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Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.

Perché abbiamo bisogno di un modo nuovo di usare il tempo

Da un lato l'invadenza del lavoro, dall'altro l'onnipresenza dei social: nel nuovo numero di Rivista Studio parliamo delle forze che erodono il tempo a nostra disposizione. E di come provare a combatterle.

di Studio
28 Novembre 2023

Dalla pandemia in poi, e ormai sono passati almeno due anni, il tempo è diventato una delle questioni fondamentali di questo tempo. È una cosa che si respira nell’aria, di cui si parla con il proprio partner in continuazione, o nelle cene con gli amici, ed è anche ovviamente qualcosa che in varie forme si ritrova sui social: la ricerca o il bisogno di trovare un altro modo di usare il tempo. Da un lato con la messa in discussione del preistorico schema “8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire”, risalente ormai al 1855, e un tempo simbolo di affrancamento e di libertà. Dall’altro con il dubbio diventato sempre più certezza di non usare il tempo libero nel modo in cui vorremmo, vampirizzati dagli schermi e dal content.

Si è molto parlato nel passato recente di “Grandi dimissioni”, un fenomeno che non abbiamo ancora capito se ha riguardato solo gli Stati Uniti, o anche di striscio il nostro Paese, ma qui in Europa stiamo scoprendo e sperimentando forme di lavoro ibride e non è più un tabù immaginare una settimana lavorativa alternativa rispetto a quella novecentesca. I 4 giorni a settimana sono realtà, fanno parte di progetti pilota, sono proposte di legge. Il problema però diventa anche come potremmo utilizzarlo questo tempo in più? È un problema che si è posta Jenny Odell, uno dei casi editoriali degli ultimi tempi, di cui trovate in questo numero un’intervista fatta da Francesco Gerardi. I suoi libri, Come non fare niente e Salvare il tempo, hanno colto perfettamente lo spirito del tempo, interrogandosi su come cambiare uno stile di vita che sembra inevitabile, ma che forse non lo è più. I pezzi e i ragionamenti che troverete in questo numero riguardano anche, soprattutto, il modo in cui il tempo lo usiamo. Dalla moda del Bullet Journal esplosa su TikTok (Clara Mazzoleni) alla gamification del benessere (Davide Coppo), che ha reso momenti come la meditazione e il sonno dei momenti performativi. Dai primi timidi tentativi di disconnessione dei giovani (Arianna Giorgia Bonazzi) alla cara vecchia flânerie (Fabrizio Maria Spinelli). Con un sorprendente excursus su come i “vestiti da lavoro” siano diventati la nostra uniforme del tempo libero (Jacopo Bedussi) e un’intervista di Lorenzo Camerini a Lawrence Osborne, lo scrittore inglese che ha fatto della fuga una vera e propria poetica. Per noi tutto questo è stata una ricerca del tempo perduto. L’augurio è che in qualche modo possa servirvi oltre che divertirvi.

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