Tra le personalità che hanno lanciato un appello al Presidente francese Macron affinché il programma riparta e porti in salvo artisti e scienziati della Palestina ci sono anche la scrittrice premio Nobel Annie Ernaux e Sally Rooney. Prima di essere interrotto, Pause aveva già messo in salvo 31 artisti palestinesi, organizzando il loro trasferimento in Francia. Impedire ad altri di lasciare il Paese per le colpe di una singola persona «è una forma di punizione collettiva in un momento in cui tutti i firmatari delle Convenzioni sul Genocidio dovrebbero fare il possibile per salvare i palestinesi dall’annientamento e dovrebbero rifiutarsi di essere complici di crimini contro l’umanità» si legge nell’appello a cui hanno aderito anche Abdulrazak Gurnah, JMG Le Clézio, Anne Enright, Leïla Slimani, Madeleine Thien, Édouard Louis, Isabella Hammad, Didier Eribon, Naomi Klein, Max Porter, Alain Damasio, Mathias Énard, Kapka Kassabova, Karim Kattan, Rashid Khalidi, Deborah Levy e Viet Thanh Nguyen, come riportato dal Guardian.

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