Hype ↓
03:20 giovedì 29 gennaio 2026
All’Haute Couture di Parigi, Schiaparelli ha fatto indossare all’attrice Teyana Taylor i gioielli rubati al Louvre Erano però una copia, ricreata per la maison dallo stilista Daniel Roseberry, che ha detto «avevo solo voglia di divertirmi un po'».
La polizia iraniana sta dando la caccia ai dispositivi Starlink nel Paese per impedire alle persone di riconnettersi a internet E, ovviamente, chiunque venga trovato in possesso di uno dispositivo Starlink viene arrestato. Sono già in 108 in carcere per questo motivo.
È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.
Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.

Chi era Rosa Genoni, prima donna della moda italiana

Sarta, studiosa, femminista: un libro racconta la vita di una figura fondamentale eppure dimenticata.

09 Agosto 2019

Rosa Genoni è stata la prima vera madrina della moda italiana, eppure in pochi la conoscono. Per via dei pregiudizi sulla  superficialità della moda, tanto per cominciare, che le hanno negato quello spazio che, per originalità e intelligenza, avrebbe meritato all’interno del panorama culturale italiano. Già solo per definirla bisogna elencare le numerose attività che ha svolto: sarta, studiosa dell’arte, insegnante, attivista politica, femminista. Una figura versatile che facilmente torna dal passato per parlare al presente. A raccontarla  c’è un libro di recente uscita dal titolo Rosa Genoni. Moda e politica: una prospettiva femminista fra 800 e 900 (Marsilio), di Manuela Soldi, studiosa e ricercatrice all’Università Iuav di Venezia, edito da Marsilio. Nel periodo in cui la moda si appropria della causa femminista, dalla t-shirt Dior “We All Should Be Feminists” di Maria Grazia Chiuri all’utero fiorito sul vestito della collezione Resort 2020 di Gucci, sarebbe utile riscoprire Rosa Genoni per risalire alla radice del nodo che lega moda, politica e femminismo in Italia.

Nata nella seconda metà dell’800 in provincia di Sondrio, Rosa Genoni lavora fin da bambina in sartoria. Prima dalla zia, poi all’estero. Qui, in tempi in cui la moda era egemonia dei sarti e dell’industria francese, ha l’intuizione che l’Italia non dovesse dipendere dai loro modelli, ma che avrebbe potuto produrre una moda tutta sua. Un’intuizione davvero precoce: l’Italia si era unita da poco e il mercato interno non era ancora pronto. Eppure Rosa Genoni rende la moda il centro della sua vita: dagli abiti che confeziona alla sua attività di insegnante presso la Scuola Umanitaria di Milano, fino ai suoi gesti politici.

Il libro, che Manuela Soldi ha costruito attingendo dall’archivio familiare, è ricco di immagini: bozzetti e fotografie che mostrano aristocratiche e attrici come Lydia Borelli, all’epoca celebre diva del muto, indossare i capi di Genoni, oppure la vetrina allestita per l’Esposizione Internazionale del Sempione a Milano del 1906. Per costruire una moda tutta italiana, Genoni vuole recuperare le eccellenze tessili del Paese, in un periodo in cui l’etichetta del “made in Italy” è di là da venire. I suoi riferimenti sono l’antichità classica e il Rinascimento, cui guarda con spirito contemporaneo: molti dei suoi capi citano quadri, come la “Primavera” di Botticelli, le Madonne rinascimentali o “San Giorgio” del Mantegna. Più che una semplice sarta, Rosa Genoni è stata stilista prima del tempo.

L’attrice Lyda Borelli indossa una versione dell’abito trasformabile ispirato alle statuette di Tanagra (1908)

Scrisse poi per spingere l’Italia verso una moda libera e autonoma su giornali, come Vita femminile italiana, e intervenne a eventi come il Congresso Nazionale delle donne italiane a Roma del 1908. La sua modernità rispetto al tempo si basava sulla convinzione che la moda non fosse solo frivola, ma che potesse intercettare diversi movimenti, come quello femminista, e farli propri. Aveva intuito che la sartoria era strettamente legata all’emancipazione delle donne, e che apparteneva loro di diritto («l’arredamento e il vestito femminile sono terreno nostro, tutto nostro, senza ostacoli e senza contestazioni»), senza nulla togliere a un’altra spinta, sempre femminista, che voleva le donne libere dagli ambienti domestici. Invitava così a trovare un accordo statale che riunisse in un unico circuito lavoratrici e fornitori di materiali. Per tutta la vita lavora a stretto contatto con la Ifi, Industrie Femminili Italiane, nata nel 1903 per promuovere il lavoro femminile. Negli ultimi anni della sua vita esortò persino alla costruzione di un museo nazionale stabile che potesse conservare gli oggetti delle manifatture italiane. Una richiesta valida anche oggi, dato che in Italia ancora non abbiamo un luogo specifico per esporre la moda. Infine, negli anni in cui il conflitto della Guerra mondiale si avvicinava, si dedicò alla militanza per la pace e abbandonò per un po’ la causa della moda «perché i guerrafondai insistono […] per imporre alla donna italiana un solo vestito: quello di gramaglie, unica moda in tempo di guerra».

Gli abiti che richiamavano le tuniche delle statue classiche, di cui ha ampiamente trattato Eugenia Paulicelli su Vestoj, volevano prima di tutto essere comodi per adattarsi alle donne del tempo, il cui stile di vita iniziava a cambiare. Qui appare fortissimo il legame che la moda può instaurare con la politica o la società, entrando nel vivo del discorso con una posizione e dei risvolti pratici. La frase «perché il vestito è la casa» sembra in qualche modo prematura per i tempi in cui Rosa Genoni l’ha pronunciata, eppure talmente valida che continua ad avere senso anche per i nostri.

Articoli Suggeriti
Partenze è l’addio antisentimentale di Julian Barnes alla letteratura

Quello appena pubblicato da Einaudi è l'addio dello scrittore britannico ai libri: l'ha deciso lui, e non potrebbe esserci una decisione più barnesiana di questa.

È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey

Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.

Leggi anche ↓
Partenze è l’addio antisentimentale di Julian Barnes alla letteratura

Quello appena pubblicato da Einaudi è l'addio dello scrittore britannico ai libri: l'ha deciso lui, e non potrebbe esserci una decisione più barnesiana di questa.

È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey

Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.

Sentimental Value è il film di tutti i padri che cercano di farsi accettare dalle figlie e di tutte le figlie che provano a perdonare i padri

Attraverso la storia di una famiglia di artisti, Joachim Trier racconta l'esperienza delle famiglie di tutti: l'amore, i rimorsi, il ricordo, i traumi, la casa.

Una mostra come Rejected è la prova che l’unica cosa più scandalosa della pornografia è la censura

Alla galleria Banquet di Milano, KINGS, duo composto da Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, porta una mostra che mescola desiderio, immagini, onestà, censura, pornografia e autodeterminazione.

Per la prima volta Pitchfork ha spiegato come assegna e cosa significano i voti che dà agli album

È una guida che introduce anche gli abbonamenti al sito, che permetteranno agli utenti di aggiungere il loro voto a quello dei giornalisti.

A sorpresa è uscito un nuovo trailer dell’Odissea di Nolan e sono tutti interdetti dalla scoperta che nel film c’è anche Travis Scott

E anche questa volta i fan si sono messi subito a litigare, anche se nessuno sa ancora che ruolo interpreta Scott nel film.