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20:24 martedì 25 agosto 2026
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.

Dieci anni di Rivista Studio

Dal 24 settembre è in edicola il numero che celebra i nostri primi dieci anni: l'editoriale del direttore.

23 Settembre 2021

E così sono dieci anni che facciamo Rivista Studio. Se guardo indietro, fra tutti i tentativi fatti, quello che mi sembra meglio riuscito è l’avere, alla fine, creato un contenitore e un brand di una certa rilevanza nazionale che sapessero rimettere al centro la cultura, senza apparire né respingenti né divulgativi. E cioè: niente accademia da una parte, niente ansia di arrivare a tutti dall’altra. Non complicare le cose semplici, e non semplificare quelle meno accessibili. E quindi: i libri sì ma anche tanta moda, e poi il cinema e le serie tv, la tecnologia, i nuovi linguaggi, le arti nel loro insieme, il pop. Insomma, come recita un nostro vecchio slogan: le cose che succedono, più tutto il resto. Senza distinzioni gerarchiche né di linguaggio. Per questo abbiamo deciso di celebrare questi primi dieci anni con altrettante interviste e ritratti a personaggi italiani molto diversi fra loro – per generazione, per caratura intellettuale, per professione, per linguaggio, per obiettivi – ma che, se messi tutti insieme, secondo noi di Rivista Studio ben rappresentano quello che, come scrivevo appunto sopra, abbiamo provato a fare in questi primi due lustri. Come da tradizione, facciamo parlare le storie.

Che forma debbano prendere queste storie da qui in poi, diciamo nel secondo decennio di Rivista Studio, è il tema vero che ci troviamo di fronte. I giornali di carta, i siti, Instagram, TikTok e gli altri social, l’audio, i video, gli eventi dal vivo. Cambia tutto, lo scenario si complica meravigliosamente, aumentano i rischi e con loro le opportunità. Che non vediamo l’ora di cogliere insieme a chi ci sceglie tutti i giorni. Questo mi porta a una nota personale. Dopo averla fondata e averla diretta per dieci anni, è tempo per me di cedere il timone operativo di Rivista Studio (pro tempore, questa sarà sempre casa mia, ci rivedremo prima o poi) per cogliere una nuova sfida professionale. Lascio un brand editoriale in forma smagliante, messo insieme tutti i giorni per voi da un team con un talento fuori dal comune, e guidato sapientemente dai miei soci, con me da sempre in quest’avventura. Li ringrazio tutti per quanto fatto fino a qui. È davvero solo l’inizio, e non vedo l’ora di vedere come evolverà questa nostra unica e meravigliosa creatura. Dove sarà Rivista Studio, sarò io. E, mi auguro, anche tutti voi.

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