Hype ↓
08:14 venerdì 2 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

Metti Susanna un mattino a Roma

Gonnone blu, camicia bianca, foulard rosso: cronaca di un'anacronistica giornata di sciopero

07 Settembre 2011

Il vigile della “Polizia-Urbana-Di-Roma-Capitale”, come recita la scritta che come nelle vecchie barzellette sui Carab(b)inieri rischia di non starci nella fiancata troppo corta della pur Grande Punto all’incrocio tra via Cavour e via dei Fori Imperiali ne è sicuro: «Ci sta solo questo di corteo stamattina, quello della Cgil è nel pomeriggio». Quello in questione è dunque quello degli Usb, gli ex Cobas che han fatto il restyling dell’acronimo in versione da chiavetta.

Subito si pensa al boicottaggio, si era letto la sera prima su Corriere.it che i due cortei si sarebbero svolti paralleli, e in particolare quello della Cgil partenza da piazza dei Cinquecento (vicino Stazione Termini) per approdare all’arco di Costantino alle 12,30. Vuoi vedere che De Bortoli per vendicarsi dell’azione camussiana sui poligrafici diffonde notizie false e tendenziose. Diabolico. Invece no. Altri vigili della “Polizia-Urbana-Di-Roma-Capitale”, su a via Giovanni Lanza, famosa per la sede dei servizi segreti, per la caserma dove avvenne il primo arresto-show della storia italiana, quello di Enzo Tortora, e dove Giorgio Armani ha comprato, pare, un intero isolato per farne residenze di lusso (ma c’è solo una palma triste, il cantiere è fermo) sono meglio informati e confermano: il corteo camussiano c’è, è su a via Merulana, dunque De Bortoli assolto, il sospetto rientra, il serpentone viene intercettato nei luoghi gaddiani (ma rimane il tormentone e subito, a via Labicana, si incontra un’amica intelligente e ciclista che sostiene che De Bortoli tratta Camusso non come un segretario, ma come una segretaria). A via Labicana fa molto caldo, c’è una solitaria pattuglia del Crap (Coordinamento romano acqua pubblica) forse all’oscuro dei risultati referendari. Alcuni coraggiosi della Fiom pogano e fanno flessioni sull’asfalto rovente, e da un camioncino una signorina incita ad andar su a via del Fagutale ad assediare la casa involontaria di Scajola, ma poi ci son le macchine della Polizia-Urbana-Di-Roma-Capitale, e forse fa troppo caldo, è tutta ‘na salita, nessuno ci pensa più (e saranno contenti Raoul Bova e Lori del Santo che stanno nello stesso condominio). Via allora all’arco di Costantino, dove Camusso ha già iniziato a parlare. C’è molto sole, lei inopinatamente non ha il cappellino rosso, ma invece un gonnone blu e una camicia bianca e un foulard rosso al collo che dovrebbe essere look partigiano ma il tutto fa invece molto capo delle Coccinelle, o dei Lupetti. Sotto il palco, quando Camusso parla di patrimoniali sugli immobili, tutti ci facciamo due conti e pensiamo alle case di papà e di mammà. Intanto tra i pensionati e la “base” si tramandano febbrilmente notizie su Milano (Borsa di) e soprattutto sullo spread. «Sta a 370» «È arrivato a 377», corregge una signora con fazzoletto bianco in testa. I Fori sullo sfondo, il Palatino, il Colosseo, aleggia il paragone archeologico con la Grecia.

Di segretari di partito qui non c’è nessuno, solo un Di Pietro molto sudato che compare a metà comizio, fa un giretto e se ne va. Sul palco c’è Epifani, ma in disparte. Sotto, i giornalisti cercano disperati bottigliette d’acqua, ma sono finite. Ci sono due sindaci, uno piccolo e giovane, non sembra neanche maggiorenne, un altro vecchio e grosso, con le loro fasce tricolori, son della provincia di Rieti (ci sono anche molti manifestanti, di Rieti), e vengono intervistati dalla tv tedesca, spiegano i tagli della manovra, sono molto preparati. All’una meno un quarto è già finito tutto, ricompaiono i centurioni già stigmatizzati all’inizio dell’estate e forse già riabilitati. Camusso canta Bella Ciao in versione Modena City Ramblers, poi parte Ligabue con l’Amore conta: «Io e te ci siam tolti le voglie/ ognuno i suoi sbagli/ è un peccato per quelle promesse/ oneste ma grosse/ ci si sceglie per farselo un po’ in compagnia/questo viaggio in cui non si ripassa dal via».

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.