Hype ↓
02:14 giovedì 19 marzo 2026
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.
Vogue ha fatto causa a un giornale di moda per cani perché si chiama Dogue Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.
L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.

Sognare un’estate da Rohmer

L’estetica dei film del regista francese è estremamente contemporanea e ha un certo successo sui social. Perché?

01 Agosto 2023

Chissà che se ne direbbe oggi della scena tra Jean-Claude Brialy e Beatrice Romand in Il ginocchio di Claire, quando lui, sul suo motoscafo rosso, chiede alla ragazza: «Sei da sola? Sei annoiata? Cosa fai?», e lei dice: «Sto leggendo», e lui allora rilancia: «Vieni a casa mia, ho dei libri formidabili». Forse nessuno la scriverebbe una scena così, temendo accuse di adescamento di una certa polizia morale, eppure il fotogramma in cui l’attore è sul motoscafo, girato verso Beatrice, unito al sottotitolo “Come to my house, I have great books” è diventato uno dei frame più utilizzati negli ultimi anni sulle moodboard di Instagram.

Non credo ci sia regista più citato di Rohmer nella costruzione dei moodboard online. Questi si sviluppano oggi su Instagram, ma le loro radici stanno nella carta e forbici di decenni e decenni fa, per riempire diari o quadernetti di immagini ispirazionali. Io, in cameretta, avevo un pannello di sughero, poi sostituito da un altro pannello su cui si poteva attaccare e staccare di tutto senza che perdesse aderenza. Poi il moodboard è diventato digitale con i blog, poi è arrivato Tumblr, infine Instagram. I tasselli fotografici che compongono un moodboard sono, appunto, dei mood: indicano come vorremmo essere, qual è il nostro carattere, la nostra visione estetica e sentimentale del mondo, i nostri consumi culturali. Rohmer è estremamente citato, tanto che un nuovo account chiamato rohmerfits, nato a maggio 2023, l’ho ritrovato sul New York Times in un articolo interamente dedicato.

Il film di Eric Rohmer si prestano particolarmente bene a essere tradotti in frame fotografici, innanzitutto per la natura del loro girato: sono fatti di scene spesso statiche, in cui i personaggi sono immersi in dialoghi in equilibrio tra l’intimo e il faceto. Perché funzionano ancora così bene, per riempire i nostri feed, descrivere le nostre emozioni, a trenta, quaranta, cinquant’anni da quando sono stati girati? Ne ho guardati un po’ seguendo il tag #ericrohmer e cercando altri account celebrativi oltre a quello segnalato dal New York Times.

Un frame da La collectioneuse mostra Haydée Politoff seduta su una sdraio, con un dolcevita smanicato di cotone verde, dire: «I slept with you the minute I saw you». In una scena di Le Rayon Vert, mi sembra presa dall’inizio del film, una ragazza accarezza un gatto seduta a un tavolo da colazione imbandito in un giardino urbano, una spallina della blusa le scivola dalla spalla. Dice: «Either you meet someone new or you live with a memory». Un’altra scena dello stesso film mostra un dialogo tra i due protagonisti. «Don’t like stations?», chiede lui. «I don’t like leaving», dice lei. I dialoghi, insomma, funzionano perfettamente. Sembrano uscire da un romanzo di Sally Rooney, Normal people o Conversations with friends. A pensarci, in effetti, Rooney sembra dovere molto a Rohmer, anche in certe ambientazioni vacanziere (in Francia; a Trieste). Sono scambi brevi, tagliati di netto, in equilibrio tra la stranezza e la tristezza.

I vestiti, effettivamente, sono una chiave importante per il successo di questi frame. Rohmer, racconta il Nyt, non utilizzava nessun costume designer, ma chiedeva agli attori di presentarsi sul set con le loro idee di vestiti, e una scelta di diversi outfit dai loro armadi privati. Sono quindi vestiti semplici e reali, ed è facile identificarsi in chi li indossa. Rispecchiano, oggi, anche una certa estetica contemporanea: i denim e le giacche che ho trovato in certe scene di Conte de printemps sembrano usciti da una campagna di Aspesi del 2021 che voleva proprio raccontare l’intimità dei vestiti.

Potrebbe poi c’entrare il fatto che sono tutti profondamente europei nelle ambientazioni: e l’Europa, come dicono i dati delle compagnie aeree e di altri viaggi, sta tornando come meta preferita di vacanze anche tra gli americani – con gli evidenti problemi di sovraffollamento che vediamo tutti. Ma c’è dell’altro. I film di Rohmer sono sognanti e agrodolci, fatti di piccole felicità e una tristezza ovattata tipica dei momenti della vita in cui qualcosa cambia, qualcosa muore, qualcosa si evolve. Guardiamo i personaggi navigare queste acque placide in situazioni vacanziere, e tutto è così simile a un mondo che forse ricordiamo ancora dall’infanzia, e così diverso da quello che viviamo adesso. Ci piacciono per il senso di escapismo che comunicano: da una realtà che, se durante i pochi mesi di lockdown ci era sembrata poter diventare gentile e a misura d’uomo, si è rivelata invece crudele come non mai. Tra città invivibili, gentrificazione e violenza, burnout da stress, catastrofi climatiche.

Questi scorci di Rohmer allora rappresentano il mondo che non avremo più, frammenti intimi, non politici e profondamente individuali ma non individualistici, in cui il destino dei personaggi non è legato a quello collettivo nell’affondare in recessioni o estati caldissime. E poi è un mondo lento, libero dalla frenesia del multi-tasking. Uomini e donne si muovono in case di campagna che sono quelle che sognavamo di comprare quando pensavamo di andare via dalla città per ripopolare i borghi dell’appennino, vivendo di smart-working e libertà. Trovano il tempo di annoiarsi, di flirtare senza paure: sono quello che ci immaginavamo quando dicevamo “we won’t go back to normal because normal was the problem”. Pensavamo davvero di farcela?

Articoli Suggeriti
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.

Leggi anche ↓
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.

La seconda vita di Tracey Emin sembra molto più serena della prima

Oltre a ripercorrere la carriera della rockstar dell’arte contemporanea, la mostra alla Tate Modern di Londra celebra il suo rinnovato amore per la pittura e una pace finalmente raggiunta.

Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr

Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.

In Non scrivere di me Veronica Raimo mostra quanto, nella vita reale, il confine tra amore e violenza possa essere ancora pericolosamente sfumato

Una ragazza con velleità intellettuali si innamora di uno più cool di lei, che la vuole ma in fondo non così tanto, e perde la testa: inizia così il nuovo romanzo di Veronica Raimo, una storia d'amore, dolore e sorellanza.

Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato

È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.