Lo girarono nel '45 Luchino Visconti, Mario Serandrei, Giuseppe De Santis e Marcello Pagliero, con l'intenzione di lasciarci «la testimonianza definitiva della lotta partigiana».
Ronnie Rocket, il film che David Lynch non è mai riuscito a girare
David Lynch nella sua vita ha fatto tutto quello che ha voluto, con un’eccezione: non è mai riuscito a girare quella che doveva essere la sua opera seconda, Ronnie Rocket. Fino al suo ultimo giorno sulla Terra, Lynch ha sempre definito questo film come as yet unproduced: in cerca di produttore, era convinto che prima o poi ne avrebbe trovato uno disposto a metterci i soldi. Non ci è riuscito e Ronnie Rocket è diventato una leggenda del cinema americano: un film troppo strano persino per Lynch.
Lynch ha passato decenni a scrivere e riscriverne la sceneggiatura, ma il soggetto è rimasto più o meno sempre lo stesso. Il protagonista della storia è un detective che vuole trovare il modo di entrare in una misteriosa “seconda dimensione”, conta di riuscirci usano la sua capacità di stare in equilibrio su una gamba sola. A ostacolare la sua ricerca della seconda dimensione ci sono delle stanze senzienti, un misterioso treno e i Donut Men, che usano l’elettricità come arma. Oltre alla storia del detective, Ronnie Rocket racconta anche le avventure di Ronald d’Arte, adolescente affetto da nanismo, che a causa di un errore durante un intervento chirurgico può sopravvivere solo collegando periodicamente il suo corpo a una presa elettrica. Questa necessità gli fa sviluppare un’affinità per l’energia elettrica, che Ronald scopre di poter usare per fare musica o causare distruzione. Il ragazzo decide quindi di assumere il nome d’arte Ronnie Rocket e diventare una rockstar, con l’aiuto della ballerina Electra-Cute. Capite bene perché sia la Dino De Laurentiis che la Zoetrope di Francis Ford Coppola preferirono fallire che rischiare i loro soldi su questo film.
Lynch, in ogni caso, non si è mai arreso e ha sempre continuato a cercare finanziatori per il film. Negli anni ne aveva parlato con tanti dei suoi attori feticcio, che avevano accettato di prendere parte a questo «progetto personale» che doveva essere una sorta di sequel spirituale di Eraserhead. Dean Stockwell, Brad Dourif, Jack Nance, Dennis Hopper, Harry Dean Stanton, Isabella Rossellini, Michael J. Anderson: questi gli attori e le attrici che, in un momento o in un altro, hanno fatto parte del cast. Non ha fatto in tempo, Lynch, a girare quest’ultimo film. Tutto quello che ne resta è un disegno, intitolato, appunto, Ronnie Rocket.

Il nuovo romanzo della scrittrice giapponese è un racconto del Giappone brutto, sporco e cattivo che non si vede quasi mai e che pure esiste da sempre. Tra locali notturni, faccendieri, malavitosi, karaoke, alcool e ragazze che vogliono prendersi il potere.
E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.