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00:08 sabato 11 aprile 2026
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Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

C’è una scultura di Richard Serra che la città di Parigi tiene nello sgabuzzino da 30 anni

11 Aprile 2024

«È la storia di un grande spreco»: così comincia l’articolo di Le Monde che parla dello strano destino dell’opera di Serra “Clara-Clara”, «un colosso d’acciaio che dorme in un deposito di proprietà della città di Parigi da più di 30 anni». Città che si è “ricordata” di “Clara-Clara” soltanto dopo la morte dell’artista, il 26 marzo, quando l’opera del valore di milioni di dollari, lunga 36 metri e pesante 108 tonnellate, è tornata a essere argomento di discussione tra le autorità cittadine.

Richard Serra (che abbiamo omaggiato in questo articolo, ricordando tra le altre cose il suo grande amore per Calvino) realizzò l’opera per una retrospettiva del 1983 al Centre Pompidou di Parigi. Ritenuta troppo pesante per essere installata all’interno, l’opera venne posizionata nel giardino pubblico delle Tuileries tra il Jeu de Paume e il Musée de l’Orangerie . Nel 1985, due anni dopo la mostra, la città di Parigi acquisì “Clara-Clara” e trasferì l’opera nel più piccolo Parc de Choisy, situato nel tredicesimo arrondissement della città. Il quartiere accolse la scultura con un po’ troppo entusiasmo, utilizzando la superficie in acciaio a scopo ricreativo e riempiendola di graffiti. Con grande stupore dell’artista, i funzionari parigini decisero di spostarla nuovamente nel 1993, questa volta nascondendola alla vista.

E così “Clara-Clara” è rimasta per più di 30 anni nascosta, e ora si trova nel deposito del Fonds Municipaux d’Art Contemporain (FMAC), che gestisce la collezione della città di oltre 23mila opere d’arte e supervisiona i restauri.

Secondo quanto riportato da Le Monde, sembra che alla fine del dibattito divampato nelle ultime settimane, alla fine l’ufficio di Carine Rolland, vicesindaco responsabile della cultura di Parigi, abbia finalmente affermato di stare considerando tre possibili luoghi in cui l’opera verrà finalmente installata, “nel cuore storico di Parigi”.

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